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FAQ Autori

Presentazione di Aisberg

  Che cos'è Aisberg?

Aisberg è il nuovo archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Università di Bergamo: un servizio online per archiviare, indicizzare, conservare e distribuire in Internet il materiale di ricerca e didattico prodotto nell'ambito dell’Ateneo.

  Che cosa significa accesso aperto?

Accesso aperto (open access), significa semplicemente libera disponibilità in Internet del materiale, per la pubblicazione del quale l'Autore non riceve royalties (come spesso è il caso per la letteratura scientifica e didattica).
Il movimento per l'Open Access - che coinvolge docenti, ricercatori, bibliotecari, università, enti finanziatori della ricerca, organismi di governo nazionali e internazionali e mondo dell'editoria – propone un nuovo modello di comunicazione scientifica che intende sfruttare Internet per la libera circolazione, globale e in tempo reale, dei contenuti di ricerca. 266 Università nel mondo, tra le quali 82 Università italiane (anche l'Università di Bergamo) hanno firmato, tra il 2004 e il 2009, la Dichiarazione di Berlino a favore dell'accesso aperto alla letteratura di ricerca scientifica e umanistica.
Similmente, i progetti Open Educational Resources (tra cui quelli di riferimento: OER Commons e OCW Consortium) intendono realizzare la libera circolazione dei contenuti per la didattica e l'apprendimento.
Gli archivi istituzionali come Aisberg sono nati come strumento per la realizzazione dell'accesso libero e immediato ai risultati della ricerca e ai materiali didattici.
Per approfondire: Wiki sull'Open Access in Italia (in italiano); Open Access News (anche in italiano di Google).

  Che differenza c'è tra gli archivi istituzionali come Aisberg e gli archivi internazionali come RePec e ArXiv?

Si tratta di strumenti simili per “filosofia” e funzionamento; la differenza risiede nel fatto che i primi raccolgono materiale (multidisciplinare) afferente a un'unica istituzione e i secondi raccolgono materiale (proveniente da più istituzioni) afferente a un'unica disciplina.
Il vantaggio degli archivi istituzionali consiste nella contestualizzazione del documento nell'ambito dell'istituzione in cui esso è stato prodotto, e quindi nel suo legame al profilo scientifico e professionale dell'Autore.

  Tutte le Università hanno un archivio istituzionale?

Non ancora tutte, ma sono sempre più numerose in tutto il mondo.
Esempi internazionali sono gli archivi istituzionali dell'MIT, della London School of Economics, della University of Cambridge e della Harvard University.
Esempi italiani sono, tra gli altri, quelli dell'università di Bologna, Torino, Trento.

  Oltre agli archivi online, esistono altri canali per la realizzazione dell'open access?

Sì, in tutti gli ambiti disciplinari vi sono oggi numerose (almeno 4468 il 30/11/2009) riviste scientifiche open access: si tratta di riviste con comitato di redazione e peer review, distribuite online senza costi di abbonamento/pay per view. Esistono poi riviste “ibride”, distribuite sia attraverso il canale commerciale che in open access. Anche nel campo delle monografie, vi sono progetti di pubblicazione di monografie accademiche open access, e progetti editoriali ibridi. Per approfondire: DOAJ, Directory of Open Access Journals - OAPEN, Open Access Book Publishing.

Com'è fatto Aisberg

  Come funziona Aisberg?

Aisberg consente agli utenti interni Unibg (Autori) di caricare documenti digitali e di associarvi una url permanente e alcune informazioni bibliografiche (metadati) che ne favoriscono il reperimento. Il materiale digitale archiviato in Aisberg diventa ricercabile e accessibile in Internet, anche per gli utenti esterni.

  Come sono organizzati i contenuti in Aisberg?

Aisberg è suddiviso in sezioni organizzate in una gerarchia a 3 livelli (Comunità, Sotto-comunità e Collezioni).
Ogni sezione, identificata da un nome, ha uno spazio server e una home page riservati e mantiene quindi una sua identità entro l'archivio. Può essere gestita autonomamente da uno o più amministratori (Coordinatori) che ne definiscono gli scopi e le politiche, ne curano la home page e decidono quali documenti possono essere inclusi.
Ogni documento viene archiviato in una singola Collezione, a seconda della sua tipologia e/o della struttura universitaria di afferenza dell'Autore. In seguito il documento può essere mappato in altre Collezioni, diverse da quella d'origine.
Per approfondire: Le Collezioni di Aisberg.

  Quale software è stato utilizzato per creare Aisberg?

Aisberg è un'implementazione di DSpace , un software open source per la creazione di archivi online sviluppato dal Massachusetts Institute of Technology e da Hewlett-Packard. Il software DSpace è usato (ottobre 2009) in più di 700 installazioni in tutto il mondo.

  I documenti in Aisberg sono al sicuro?

Aisberg è in grado di sostenere la conservazione a lungo termine dei materiali archiviati; garantendo sia l'integrità fisica dei file (attraverso procedure standard di back-up, mirroring, disaster recovery), sia la loro leggibilità nel tempo (attraverso procedure una tantum di conversione dei formati “rari” e/o proprietari).
L'accessibilità a lungo termine dei documenti è garantita dall'attribuzione a ciascuno di essi di un identificatore unico persistente (HANDLE), indipendente dal particolare protocollo di accesso – come il DOI per gli articoli pubblicati presso gli editori.
Infine, il software DSpace è open source e ciò è garanzia della continua evoluzione del sistema verso i futuri ambienti di programmazione.

Archiviare in Aisberg o no?

  Perchè archiviare i propri documenti in Aisberg?

Gestione

Salvataggio

Ricerca

Condivisione

Visibilità

Certificazione

Protezione

  Perchè non depositare in Aisberg?

Non è il caso di depositare in Aisberg se:

Usare Aisberg

  Come posso sfruttare al meglio Aisberg?

Anzitutto occorre registrarsi in Aisberg con le proprie credenziali istituzionali e richiedere all'amministratore l'attivazione come Autore nelle collezioni di interesse.
A questo punto, l'Autore ha a sua disposizione uno spazio personale su server (MyAisberg). Questo spazio può essere utilizzato per:

E' inoltre possibile, per i singoli docenti o per i gruppi di lavoro, aprire nuove Collezioni su progetti specifici: conferenze, seminari, riviste, home page personali, corsi, serie di working papers, libri in collaborazione, …

  Come si crea una nuova Collezione in Aisberg?

Per richiedere l'attivazione di una nuova Collezione occorre contattare l'amministratore del sistema.
L'amministratore assisterà il richiedente nella profilazione della Collezione e quindi provvederà a crearla. Il richiedente può diventarne il Coordinatore, gestendola così in maniera del tutto autonoma. In alternativa, la gestione della Collezione può restare in carico ai Servizi bibliotecari.

L'archiviazione in pratica

  Chi può archiviare in Aisberg?

Tutti coloro che producono lavori di ricerca e/o materiali didattici nell'ambito dell'Università di Bergamo: docenti, ricercatori, dottorandi, collaboratori di cattedra e didattici (assegnisti di ricerca, tutor, cultori della materia).
Inoltre, gli Autori Unibg possono “invitare” in Aisberg Autori esterni, che collaborano a un progetto dell'Università (ad esempio convegno, rivista, seminario…).

  Cosa si può archiviare in Aisberg?

Tutti i prodotti della ricerca: dai rapporti tecnici alle tesi di dottorato, presentazioni, paper...
E' possibile, in particolare, depositare articoli referati (postprint). Molti editori infatti consentono all'Autore l'archiviazione di una copia digitale degli articoli pronti per la pubblicazione in un archivio istituzionale come Aisberg (cfr. più sotto).
Tutti i materiali didattici: dalle dispense alle registrazioni delle lezioni, esercizi, temi d'esame....

  In quali formati?

Aisberg supporta più di 70 formati. E' tecnicamente possibile caricare file in formati sconosciuti al sistema, ma ciò non è consigliato, in quanto non è possibile garantire la loro corretta conservazione e indicizzazione.
Per approfondire: formati supportati da Aisberg.

  Come si effettua il deposito di un documento?

Anzitutto occorre registrarsi in Aisberg con le proprie credenziali istituzionali e richiedere all'amministratore l'attivazione come Autore nelle collezioni di interesse.
Per archiviare personalmente un documento (autoarchiviazione) basta effettuare il login in Aisberg, scegliere la Collezione nella quale effettuare il deposito e compilare l'apposito form online.
Per approfondire: Help di Aisberg.
Un incaricato dei Servizi bibliotecari è a disposizione per aiuto e chiarimenti circa la procedura di autoarchiviazione.
In alternativa, è possibile richiedere il servizio di deposito proxy da parte di un operatore dei Servizi bibliotecari dell'Università. In questo caso basta inviare una mail all'incaricato specificando: e fornendo in attachment il/i file del documento.
L'incaricato provvederà ad effettuare l'archiviazione e a notificare l'avvenuto caricamento all'Autore.
Il documento depositato viene immediatamente reso pubblico, se così è previsto dalle politiche della Collezione. Per alcune Collezioni è prevista invece una fase di approvazione del documento e/o verifica dei metadati da parte di un referente. Consultare la home page della Collezione per conoscerne le politiche.

  Quali metadati vanno allegati al documento?

Si tratta delle informazioni bibliografiche di base, in un formato particolarmente semplice (Dublin Core metadata), studiato per essere compilato facilmente e velocemente da non-specialisti della catalogazione.
In generale, gli unici metadati obbligatori sono: titolo, autore, data, tipo di documento. Tuttavia, bisogna tenere presente che più la descrizione bibliografica del documento è completa, meglio esso sarà indicizzato e citato. In particolare, è sempre buona pratica aggiungere alla descrizione bibliografica un abstract e/o delle parole chiave in inglese.

  E' possibile rimuovere un documento archiviato in Aisberg?

Dipende dalle politiche della Collezione.
Ad esempio, la rimozione è generalmente consentita nelle Serie di paper, nel caso in cui l'Autore preferisca sostituire la versione non referata (preprint) con la successiva versione referata (postprint).

  E' possibile sostituire un file o spostarlo in un'altra collezione?

In caso di errato caricamento, la sostituzione/lo spostamento possono essere effettuati, su richiesta dell'Autore, dall'amministratore del sistema.

  E' possibile correggere un'informazione bibliografica errata?

In alcune Collezioni è prevista una fase di catalogazione, nella quale i metadati vengono controllati ed eventualmente corretti. Altrimenti, l'autore può richiedere la correzione all'amministratore del sistema.

Aisberg vs. pubblicazione scientifica tradizionale

  L'archiviazione in Aisberg equivale a una pubblicazione?

No. Sebbene da un punto di vista legale tutto ciò che viene reso pubblico attraverso una rete telematica (e quindi anche Internet) sia considerato “pubblicazione”, in realtà questo termine ha per la comunità scientifica un senso più ristretto, legato alla certificazione del valore scientifico del contributo attraverso il processo di selezione/peer reviewing. Per questo diciamo che Aisberg è genericamente uno strumento di disseminazione.
Tuttavia Aisberg può essere utilizzato come strumento per la distribuzione online di Riviste o singoli articoli referati, Atti di conferenze e altre tipologie documentarie certificate (e quindi rilevanti ai fini della valutazione della ricerca), con un comprovato aumento della loro citazione.
Per approfondire il tema del vantaggio citazionale dell'open access: articolo di Harnad et al.(in inglese), articolo di Norris et al. (in inglese).

Aisberg può però essere utilizzato anche per la distribuzione di paper non referati (preprint), e di altri materiali normalmente non distribuiti attraverso il canale commerciale (rapporti di ricerca, datasets, materiali didattici, presentazioni e poster a conferenze, …).

Certamente, con il crescere del numero e delle tipologie dei contenuti scientifici, distribuiti (a volte esclusivamente) ad accesso aperto, si pone oggi la necessità di estendere anche a questi prodotti il processo di valutazione qualitativa e quantitativa.
Per approfondire: Raccomandazioni CRUI su Open Access e valutazione dei prodotti della ricerca scientifica.

Aisberg e diritti dell'autore

  Depositare in Aisberg implica di rinunciare al diritto d'autore sul documento?

Assolutamente no.
Anzitutto, il diritto morale d'autore (paternità intellettuale) è irrinunciabile.
Per quanto riguarda i diritti di utilizzazione, occorre cedere ad Aisberg solo quei pochi diritti che sono necessari per la distribuzione online e la conservazione del documento; tale cessione (diversamente da quanto accade troppo spesso con gli editori!) non è esclusiva.
Aisberg tutela la paternità intellettuale dei documenti e non ne preclude né lo sfruttamento economico, né la libera diffusione attraverso altri siti (come la home page dell'Autore o un archivio disciplinare); l'Autore resta titolare di tutti i diritti previsti dalla legge italiana sul diritto d'autore.
La cessione non esclusiva dei diritti avviene tramite una licenza di deposito (un contratto tra l'Autore e Aisberg), che va “spuntata” al termine dell'archiviazione del documento. Se l'Autore non concede la licenza, il documento non viene perciò pubblicato: resta registrato nello spazio privato MyAisberg dell'Autore, che può decidere di cancellarlo o pubblicarlo in seguito.
Per approfondire: licenza interna di Aisberg

Aisberg e gli editori

  Cosa ne pensano gli editori del deposito negli archivi istituzionali come Aisberg?

Molti editori, dopo una prima fase di perplessità, stanno ora collaborando con il mondo dell'Open Access.
In particolare, per quanto riguarda Elsevier e Springer, il nuovo contratto consortile sottoscritto dai Servizi bibliotecari dell'Università di Bergamo prevede, per tutti gli Autori istituzionali e per tutte le riviste in abbonamento, la possibilità di archiviare in Aisberg il cosiddetto author's postprint (la versione referata del paper, priva però della grafica di stampa), completo di link alla versione editoriale.

Per gli altri editori stranieri, è possibile conoscere le politiche nei confronti dell'open access consultando la banca dati Sherpa/Romeo.

Per gli editori italiani , un apposito gruppo di lavoro della CRUI sta realizzando una banca dati simile a Sherpa, che però attualmente non è ancora disponibile: occorre quindi contattare direttamente il singolo editore (cfr. più sotto).

  E' possibile depositare in Aisberg un articolo già pubblicato presso un editore?

Se l'articolo è pubblicato, l'Autore ha già firmato un contratto con l'editore, al quale ha ceduto alcuni, spesso tutti, i diritti di sfruttamento dell'opera, generalmente in esclusiva.
Occorre controllare il contratto che si è firmato e verificare che non vi sia un esplicito divieto di deposito. Se non c'è divieto esplicito, si può inoltrare richiesta scritta all'editore per ottenere una modifica (addendum) del contratto, nella quale l'Autore si riserva il diritto di pubblicazione nell'archivio istituzionale.
Se nel contratto vi è un esplicito permesso di deposito si può procedere all'archiviazione, avendo cura di soddisfare le eventuali specifiche richieste dall'editore (cfr. più sotto).

  Il deposito di un preprint in Aisberg pregiudica la possibilità di sottoporlo una rivista tradizionale?

In teoria no: nel caso di un preprint (cioè della versione non ancora referata) i diritti sono tutti in capo all'Autore, che può decidere liberamente come distribuirlo.
Nella pratica, prima di archiviare in Aisberg è meglio assicurarsi che l'editore/i cui si vuole sottoporre l'articolo consenta l'archiviazione del preprint, controllando sul sito Sherpa o contattandolo direttamente.

  Sottoporre un paper a una rivista tradizionale pregiudica la possibilità di depositarlo in Aisberg?

Dipende dalle politiche dell'editore, delle quali è sempre meglio informarsi.
Alcuni Autori scelgono di sottoporre i propri paper solo a editori/riviste che consentono - come politica generale o come disponibilità a modificare di volta in volta il contratto standard con una clausola specifica - l'archiviazione di almeno una versione tra author's preprint (versione non referata), author's postprint (versione referata, ma priva dell'impaginazione), publisher's version (versione referata, completa della grafica di stampa).
Generalmente gli editori richiedono anche un periodo di embargo (dilazione della messa in chiaro del testo pieno archiviato).
L'amministratore di Aisberg è a disposizione degli Autori per supporto e aiuto.

Accesso a Aisberg, accesso ai documenti

  Dove si trova Aisberg?

Aisberg è liberamente accessibile online all'indirizzo http://dspace-unibg.cilea.it.

  Come si reperisce un documento depositato in Aisberg?

Aisberg dispone di una doppia interfaccia di ricerca interna (semplice e avanzata) e di liste di browsing per titolo, autore, data e tipo di documento. Inoltre, Aisberg è indicizzato dai principali motori generalisti (Google, Yahoo! Search, Bing, Ask) e da alcuni motori specialistici (tra i quali Google Scholar e ScientificCommons).

  Si possono visualizzare i testi pieni dei documenti?

Sì. Lo scopo di Aisberg è proprio quello di favorire l'accesso ai testi pieni per la comunicazione scientifica e la disseminazione del materiale didattico.
Di default, i documenti depositati in Aisberg sono subito liberamente consultabili a testo pieno.
E' possibile, se le politiche della Collezione lo prevedono, escludere l'accesso al testo pieno (ma non alle notizie bibliografiche) per un periodo limitato di tempo (embargo). Consultare la home page della Collezione per conoscerne le politiche di accesso.

  Si possono scaricare e stampare i documenti?

Sì. E' insito nell'idea stessa di archivio ad accesso aperto che i documenti possano essere non solo letti, ma anche scaricati, stampati, linkati – insomma riusati per motivi di studio o ricerca, purchè venga riconosciuta la paternità intellettuale all'Autore. Questi diritti concessi ai Lettori sono esplicitati nelle Condizioni generali di utilizzo dei documenti in Aisberg, che valgono di default per tutti i materiali in esso contenuti.
Al momento dell'archiviazione in Aisberg, l'Autore può decidere di concedere ai Lettori alcuni diritti di utilizzo aggiuntivi, oltre a quelli previsti dalle Condizioni generali.
A questo scopo può allegare al documento una licenza Creative Commons (cfr. più sotto).
Credits: Paola Galimberti, Università Statale di Milano.

  Che cosa sono le licenze Creative Commons?

Sono uno strumento di tipo contrattuale per concedere ai Lettori alcuni diritti, che potrebbero essere vantaggiosi per il riuso del materiale scientifico e didattico: ad esempio, la riproduzione in pubblico del documento, oppure la sua modifica (cioè la creazione di opere derivate).
La licenza Creative Commons viene facoltativamente concessa dall'Autore agli utenti al momento dell'archiviazione del documento in Aisberg, selezionandola da un menu a tendina. Se nessuna licenza viene selezionata, valgono le Condizioni generali di Aisberg.
Per approfondire: Cos'è Creative Commons (e cosa non è). Le Creative Commons Public Licenses italiane.

  Posso sapere quante volte il mio documento viene consultato/scaricato?

Al momento questi dati non sono ancora pubblici; è tuttavia possibile richiederli all'amministratore.

  Aisberg aumenta il rischio di plagio?

Semmai lo diminuisce. L'ampia visibilità (per umani e motori) del documento ne scoraggia l'uso improprio, dal momento che l'intera comunità scientifica e i software anti-plagio sono in grado di risalire da un “doppione” al documento originale. Aisberg infatti certifica l'originale con un identificatore unico e una data di archiviazione.

Scegliere Aisberg

  Ancora dubbi?

Depositare in un archivio ad accesso aperto è per un Autore una “scelta forte”, ma sempre più condivisa dalla comunità scientifica mondiale. I contenuti open access sono in costante aumento: ScientificCommons indicizzava, il 4/11/2009, 31.605.307 documenti open access, contenuti in 1152 archivi ad accesso aperto. Il 30/11/2009 i documenti sono diventati 32.251.443 e il numero degli archivi indicizzati 1158!

Alcune università, centri di ricerca ed enti finanziatori hanno attivato politiche mandatarie per l'autoarchiviazione; nella nostra Università, il mandato è applicato alle tesi di dottorato a partire dal 26. ciclo. Alcune Università stanziano fondi o distribuiscono incentivi per la pubblicazione open access.

L'Unione Europea ha prodotto nel 2008 un Green Paper sul copyright nell'economia della conoscenza (attualmente in fase di discussione), che sottolinea la necessità di promuovere, come “Quinta libertà” comunitaria, la libera circolazione della conoscenza.

La libera disponibilità dei contenuti di ricerca è vantaggiosa in tutti gli ambiti disciplinari; in alcuni è ormai irrinunciabile, al punto che per i ricercatori l'autoarchiviazione costituisce il “vero” evento di pubblicazione.
La libera disponibilità dei contenuti didattici è vantaggiosa per facilitarne la conservazione e il riuso/condivisione sostenibili in contesti formativi più ampi o comunque diversi da quello specifico di produzione.
In particolare, il deposito dei materiali di ricerca e anche didattici in un unico archivio preserva la loro associazione e favorisce la sostenibilità economica e operativa della disseminazione dei contenuti dell'Istituzione.

D'altra parte, l'atto pratico dell'autoarchiviazione, grazie alle tecnologie disponibili, è un'operazione facilmente apprendibile e integrabile nel normale flusso di lavoro di produzione didattica o scientifica.

Aisberg è gestito dai Servizi bibliotecari dell'Università di Bergamo. Gli amministratori del servizio sono a disposizione degli Autori per ogni chiarimento.