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The Cinquecento in Florence / edited by Carlo Falciani and Antonio Natali. - Firenze : Mandragora, 2017

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Città fortificate : porti, piazze d'armi e forti tra settecento borbonico e regno delle Due Sicilie : gli ingegneri Bardet, d'Escamard e Gonzales firmatari di progetti militari per Marcianise / Salvatore Costanzo. - Napoli : Giannini editore, c2017

L’indagine mostra un’attenzione viva dell’autore per la Storia dell’Ur-banistica nelle antiche città e province meridionali durante l’età borbo-nica. Essa raccoglie un ricco patrimonio documentario su vicende, evoluzioni e trasformazioni di “Cittadelle militari” e su altri significativi luoghi e insediamenti fortificati preesistenti, messi in luce nell’arco cro-nologico tra il 1734 e il 1861.L’organizzazione del libro risulta divisa in cinque nuclei tematici, strut-turati in modo da isolare concetti chiave sullo ”sterminato confine co-stiero” e sui territori interni del Mezzogiorno. Tutto è supportato dallo studio di numerose aree portuali, piazzeforti, rocche e forti, i cui appro-fondimenti evidenziano le linee portanti del programma di difesa dei due regni - di Napoli e di Sicilia - in materia di organizzazione, pianifi-cazione e tecnica militare.Notevole l’interesse riservato alle ricerche d’archivio, ai progetti di am-pliamento e agli interventi di ammodernamento di varie strutture, spesso protagoniste nei grandi scenari di guerra del sud d’Italia. L’analisi diretta della cartografia storica e la raccolta organizzata e sistematica di tavole topografiche, consente di interpretare le peculiarità di molti ambienti e sistemi fortificati che in seguito saranno radicalmente modificati o ad-dirittura cancellati.Un discorso a parte caratterizza la portata delle Appendici, concettual-mente connesse al disegno generale dell’opera, ma differenti nei conte-nuti. Qui gli scritti consentono di costruire un quadro sufficientemente esaustivo delle personalità di Luigi Bardet di Villanova, Vincenzo d’Escamard e Gennaro Gonzales, ingegneri militari e ufficiali del Real corpo del Genio borbonico. Dalla conoscenza delle loro qualificate at-tività progettuali affiorano importanti testimonianze sulle vicende sto-rico-culturali del tempo, nonché stimolanti indicazioni sulle nuove esigenze per la militarizzazione del territorio.

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La città ostile : la realtà dell'architettura urbana nelle sue contraddizioni storiche / Attilio Pizzigoni. - Milano : Marinotti, 2017

Questo libro di Attilio Pizzigoni è attraversato da qualche interessante e cruciale paradosso: anzitutto il ragionare sulla canonica e non pacificata dialettica città-metropoli (e pure megalopoli) su cui aleggiano le ombre di Georg Simmel, Max Weber e Heinrich Tessenow, da un osservatorio fortemente caratterizzato e non ostile come Bergamo, una delle più belle e spettacolari città di provincia italiane. Una di quelle che pertengono alla dimensione territoriale e storica dell'antica civiltà italiana e che nelle pagine di due grandi storici dell'arte - Francesco Arcangeli e Andrea Emiliani - hanno trovato mirabile ricordanza novecentesca, nel nome di un moderno, necessario e forse disperante umanesimo. Altro il mondo che oggi si impone a chi, come Pizzigoni, architetto, ma anche uomo di cultura e docente universitario, deve confrontarsi con temi della contemporaneità che impongono più eccitati riferimenti e cronache differenti. Sempre paradossalmente, i saperi del Pizzigoni, rogersianamente homme de lettres, allievo nel Politecnico milanese di Mario De Micheli e bastantemente prossimo ad Aldo Rossi per non averne dimenticato il capitale L'architettura della città, hanno trovato intelligente e non serena sintesi nelle pagine problematiche e interrogative del presente saggio. Esse si confrontano con quelle di altri autori, prevalentemente anglosassoni ma pure francesi e anche con altri strumenti che concorrono al dialogo fra architettura e ingegneria. Ciò nel nome di un'idea di progetto e di ricerca di forma che tenga conto di condizioni di Luogo, di Spazio e di Tempo, cui si deve addirittura l'esistenza di un'architettura atopica alla quale corrispondono abitatori di identità debole, segnata soprattutto dalla funzione del consumare pervasivo, che tuttavia non riesce a sopprimere del tutto ciò che rende tale un cittadino. Le dottrine si confrontano e la deterritorializzazione è fenomeno in atto o forse solo preteso oppure profetizzato qualche decennio fa (No stop city) nel nome di qualche utopia radicale. E allora sociologia e geografia, matematiche e informatiche, non che teorie dei frattali. Ma il destino del paesaggio reclama attenzione, con memoria di stagioni pregresse che Pizzigoni sa leggere mediante aggiornati strumenti critici, concludendo nel nome di una visione etica e minimamente ironica e malinconica con il gustoso ingorgo narrativo de II fiume perduto, che poi sarebbe un Moria alquanto modesto ma a Bergamo decisivo. Anche questo è Genius Loci." (Gianni Contessi)

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Copertina

Eisenstein on paper : graphic works by the master of film / Naum Kleiman ; foreword Martin Scorsese. - London : Thames & Hudson, 2017

The first comprehensive book on the extensive, yet rarely seen, graphic works of pioneering filmmaker Sergei Eisenstein Sergei Eisenstein is regarded as one of cinema’s greatest revolutionaries. Less well known is that he was also a prolific graphic artist who drew compulsively as a means of expressing his ideas. Arranged chronologically, Eisenstein on Paper is divided into six chapters, each prefaced by short texts relating to the graphic works of each distinct period, and interwoven with excerpts from Eisenstein’s own essays and diary entries. In 1930 Eisenstein traveled to the United States and then Mexico, where he produced hundreds of drawings influenced by ancient and contemporary Mexican art. Forced to return to Russia in 1932, Eisenstein came under the scrutiny of the Communist government and, struggling to make further films without political interference, turned again to sketching for artistic freedom. By the end of his life, he had pared his style down to the utmost simplicity and sincerity. Despite completing relatively few films in his lifetime, Eisenstein made several thousand drawings. Eisenstein on Paper is the product of a groundbreaking collaboration with RGALI, the Russian State Archive of Arts and Literature, and is a fitting tribute to an incredible graphic talent.

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