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1797 il punto di svolta : Brescia e la Lombardia veneta da Venezia a Vienna (1780-1830) : atti del Convegno in occasione del 200. della rivoluzione bresciana, Brescia, 23-24 ottobre 1997 / a cura di Daniele Montanari, Sergio Onger, Maurizio Pegrari. - Brescia : Morcelliana, 1999

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Canne : la sconfitta che fece vincere Roma / Giovanni Brizzi. - Bologna : il Mulino, 2016

216 a.C., Canne, Apulia-Puglia: è qui che, nel corso della seconda guerra punica, le truppe di Annibale annientarono un esercito romano di dimensioni quasi doppie. Un capolavoro tattico, tuttora studiato nelle accademie militari. Il libro racconta il contesto storico in cui maturò la battaglia (vale a dire la discesa in Italia dei Cartaginesi), analizza la composizione delle forze in campo, descrive lo svolgersi dello scontro e ne mette in luce le conseguenze sull'andamento della guerra. Ironia della sorte, per i Romani la sconfitta, e gli insegnamenti che ne trassero, prepararono la vittoria che, quattordici anni dopo, Scipione riportò sui Cartaginesi a Zama.

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Comment la Belgique fut romanisée / Franz Cumont ; volume édité par Xavier Deru et Germaine Leman-Delerive. - Roma : Academia Belgica, Institut Historique Belge de Rome ; Torino : Nino Aragno, c2017

Comme Th. Mommsen et F.J. Haverfield, Franz Cumont a participé à la construction du concept de « romanisation ». Selon lui, en rejoignant sur ce point M.I. Rostovtzeff, la romanisation repose avant tout sur un processus économique. La contribution de Franz Cumont à l’archéologie provinciale fut cependant oubliée, sans doute en raison de son apport plus significatif dans le domaine des religions anciennes, alors que cette Romanisation de la Belgique constitue la première synthèse exploitant à la fois les découvertes archéologiques et les textes anciens. Cet essai ne doit pas être pris seulement comme une contribution à l’histoire de l’Antiquité, ou à la naissance de la discipline archéologique en Belgique, mais aussi comme un témoignage historique en tant que tel, qui illustre la construction intellectuelle et idéologique de « l’âme belge », à la suite de G. Kurt et H. Pirenne.

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Fine della Guerra fredda e globalizzazione / a cura di Silvio Pons, Adriano Roccucci e Federico Romero. - Roma : Carocci, 2014

Il volume ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni seguendone le vicende alla luce della fine della Guerra fredda e della crescente globalizzazione dell'economia. Il focus dei contributi spazia dalla dimensione europea a quella atlantica, a teatri come i Balcani e l'Africa, affrontando i principali temi del rapporto tra politica nazionale e contesto internazionale prima e dopo la caduta del Muro di Berlino. Ne emerge un quadro sfaccettato e problematico che evidenzia la difficoltà dell'Italia a intraprendere la strada di una riforma e di una ricollocazione del proprio ruolo negli scenari del mondo globale.

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La grande strategia dell'impero bizantino / Edward N. Luttwak. - 2. ed.. - Milano : BUR Rizzoli, 2017

Quello di Costantinopoli è stato un caso unico nella storia: mille anni di dominio incontrastato su un impero vastissimo e multietnico. Dal IV secolo fino alla caduta, avvenuta nel 1453 per mano di Maometto II, l'Impero romano d'Oriente è sopravvissuto al gemello d'Occidente, ha retto l'onda d'urto degli Unni, degli Slavi, degli Arabi e degli altri che nei secoli hanno cercato di sfondare il limes. Eppure la forza militare, la posizione e le risorse non erano neppure lontanamente paragonabili a quelle di Roma. Come è stato possibile? Bisanzio elaborò una strategia politica e militare efficacissima, basata su un uso estremamente moderno di quella che oggi chiameremmo "intelligence". La diplomazia dell'Impero romano d'Oriente seppe imbrigliare le forze nemiche raccogliendo dettagliati dossier e riuscendo a ottenere vantaggiose concessioni a tutti i tavoli di trattativa. Sul fronte militare, cercò di conservare la pace il più a lungo possibile: mantenne alta la tensione agendo come se la guerra fosse sempre imminente, ma scese in battaglia solo quando aveva buone possibilità di vittoria. Nella politica interna, privilegiò l'integrazione e l'assorbimento per sfruttare il patrimonio di culture, tecnologie e conoscenze che ogni popolo assoggettato portava in dote

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