Ultimi arrivi

"L'arcobaleno del desiderio" è la raccolta sistematica delle tecniche del Teatro dell'Oppresso nelle sue applicazioni alla realtà europea. Nel Teatro dell'Oppresso lo spettatore è aiutato a liberarsi dai veti e dalle repressioni frutto di una ingiusta struttura sociale, indicati da Boal con il termine flics (poliziotti). In un contesto come quello europeo, dove i bisogni materiali sembrano essere soddisfatti, l'oppressione assume caratteristiche di tipo psicologico. I poliziotti esercitano la loro funzione di sorveglianza o repressione in modo più persuasivo e sottile, nella testa di ciascuno di noi, e il teatro diviene, nella provocatoria proposta di Boal, tecnica assai efficace per liberarsi dal flics che danzano nella testa. La sua funzione terapeutica trasforma il disagio senza nome degli spett-attori in un "desiderio" incomprensibile di liberazione, che loro stessi organizzano sulla scena. Ancora una volta il teatro si offre come un fecondo strumento di cambiamento sociale assolutamente unico
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Nel Museo Internazionale della Maschera non sono solo raccolte le opere, l'arte, le esperienze gli studi e la ricerca applicata alla maschera teatrale condotta nel corso di decenni da due artisti, Amleto e Donato Sartori, e dal Centro Maschere e Strutture Gestuali. Nel Museo c'è la testimonianza viva del ruolo che i Sartori hanno avuto in una parte importante della storia del teatro italiano ed europeo: la riscoperta della Commedia dell'Arte e con essa quella della maschera.
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Dal punto di vista degli autori, due feroci collezionisti di manifesti, cartoline, medaglie, monete, soprammobili, giocattoli del primo ventennio del secolo, la prima guerra mondiale è stata, secondo la loro propria definizione, un'autentica guerra surrealista. L'originalissimo volume che essi hanno composto sulla base di migliaia di pezzi, fotografie, riproduzioni e illustrazioni non è comunque soltanto un repertorio abbastanza allucinante di come era vista la guerra da soldati in trincea o da donne in attesa o da governanti in cerca di arruolati, ma è soprattutto una ricostruzione dei "segni" della guerra attraverso l'occhio e la mano, la propaganda e l'esaltazione spudorata, oppure attraverso la nostalgia e la paura di chi esorcizza l'insensato conflitto con l'umorismo, la pazienza o semplicemente il pervicace desiderio di sopravvivenza tipico della classe popolare che veniva portata al macello. Da osservare, lungo le centinaia di illustrazioni del volume, la formidabile capacità di costruzione linguistica e artistica attraverso la quale si esplica la capacità espressiva della povera gente e, contro di essa, di coloro che fanno di tutto per suggestionarla catturandone l'entusiasmo.
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Artists continued to discover and explore the artistic and practical applications of photography at the end of the nineteenth and the beginning of the twentieth centuries. This book explores the highly individual ways some of the most influential artists of the turn of the century put this "wondrous new medium" to use in their painting and sculpture and shows how they enfolded photographs into their creative processes.
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