Ultimi arrivi

Prima antologia critica italiana di letteratura coloniale sullo spettacolo classico giavanese e balinese. Sono presenti saggi tradotti dall'olandese e inediti in lingua italiana, francese e inglese. Ricco apparato di note, bibliografia e iconografia. All'interno sono presenti saggi di Di Bernardi e Luijdjens. Il lavoro è frutto di una ricerca bibliografica presso le università dei Paesi Bassi. Il volume è stato recensito da Ferdinando Taviani in “Alfabeta” n.85, Giugno, 1986. Citiamo da Taviani: "Vito Di Bernardi e Adriano Luijdjens hanno composto un'antologia di scritti (coloniali) : siamo in gran parte negli anni Venti e Trenta, spesso nell'area della rivista olandese 'Djawa'. Sono scritti che fino ad oggi erano rimasti fuori dalle normali bibliografie sul teatro giavanese e balinese, ma che costituiscono una documentazione basilare intorno ad un 'classico' della cultura teatrale moderna. Perché bisogna sottolinearlo, nell'odierna cultura sullo spettacolo le rappresentazioni balinesi (come il No, il Kabuki, l'Opera di Pechino o il Kathakali) sono luoghi frequentati e presenti quanto la scena prospettica o la drammaturgia del melodramma".
Cerca a catalogo altri titoli simili
The series will illustrate themes characteristic of a particular culture, religion or style, regardless of national frontiers. Its essential purpose will be to relate the presentation of significant, and generally little known, works of art to the study and interpretation of cultures. In this volume, the geographical area of Himalaya is treated as a cultural crossroad, where a variety of influences have met, combined and persisted, with remarkable continuity, up to present times.The points of view and the opinions expressed in this work are entirely those of the author.
Cerca a catalogo altri titoli simili
Nicholas de Piro, a historian and author combines his great love of art and the island of Malta, with his unique eye for observation to create an unraveled anthology of paintings about the Maltese islands. Special attention is given to artists who have contributed significantly to the art scene in Malta and those whose paintings left Malta with important historical records. In some cases their work is amplified by the way of full page illustrations and a selection of different pictures to illustrate the range of their output and the development of their style. Spanning half a millennium of Maltese vistas, Nicholas de Piro’s well-researched dictionary includes a wide spectrum of Maltese talent as well as the hundreds of visiting artists who recorded their observations of Malta and her people. The dictionary is arranged alphabetically, and many artists are represented by one or more paintings. This extraordinary book represents 20 years of meticulous research and is, without a doubt, the essential guide for art collectors and lovers of Melitensia
Cerca a catalogo altri titoli simili
Jean-Louis Barrault ha attraversato la storia del teatro francese del XX secolo: dal 1931, anno del suo ingresso presso l’Atelier parigino di Charles Dullin, al 1987, data che segna il suo ritiro dalle scene nei panni di Scaramouche nell’ultimo degli spettacoli da lui diretti, Le théàtre de lafoire. Lo studio del suo percorso artistico ed umano, così come la conoscenza della rete di relazioni ed incontri intessuta con molti dei protagonisti della riforma teatrale novecentesca, permettono di mettere allo scoperto alcuni nodi cruciali della storia del teatro e di aprire nuove prospettive di analisi e di ricerca. Il presente volume non vuole ricostruire nella sua complessità tutta la carriera artistica di Jean-Louis Barrault, ma studiare un filone molto preciso all'interno della sua biografia che tocca soprattutto le origini, e appare presente nei tre mimodrammi che compongono il trittico del suo esordio: Autour d’une mère (1935), Numance (1937), Lafaim (1939) per poi riemergere costante nel tempo. La zona delle origini non sta ad indicare un ambito cronologico, ma piuttosto una zona seminale e sottostante che ha nutrito con continuità il lavoro di Jean-Louis Barrault e che in determinati momenti egli ha scelto di far riaffiorare in maniera più evidente; per esempio nella dimostrazione-spettacolo Le Langage du corps del 1979.L’eccellenza e l’interesse delle origini di Jean-Louis Barrault stanno tutte nel l’eccezionaiità dei suoi maestri e nella straordinaria vivacità degli ambienti politici e culturali in cui è avvenuta la sua formazione: un’esperienza che ha emblematicamente rappresentato la riserva inesauribile delle sue energie d’attore, indipendentemente dalle scelte estetiche compiute nell’arco della sua carriera. Questo libro, essenzialmente, vuole seguire il filo rosso di questa fonte di energia.
Cerca a catalogo altri titoli simili