Ultimi arrivi

El ajuar de mamá supone el regreso de Jiménez Lozano a la narración corta, pletórico de buen oficio y siempre al margen de modas y corrientes. Su estilo personal y directo, sólo en apariencia sencillo, posee la inabarcable sutileza de la observación atenta de la vida. Si este rico y variado mundo literario destila sabiduría a través de innumerables personajes con voz propia es porque el autor -nadie lo dude- ha sabido escuchar antes que contar historias.
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Gli Etruschi e gli altri popoli dell'Italia antica hanno lasciato tracce più misteriose e più inquietanti dei Romani conquistatori. Mentre la cosiddetta "classicità" greca e romana ci parla attraverso numerose fonti, gli Etruschi e gli Italici risultano di sconcertante laconicità, in quanto le fonti della loro storia sono per lo più indirette e scritte in altre lingue. Questa antichità remota, «più misteriosa e crudele» (come la descrive Carlo Levi), ha stimolato per secoli l'immaginazione degli scrittori. Nella letteratura italiana del Novecento l'immagine dell'Italia antica e gli spazi della sua memoria (necropoli, siti archeologici, antiche città, rovine) diventano spesso strumento di articolazione dei temi della perdita, del lutto, della sparizione, dell'estinzione, ma anche di rinascita e persistenza. Studiando quattro casi di ricezione della storia dell'Italia antica nella letteratura italiana dalla fine dell'Ottocento agli anni Settanta del Novecento, il volume fornisce un esempiodella profondità teorica e dell'ampiezza del raggio di interesse di quest'area ancora poco esplorata della sopravvivenza dell'antico, aprendo così nuove prospettive di ricerca.
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La storia dell'educazione e della pedagogia nell'Italia (e nell'Europa) del Quattro e Cinquecento è conosciuta nelle linee generali, ma di essa ci sfuggono ancora molti particolari. Non siamo informati quanto vorremmo, ad esempio, sul contenuto effettivo dei corsi universitari dedicati all'interpretazione degli auctores, di cui possediamo innumerevoli testimonianze, ma perlopiù ancora manoscritte e scarsamente o per nulla valorizzate. Ugualmente poco indagata è la fortuna, dentro e fuori la scuola, di false orazioni ed epistole attribuite a celebri autori della classicità greco-latina, spesso nate proprio come esercitazioni scolastiche o a seguito di sfide erudite fra studenti. A questi due aspetti della ricezione umanistica dei classici, veri e presunti, sono dedicati i casi di studio qui radunati, che si basano su letture dirette di testi e documenti in parte inediti.
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Recasting French literary history in terms of the cultures and peoples that interacted within and outside of France's national boundaries, this volume offers a new way of looking at the history of a national literature, along with a truly global and contemporary understanding of language, literature, and culture. The relationship between France's national territory and other regions of the world where French is spoken and written (most of them former colonies) has long been central to discussions of "Francophonie." Boldly expanding such discussions to the whole range of French literature, the essays in this volume explore spaces, mobilities, and multiplicities from the Middle Ages to today. They rethink literary history not in terms of national boundaries, as traditional literary histories have done, but in terms of a global paradigm that emphasizes border crossings and encounters with "others." Contributors offer new ways of reading canonical texts and considering other texts that are not part of the traditional canon.
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Quando l'episodio del nostro feuilleton preferito s'interrompe sul più bello sperimentiamo qualcosa di paradossale: da un lato, proviamo frustrazione, ma dall'altro resistiamo alla tentazione di consultare il riassunto dell'episodio seguente, perché non vogliamo rinunciare al piacere di una storia basata sul differimento costante della propria conclusione. Le storie che ci procurano maggior piacere non sono dunque quelle che celebrano il trionfo della concordanza narrativa sulla discordanza della vita, ma quelle che imitano il caos esistenziale trasformando il pathos dell'incertezza in un'esperienza estetica. La narratologia postclassica, affrancandosi dallo strutturalismo e aprendosi ad approcci funzionali, ha fatto emergere nuove problematiche legate a questo fenomeno. In che modo un autore riesce a incuriosire i propri lettori? Come funziona la suspense nell'ambito di un paragrafo, di un capitolo o di un'intera opera? Qual è la funzione antropologica della tensione creata dalle narrazioni mimetiche? Questo libro fornisce diversi strumenti per rispondere a queste domande e per analizzare il funzionamento testuale dell'intreccio.
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