Ultimi arrivi

The purpose of this absorbing collection is to illuminate the world of the theatre by setting it squarely in its historical context. To that end, Professor Evans draws on the whole spectrum of Elizabethan-Jacobean writing, from official documents to diaries and letters. Part I, The Theatre and the World, deals, through contemporary writings, with the drama itself, the audiences and their responses, theatrical companies, acting and actors, and buildings and technical matters. Part II, The Worlds and the Theatre, illustrates how the problems of everyday life, complicated as they were by moral, religious, social, political, and economic issues, provided an ever-fruitful source of materials to the dramatists who practiced their craft during this extraordinarily creative period.
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Voir comment la légende troyenne a été reprise et réorientée au Moyen Age entre l'histoire et la fiction et comment s'est ébauchée à partir du XIIIe siècle et au nom de César une connaissance " historique " du monde romain, tels sont les deux axes principaux autour desquels s'est construit ce recueil.
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Questo libro indaga le ragioni di una secolare seduzione, quella della follia e delle sue “traduzioni” antropologiche, letterarie, spet­tacolari: il buffone, il clown, il folletto, il trickster, il rigoletto… Lo sguardo di Willeford ha confini ampi: dalle buffonerie rituali delle società primitive al teatro medioevale, da Shakespeare fino al ventesimo secolo (Charlie Chaplin, Buster Keaton, Grock, i Fratelli Marx, Karl Valentin), nulla della complessità retorica e iconografica del Pool è trascurato. Willeford ci fa così assistere allo show del Fool, ne traccia le caratteristiche permanenti, ne stabilisce i nessi con la mimesi del teatro, del circo, della strada. Ma chi è il Fool? È chi sta fra l’ordine e il disordine, in bilico fra armonia e caos cosmogonici. Il Fool non conosce il confine fra bene e male, maschile e femminile, centro e periferia: non conosce confini, perché li oltrepassa tutti. Il Fool ha la stessa libertà e imprevedibilità dello spirito, seppure nella sua messinscena lo spirito finisce col diventare un moto tumultuoso senza centro né direzione. Ma la sua confusione lascia intravedere stralci di una “natura” le cui finalità e intelligenza sono mutuate dall’istinto che, al pari dello spirito, non può rientrare in una comprensione razionale. Il Fool – ci insegna Willeford – è sempre primitivo e magico, e come tale circondato da un’aura speciale. È apparizione che irrompe a sconvolgere la scena quotidiana.
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Le prime battaglie teatrtli di Brecht come autore e come regista negli anni convulsi della repubblica di Weimar, raccontate da un coetaneo che Boeblin giudicava "insolente fino alla nausea".
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Il volume offre un profilo del teatro di Carlo Goldoni, dal primo periodo veneziano al trentennio parigino, mettendo in risalto nodi caratterizzanti e problemi aperti. Il rapporto tra la scrittura drammatica e la cultura dei comici, la formazione giuridica goldoniana, che interessa insieme la rappresentazione della società e il quadro del diritto che regge l'impresa teatrale ed editoriale; l'ampia esperienza linguistica; la complessiva dimensione sperimentale che si intreccia a una varia, in parte irregolare, esperienza biografica
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