Ultimi arrivi

Altrove è una delle opere più felici di tutto questo secolo. Pubblicato nel 1948, in quasi sessant’anni ha preso sempre più sapore ed è diventato un libro senza tempo, come a pochi succede.Descrive paesi immaginari, come quelli evocati da antichi cronisti, da antichi viaggiatori fantastici. Molti di questi paesi però sono quelli delle nostre fissazioni, dei nostri vaneggiamenti morali. Ogni paese serve a descrivere un temperamento.Si sente l’eco d’una vocazione etnografica, che l’autore ha seguito in gioventù. Ma anche quando parla di paesi che ha visitato davvero, in altri libri molto insoliti, Michaux lascia andare le frasi dove vogliono loro: non le frena con l’avarizia dell’intellettuale che vuol sempre confermare le sue idee.Allora ogni frase diventa una acrobazia immaginativa, una specie di volteggio sul trapezio delle virgole. E tutte queste acrobazie sono comiche, naturali – “naturali come le piante, gli insetti, naturali come la fame, le abitudini, l’età, gli usi, le consuetudini...”
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Bentley, the translator into English of much of Bertolt Brecht's work, here recounts his friendship with the German playwright. From the '40s, when Brecht was in exile in Southern California, until his death in East Germany in 1956, Bentley was a frequent guest of the renowned writer; he describes in vivid, humorous detail Brecht's personal life. For example, wherever Brecht stayed, he ""lived'' with his wife and kept his mistress within walking distance. Bentley's portraits of Brecht's other friends, among them W. H. Auden, Peter Lorre and Charles Laughton, are sharp and illuminating. Of Brecht himself, Bentley remains respectful and independently forthright
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Il culto di Dante e l'amore che ha reso immortale nei secoli la Divina Commedia non sono sempre legati alla conoscenza integrale e filologicamente sostenuta delle sue opere. A livello dotto e a livello popolare spesso quell'amore è riconducibile ad un grumo di versi insediatisi nella memoria appena letti, o per la loro musicalità o per la loro universalità sapienziale o per balenio misterioso di ascose verità che muovono la fantasia e suscitano curiosità intellettuale per tutti gli anni della vita. Sono i versi della consapevolezza della fragilità e insieme della immensità dello spirito umano. A cento e più studiosi di tutto il mondo si è rivolta la "Lectura Dantis Metelliana" invitandoli al commento di queste sparse gemme singolari: ciascuno nella libertà della propria sensibilità e situazione culturale di area geografica, di lingua, di fede e di disciplina coltivata. Si è così determinata una entusiastica mobilitazione di intelligenze che ha prodotto il risultato che si offre agli appassionati di Dante di tutti i Paesi del mondo, nella occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte del Poeta.
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La Cleopatra di Giovan Battista Giraldi Cinthio fu composta su richiesta del duca Ercole II, nonostante le reticenze del tragediografo, che nell’Apologia della Didone (1541) esplicitava le sue difficoltà a comporre ed allestire una tragedia di argomento storico. Giraldi aveva, infatti, scritto tragedie d’invenzione, ispirate alle novelle dei suoi Ecatommiti e la Didone, di evidente ispirazione virgiliana. Per questo la Cleopatra è una tragedia singolare, che propone, tra l’altro, un’immagine della regina d’Egitto per nulla scontata, nella letteratura come nell’iconografia contemporanea. Il saggio indaga la Cleopatra del Giraldi, accostandola alle varie raffigurazioni pittoriche che sessant’anni più tardi saranno proposte dalla “pittora” italiana Artemisia Gentileschi
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La cultura è sempre reciprocità. Così Dante, che non conosceva la lingua greca, ha attinto a piene mani dal bagaglio culturale maturato nell’area mediterranea; e poeti italiani, greci e ciprioti, dal Medioevo ai nostri giorni, sono stati significativamente influenzati dall’opera dantesca. Questo flusso bidirezionale di conoscenze, miti, storie, pensieri è stato captato dal presente volume. Ad esso hanno partecipato studiosi italiani, greci e ciprioti, coinvolti dalla magnificenza del tema nel Convegno internazionale Dante e la Grecia, svoltosi in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, ma animato anche dalla suggestione del coincidente bicentenario dell'indipendenza greca (1821-2021). Di questo Convegno, promosso dalla Società Filellenica Italiana e da numerose Associazioni, Dipartimenti universitari, Istituzioni operanti al di qua e al di là dell'Adriatico, sono pubblicati gli atti delle prime cinque sessioni (Dante e la scienza greca; Dante e il mito greco; Dante e Bisanzio; Dante e la nascita delle identità nazionali; Dante nelle acque di Cipro). Seguirà la pubblicazione di un secondo volume, contenente gli atti della sessione dedicata a Dante nella letteratura greca moderna e contemporanea.
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The Handmaid's Tale: Teaching Dystopia, Feminism, and Resistance across Disciplines and Borders offers an interdisciplinary analysis of how Margaret Atwood's The Handmaid's Tale, as well as its film and television adaptations, can be employed across different academic fields in high school, college and university classrooms. Scholars from a variety of disciplines and cultural contexts contribute to wide-ranging analytical strategies, ranging from religion and science to the role of journalism in democracy, while still embracing gender studies in a broader methodological and theoretical framework. The volume examines both the formal and stylistic ways in which Atwood's classic work and its adaptations can be brought to life in the classroom through different lenses and pedagogies.
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