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La frontiera regionale tra Emilia-Romagna e Toscana, grosso modo articolata lungo lo spartiacque appenninico, è al tempo stesso geografica, storica e linguistica, al punto che secondo vari autori la linea La Spezia-Rimini o La Spezia-Senigallia sarebbe il confine linguistico più netto di tutto il mondo romanzo. Tale idea sembra contraddire un'altra nozione tradizionale, quella di un «italo-romanzo» in cui far rientrare sia i dialetti dell'Italia Settentrionale sia quelli dell'Italia Centrale e Meridionale, comprese lingue minoritarie riconosciute da una legge dello Stato come ladino dolomitico, friulano e sardo. Per indagare e possibilmente risolvere questa contraddizione, Daniele Vitali propone di rivalutare il concetto di continuum che unisce fra loro tutti i dialetti romanzi, finché questi ultimi sono ancora studiabili perché non del tutto cancellati dalle lingue ufficiali. L'autore descrive i dialetti parlati lungo la Linea basandosi su registrazioni proprie o di collaboratori effettuate negli ultimi 20 anni e su una revisione critica della bibliografia disponibile. Le diverse descrizioni seguono una stessa struttura espositiva, così che risulta possibile valutare somiglianze e differenze non solo fra i dialetti parlati lungo il confine, ma anche fra questi e quelli dei rispettivi centri di riferimento, ossia i capoluoghi dell'Emilia e della Toscana settentrionale, nonché Genova e Perugia.
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Ksiazka stanowi wprowadzenie do dyscypliny okreslanej mianem glottodydaktyki polonistycznej w jej wymiarze teoretycznym oraz praktycznym. Ma charakter podrecznika akademickiego, przygotowanego czesciowo w formie wykladu uniwersyteckiego oraz w formacie aktywnosci dydaktyczno-pedagogicznych i studiów przypadku do zrealizowania na zajeciach o charakterze seminaryjno-konwersatoryjnym.
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Comment les femmes et les hommes sont-ils désignés dans les langues? Le sont-ils de façon équitable? L'écriture inclusive enflamme les débats et met en lumière de nombreuses questions sur la langue française : a-t-elle été volontairement amendée pour exclure les femmes? Qu'est-ce que le genre? Y a-t-il un neutre en français? Pourquoi l'accord au masculin est-il dominant? L'école doit-elle s'emparer du sujet? Dans cet essai, des linguistes se saisissent de la question pour replacer l'étude et l'histoire de la langue au coeur de la réflexion. Ils proposent de prendre le temps d'examiner ce champ de discussion pour en comprendre les enjeux et y voir plus clair. Des apports précieux sur les langues anglaise, allemande, coréenne et arabe ouvrent d'autres perspectives. Un livre passionnant qui nous fait redécouvrir la langue française, ses influences et ses évolutions.
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Insegnata in oltre quindici sedi universitarie italiane, la lingua giapponese è diventata negli ultimi anni una realtà sempre più importante nel panorama culturale del nostro paese. Questo libro, nato dalla collaborazione di docenti di due atenei (Milano-Bicocca e Orientale di Napoli), offre a studenti e a chiunque si interessi della cultura del Giappone un quadro d'insieme su alcuni "nodi" propri della storia linguistica giapponese. I diversi ambiti di specializzazione degli autori - linguistica generale e variazionistica, tipologia linguistica, filologia e storia della lingua giapponese - hanno permesso di amalgamare in quest'opera le conoscenze degli studiosi della cultura giapponese con le competenze proprie dei linguisti. Particolare attenzione è prestata all'analisi diacronica delle marche storico-linguistiche, alla classificazione tipologica e ai principali modelli delle variazioni socio- e pragma-linguistiche del giapponese moderno. Segue lo studio del linguaggio cortese del Genji monogatari (La storia di Genji), l'analisi linguistica degli incipit di alcune importanti opere letterarie del Giappone classico e la disamina delle principali figure retoriche della poesia. Il volume si chiude con la traduzione italiana di Hyakunin isshu (Poesie di cento poeti), una delle antologie poetiche più conosciute in Giappone e in Occidente.
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Lingua e linguistica, letteratura italiana a dialogo con quella straniera, didattica delle lingue. Questi gli argomenti trattati nel volume a cura di Elena Pîrvu, docente di italiano all'Università di Craiova, e frutto dell'importante Convegno internazionale che si è svolto nella città romena tra il 14 e il 15 settembre del 2018. A discutere del ruolo del discorso e della cultura nella lingua e nella letteratura italiana, numerosi docenti provenienti da molte parti del mondo, specie dell'est Europa: Albania, Bulgaria, Polonia, Serbia, Slovacchia, Ungheria e Romania ma anche Spagna, Finlandia, Italia e Camerun. Oggi i risultati della due giorni di studi sono pubblicati in un'importante edizione, composta da oltre cinquanta saggi che approfondiscono sotto differenti punti di vista e prospettive alcune tematiche strutturali della linguistica, della letteratura italiana, della comparatistica e della didattica delle lingue.
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Lingua “creola” è definito dal Lotman il linguaggio gladiatorio: i gladiatori, socialmente emarginati, non parlano, parlano per loro gli spettatori/scrittori che usano, e manipolano più o meno coscientemente, i termini e le espressioni nate nell'ambito dello spettacolo gladiatorio immettendole nella lingua quotidiana. Su questa linea di studio si muove il presente volume, che raccoglie d analizza il materiale offerto da fonti letterarie ed epigrafiche, alla ricerca del punto di irradiamento, per la ricostruzione dell'area di trasmissione di tali voci.
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Il libro si propone di promuovere il dialogo interdisciplinare fra tre ambiti di studio di grande attualità: il primo è la Linguistica Educativa, che studia i processi di apprendimento/insegnamento delle lingue in ambito educativo; il secondo è la ricerca clinica sui cosiddetti disturbi «specifici», i cui orientamenti più recenti mettono in discussione la tradizionale dissociazione tra abilità non verbali nella norma e basso profilo linguistico; il terzo ambito è la Linguistica Cognitiva, un approccio allo studio dei fenomeni linguistici intesi come riflesso delle facoltà cognitive umane, che si pone in antitesi rispetto a una visione del linguaggio come facoltà autonoma e della grammatica come insieme di regole arbitrarie prive di significato concettuale.
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In this book, the traditional definition of 'grammaticalization' is challenged in the light of current developments in grammar theory. The main innovation of this approach is the focus on the feature composition of lexical items. From this perspective, the loss of past participle agreement in Catalan is analyzed on the basis of newly collected data as a consequence of the grammaticalization of formal features. The emergence of syntactic formal features through grammaticalization is understood as a last-resort repair mechanism for pragmatically costly derivations. Further far-reaching implications of this proposal under discussion are: the interplay between (re-)parametrization, economy, cyclicity and grammaticalization; the characterization of free variation under a modified version of the Interface Hypothesis; and the precedence of syntactic over morphological change.
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Nel volume, che presenta gli atti del convegno dell'ASLI tenutosi a Catania nel 2018, si affronta uno dei temi più dinamici e suggestivi della ricerca linguistica attuale, cioè la Pragmatica. Lo studio del funzionamento e delle variazioni della lingua nel reale contesto d'uso si presta particolarmente a un approccio diacronico, tuttora poco praticato dai linguisti italiani. La Pragmatica storica e gli studi di cortesia storica rappresentano un settore di ricerca che all'estero è ormai consolidato e fiorente, mentre in Italia è ancora un fronte pionieristico, con poche eccezioni. La miscellanea mira proprio a creare prospettive e metodi di ricerca, gettando le basi per una più adeguata descrizione, interpretazione e spiegazione degli usi comunicativi in diacronia e/o dei loro sviluppi anche in prospettiva interdisciplinare: linguistico, filologico, storico, antropologico, sociologico, come chiarisce il sottotitolo del congresso, "Modelli e usi comunicativi del passato". In concreto il volume testimonia varie linee di ricerca: metodi e prospettive della ricerca pragmatica; atti linguistici e generi testuali in diacronia, e, naturalmente, la (s)cortesia storica, per finire con l'organizzazione strutturale e funzionale delle tradizioni discorsive in relazione agli spazi e agli usi comunicativi.
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