Ultimi arrivi

«Per aprire li occhi bisogna caminare il mondo», scrive nel suo memoriale, con la sua sintassi incerta, un italiano emigrato in Argentina tra le due guerre mondiali. L’emigrazione come veicolo di conoscenza e acquisizione di consapevolezza di sé e del mondo: è questo uno dei fili conduttori più forti e tenaci che percorrono le storie che si incrociano nelle pagine di questo libro. L’autore affronta questo tema (come gli altri che vi compaiono) ricucendo brani di diari, di memorie, di epistolari scritti da emigranti italiani disseminati in tutti i paesi del mondo e distribuiti lungo tutti i cento anni che segnano la storia dell’emigrazione italiana, dal periodo postunitario al miracolo economico. Le fonti della scrittura popolare che utilizza, cioè il corpus cospicuo e omogeneo conservato presso l’Archivio Dia-ristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, permettono di esaminare i vari aspetti della vicenda migratoria come se fossero illuminati da una luce interna, che consente di cogliere con maggiore profondità e nitidezza tutti quegli aspetti privati e a volte intimi che sfuggono alle statistiche migratorie. «Il crudele destino a voluto che io mi alontanai - continuava il medesimo migrante - che trapassi il grande mare Oceano Atlantico che vada lontano cercando fortuna cercando un nuovo nido abasso di un altro firmamento di un firmamento sconosciuto». Che si trattasse dell’America, delle miniere del Belgio oppure di un pezzo di terra da lavorare nelle colonie italiane in Africa, il nuovo mondo era un cielo sconosciuto: fallimenti e successi, delusioni e aspettative, amore e morte, vanno collocati sotto quel cielo per comprenderli fino in fondo.
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Il volume, pensato per quanti intendano operare con competenza e professionalità nei servizi per l'infanzia, rappresenta un'occasione informata ed aggiornata per una ricostruzione storico-teoretica e pratico-operativa delle matrici (ideali, storiche, pedagogiche) dei servizi per l'infanzia, individuandone le traiettorie di sviluppo più promettenti anche alla luce delle innovazioni normative più recenti (il sistema integrato 0-6 anni). La prospettiva ECEC, infatti, delinea nuovi scenari inerenti le famiglie, i bambini, i curricoli e i dispositivi didattici, di natura formale ed informale. Tali ambiti di intervento, dall'evidente cifra pedagogica, costituiscono i fili conduttivi e di raccordo tra le diverse sezioni del volume articolandone il respiro tematico e la connessione tra parte istituzionale e apparato antologico.
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L’evoluzione delle tecnologie per raccogliere dati, elaborarli, estrarre conoscenze predittive ed adottare decisioni correlate – riferita a fattispecie caratterizzate da grande quantità dei dati elaborati, dalla loro varietà e dalla velocità con cui muta continuamente la loro «combinazione» in vista delle finalità più varie (tutti caratteri che connotano il fenomeno dei c.d. Big Data) – pone problemi etico-sociali e giuridici di grande complessità (fra gli altri, l’individuazione dei soggetti che utilizzano i dati, i rischi connessi alla «profilazione» degli utenti, la tendenza al formarsi sul mercato di situazioni di oligopolio, l’ accesso fraudolento e/o abusivo a dati sensibili, l’ utilizzo di piattaforme di intelligenza artificiale per orientare comportamenti politici e sociali). A fronte all’ampiezza del processo di c.d. datafication si accentua – d’altra parte – e assume forme sempre più pervasive (ma anche difficili da individuare e contrastare) lo sfruttamento della debolezza strutturale degli utenti, spesso indotti, attraverso la promessa di ottenere gratuitamente l’accesso a «servizi» di vario genere, a consentire al trattamento dei propri dati, sistematicamente raccolti e poi «messi a disposizione» di operatori economici (ma non solo) che li utilizzeranno per gli scopi più vari. Muovendo da tali considerazioni, il volume analizza le nuove coordinate del trattamento dei dati personali, evidenziando in particolare i limiti di una protezione basata solo sull’acquisizione del consenso – a fronte dell’asimmetria di conoscenza, di consapevolezza e di potere fra i diversi attori di tale processo – e la necessità di un rafforzamento della tutela con interventi che – piuttosto che muoversi (solo) nella prospettiva del singolo atto – regolamentino e sottopongano a controllo l’attività complessiva delle piattaforme che raccolgono ed elaborano i Big Data.
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Il lavoro è un concetto cardine della modernità ed è attraversato nella contemporaneità da profonde trasformazioni in seguito al mutamento dei fattori demografici, dei sistemi produttivi e della digital trasformation. Questo libro vuole offrire al dibattito scientifico una prospettiva capace di ridefinire in chiave generativa la relazione tra formatività e innovazione. La personalizzazione del lavoro nel capitalismo cognitivo richiede una formazione capace di creare e generare nuove opportunità e ambienti di attivazione e senso che possano qualificare i processi ricorsivi di apprendimento e agency professionale. La capacità creativa e innovativa del lavoratore, unitamente ai nuovi processi tecnologici (smart economy, open innovation) e di produzione (shared economy), trasformano il valore performativo della competenza in "competenza ad agire" (agency): questo cambiamento rilancia un nuovo patto formativo e sociale (learnfare) in cui il sistema formativo ed educativo rappresentano la base per capacitare uno sviluppo basato sui talenti dell'uomo.
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Fruit d’un « Carrefour de droit européen » organisé à l’Assemblée nationale, cet ouvrage cherche à répondre, avec le bénéfice du recul, aux deux interrogations principales exprimées lors de l’élaboration de la Charte des droits fondamentaux, puis lors de son incorporation dans le « bloc de constitutionnalité » de l’Union. La première concernait le choix même de l’Union d’adopter son propre catalogue de droits : ce choix ajouterait-il à l’édifice de la protection des droits en Europe une complexité difficilement maitrisable par les acteurs juridiques? La seconde interrogation portait sur le rôle précis de la Charte au sein de l’Union. S’agirait-il essentiellement de limiter l’exercice de la puissance publique à l’échelle européenne ou aussi de forger une nouvelle identité collective? Ces interrogations trouvent plusieurs éléments de réponse dans les contributions, riches et stimulantes, des universitaires (J. Dutheil de la Rochère, D. Ritleng, F. Picod, F. Martucci, J. P. Jacqué, E. Neframi, M. Dougan, D. Kochenov, J. Morijn, A. Bailleux, E. Dubout et J. Rondu) et des juges (V. Skouris, L. S. Rossi, A. Nussberger et B. Stirn) réunies dans cet ouvrage, sous la direction d’Anastasia Iliopoulou-Penot et de Lamprini Xenou. Le bilan des effets produits par la Charte permet d’affirmer, d’une part, que celle-ci enrichit l’interaction, sur un mode pluraliste, entre les composantes normatives et les opérateurs de l’espace constitutionnel européen. D’autre part, la Charte, poursuivant sa propre densification, contribue à façonner l’identité constitutionnelle et fédérale de l’Union. Elle revêt une signification particulière pour les institutions de l’Union, les États et les individus, sujets du droit de l’Union.
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Storiografia, politica, spazi urbani, sostenibilità, memoria culturale, diritto, religione, aristocrazie, gruppi e istituzioni che in vari momenti storici hanno costruito una specifica identità per una determinata città sono solo alcuni dei punti che gravitano attorno al fulcro di questo volume, e cioè la storia delle capitali e delle città nella tarda antichità. Il confronto tra sviluppi storici in diverse aree geografiche e le interconnessioni esistenti, l’analisi di mondi autonomi e perfettamente coerenti, o parzialmente tali, al di là degli approcci dei singoli saggi trovano la ragione di fondo nel tema complessivo che ruota intorno a Roma, capitale aeterna, ealle sue relazioni con le altre città e capitali che più volte sottolineano la dimensione ‘romana’ del mondo, definita nella sua estensione e nei suoi confini in funzione di educazione intellettuale e politica. Vengono quindi qui presentati una varietà di spunti che, sul piano istituionale e politico, ma anche su quello ideologico e simbolico, offrono esempi che possono essere testimonianze di continuità e mutamento con i secoli precedenti in quanto giocano un ruolo focale nella macchina della rappresentazione del potere e della ricerca del consenso.
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Il Codice dei contratti pubblici tascabile è uno strumento utile per gli operatori che desiderano avere sempre a portata di mano il testo del D.Lgs. 50/2016. Il Codice è aggiornato all'importante Decreto Semplificazioni di cui al D.L. 16 luglio 2020 n. 76, convertito con modificazioni dalla L. 11 settembre 2020 n. 120, con il quale sono state introdotte numerose novità e si è previsto un regime speciale transitorio fino al 31.12.2021. In appendice sono riportate le 15 Linee guida ANAC complete di relativa relazione illustrativa. La prefazione dell'Avv. Alessandro Massari esamina le innovazioni introdotte dal Decreto Semplificazioni.
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L’opera riporta tutti gli articoli della Legge Gelli-Bianco, l’art. 3 della Legge Balduzzi e gli articoli estratti del codice civile e del codice penale corredati con la giurisprudenza più significativa ed attuale, ordinata alfabeticamente e cronologicamente. Il volume contiene, altresì, la disciplina codicistica processuale civile e penale, la più significativa disciplina sovranazionale, una essenziale appendice normativa che racchiude – in specifiche voci ordinate alfabeticamente – le più importanti e ricorrenti norme in materia di diritto e responsabilità sanitaria (ad es. Aborto e procreazione assistita, Assicurazione, Deontologia medica, Depenalizzazione, Privacy, Salute e sistema sanitario, Testamento biologico). Lo scopo che il volume si prefigge è quello di consentire agli operatori del settore, nonché agli avvocati, ai magistrati, ai notai, ai docenti universitari e a tutti coloro i quali si approcciano alla materia, di comprendere e memorizzare il percorso normativo-giurisprudenziale che contraddistingue le questioni trattate, individuandone anche le soluzioni adottate ovvero gli approdi ermeneutici sinora raggiunti.
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Vista la forte espansione delle procedure di prevenzione, sia per l'aumento dei soggetti considerati "pericolosi" sia per l'aumento delle misure patrimoniali pensate per impedire la realizzazione dei reati, l'idea di fondo del Commentario è quella di racchiudere e coordinare, in un unico strumento, tutte le fonti utili agli operatori. Questo nuovo Commentario è composto da commenti dottrinali e giurisprudenziali di seguito al testo di ciascuna norma che forniscono all'operatore un quadro tendenzialmente completo di tutti i problemi concernenti l'interpretazione.I commenti sono aggiornati alla legge di conversione del dl sicurezza.
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