Ultimi arrivi

La valutazione, come "pietra fondante della ricerca scientifica", ha assunto una nuova centralità nelle scienze umane e sociali. Nello specifico della pedagogia e della didattica si è configurato un campo disciplinare autonomo di studio e di ricerca empirica denominato "valutazione educativa", che presenta caratteristiche originali di multireferenzialità applicativa (programmi, processi, prodotti, sistemi) e di multidimensionalità interpretativa (finalità, paradigmi, metodi e strumenti, categorie, funzioni, contesti). Il volume presenta il nuovo scenario, nelle pratiche dell'agire valutativo di docenti ed educatori, non più determinato soltanto dalla tradizione docimologica centrata sui risultati degli apprendimenti, ma segnato dal perseguimento dell'equità rispetto alle variabili sociali e didattiche del processo formativo e finalizzato al miglioramento delle prestazioni di tutti gli attori coinvolti e della qualità dell'intero sistema formativo. L'apparato di contenuti digitali disponibili on line può aiutare l'interpretazione, ma soprattutto i compiti professionali di valutazione nel contesto quotidiano di lavoro.
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Non tutti gli omicidi sono uguali e ancor meno lo sono quelli in cui la vittima è una donna. Cosa sono davvero i femminicidi? È ancora oggi plausibile che si uccida la propria compagna per amore o per gelosia? Quali caratteristiche hanno le donne uccise e i loro assassini? Come mai diminuiscono gli omicidi in generale ma i femminicidi rimangono per lo più costanti? Frutto di una ricerca nazionale, il volume racconta le varie facce della cronaca di oltre 400 donne uccise in Italia tra il 2015 e il 2017, quali discorsi si tengono nei tribunali e nelle sentenze, cosa dicono i giornali, come se ne parla in ambito politico-sociale. Un quadro variegato, che attraversa spazi diversi del discorso pubblico, alle prese con questa parola strappata dalle rare, ironiche presenze in qualche antico documento del 1600 e riapparsa con vigore dagli anni 1970 per opera di movimenti femminili, stanchi di vedere le donne escluse dal novero delle vittime meritevoli di giustizia. In Italia abbiamo abolito nel 1981 le norme di giustificazione del delitto d'onore, ma lo abbiamo abolito dalle nostre credenze e dagli invisibili pregiudizi con cui tappezziamo le disuguaglianze di genere?
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Riders che lavorano per pochi euro e con tutele quasi inesistenti, operai di aziende in crisi costretti a sacrifici non remunerati, lavoratori di 30-40 anni che, anche sommando gli stipendi, non riescono più a formare una famiglia, oltre 250 mila under 35 in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un'occupazione all'altezza delle loro competenze: sono queste le conseguenze più dure della crisi economica che si è abbattuta sul nostro sistema produttivo nel corso degli ultimi dieci anni. L'indagine di Michel Martone dimostra che, di fronte alla crescente concorrenza globale, prima ancora del reddito di cittadinanza o di "quota 100", è necessario affrontare l'emergenza retributiva. "A che prezzo" è la proposta di una riforma organica che, rafforzando la contrattazione collettiva, promuova, con il diritto di tutti i lavoratori ad un salario minimo, la produttività delle imprese.
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Dalla prefazione di Richard Rogers … Le città – come i libri – possono essere lette e Jan Gehl capisce la loro lingua. La strada, il sentiero, la piazza e il parco sono la grammatica della città; forniscono la struttura che consente alla città di prendere vita e ospitare le diverse attività, da quelle tranquille e contemplative a quelle affollate e rumorose. Una città umana – con un’attenta progettazione delle strade, delle piazze e dei parchi – crea piacere ai visitatori e ai passanti, ma anche a coloro che vivono, lavorano e giocano ogni giorno in città. Tutti dovrebbero avere il diritto di accedere facilmente agli spazi aperti, così come hanno il diritto di avere acqua potabile. Tutti dovrebbero essere in grado di vedere un albero dalla loro finestra, di sedersi su una panchina vicino alla loro abitazione con uno spazio giochi per bambini o di avere un parco a una distanza di circa dieci minuti a piedi. I quartieri ben progettati ispirano le persone che vivono all’interno, mentre le città mal progettate maltrattano i propri cittadini.
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Il cambiamento climatico e la crisi determinata dalla diffusione del virus Covid-19 hanno fatto uscire il dibattito sulla sostenibilità dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori per farne un argomento all'attenzione di un'opinione pubblica sempre più vasta. Molti ormai si rendono conto che non bisogna tornare a come eravamo prima della pandemia, con il rischio di ricreare le cause che l'hanno generata a partire dalla distruzione degli habitat naturali, ma occorre cambiare il nostro modello di sviluppo nell'unica direzione possibile, quella dello sviluppo sostenibile. Anche l'Europa ha fissato alcune priorità - transizione energetica, trasformazione digitale, inclusione sociale - per le quali le città sono fondamentali. Il rapporto è suddiviso in tre parti. La prima, intitolata «Le politiche urbane alla prova degli SDGs» si propone di fare il punto sulle esperienze di localizzazione degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030 a livello urbano sia in Italia che a livello internazionale. Nella seconda, intitolata «La resilienza urbana, i cambiamenti climatici e i rischi ambientali» si prendono in esame le dimensioni energetiche e ambientali dell'Agenda, mentre nella terza, «I cambiamenti climatici e le dissimmetrie sociali sullo sfondo della crisi del welfare urbano», si prendono in esame le dimensioni sociali e quelle legate al paesaggio e all'alimentazione. Nell'introduzione dei curatori sono contenute le proposte per sviluppare le esperienze di Agende locali a partire dalle Agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile, in corso di elaborazione col sostegno del ministero dell'Ambiente.
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I nuovi artt. 840- bis ss. c.p.c. rivoluzionano il codice di rito, con elevato impatto sistemico quanto socio-economico. Class action ed azione inibitoria collettiva escono dal perimetro consumeristico, assurgendo ad azioni generali. Le azioni di classe, finora neglette, vengono ora incentivate da norme premiali per difensori, consulenti e rappresentanti comuni degli aderenti, con moltiplicate possibilità di adesione, anche dopo la sentenza di merito. Differente ma parallela potrà risultare la fortuna della azione inibitoria collettiva, che consente ora a chiunque di chiedere al giudice ordinario, in nome di interessi collettivi, provvedimenti non solo inibitori ma altresì correttivi, capaci di condizionare ed alterare le fortune d'una impresa. Compongono il volume quattro distinte parti, rispettivamente dedicate alla azione di classe; alla azione inibitoria collettiva; alla class action pubblica; ai profili di diritto costituzionale, comparato ed eurounitario. Per la nuova azione di classe sono approfonditi, accanto ai profili sostanziali, le principali questioni di rito (vaglio di ammissibilità; composizione della classe; modalità ed effetti della adesione; trattazione, istruzione e decisione; impugnazioni; adempimento ed esecuzione forzata; transazione, conciliazione e mediazione). Per la nuova azione inibitoria collettiva vengono parimenti trattati gli aspetti sostanziali come processuali, dalle tipologie di interessi superindividuali azionabili alla latitudine dei provvedimenti inibitori e correttivi, sino alla tutela cautelare ed urgente. Analitica disamina è estesa altresì alla figura della class action pubblica. Approfondita analisi, accanto ai profili costituzionali ed alla comparazione con l'esperienza statunitense, ricevono le prospettive del diritto UE in tema di azioni rappresentative e collective redress.
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