Ultimi arrivi

Voilà un siècle, l'une des plus grandes batailles idéologiques et politiques de notre histoire se concluait par un vote exemplaire : la loi de séparation des Eglises et de l'Etat mettait un terme à la guerre séculaire entre deux France ; elle ouvrait la voie à la laïcité qui, comme toute grande idée française, tend à l'universel et marque déjà de son empreinte la construction européenne. C'est l'établissement et le caractère de cette coexistence pacifique entre l'Etat et les religions, dans le respect de la liberté de conscience de tous les citoyens, que ce livre retrace. Introduits par l'historien Jean-Michel Gaillard, biographe de Jules Ferry, choisis et présentés par Yves Bruley, les textes sont puisés à quatre sources : débats parlementaires ; circulaires aux préfets ; archives inédites ; articles de presse de l'époque et mémoires de grands acteurs dont Aristide Briand, rapporteur de la loi, Jean Jaurès, Emile Combes, Joseph Caillaux, Georges Clemenceau, Anatole France, Maurice Barrès... En ce moment où il ne suffit plus d'affirmer la lumineuse nécessité de cette loi mais d'en défendre aussi le principe, il est naturel et légitime que Dominique de Villepin, ministre de l'Intérieur, mais aussi connaisseur de la période, ait tenu à initier ce recueil. II donne ainsi à cette célébration pédagogique et républicaine son sens contemporain.
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L’affidamento nelle posizioni espresse dall’Amministrazione finanziaria costituisce un tema centrale del diritto amministrativo dei tributi. Ormai quotidianamente si consuma un conflitto tra interesse fiscale e diritti soggettivi del contribuente, la cui risoluzione è oggetto di un prolungato e tuttora vivente sforzo ricostruttivo della legislazione tributaria, della dottrina e della giurisprudenza. Il legittimo affidamento, pur alla base della moderna concezione dello Stato, risente di questa tensione tra opposte forze ed esigenze ed è stato sovente ritenuto difficilmente applicabile all’Erario o comunque circoscritto alla dimensione sanzionatoria. Tale limitazione determina, tuttavia, un vulnus ad una visione garantista del rapporto tra autorità e cittadino nonostante quest’ultima appaia, almeno nelle intenzioni, largamente accettata.Il presente lavoro, da una parte, tenta di ricostruire dogmaticamente la categoria dell’affidamento tributario, dall’altra, mostra come una sua applicazione in senso restrittivo possa condurre a risultati giuridicamente inaccettabili in termini di tutela. La sua natura di principio costituzionale a geometria variabile, inoltre, lo rende in grado di adattarsi a situazioni anche radicalmente differenti, dando rilievo all’effettiva attitudine alla contribuzione del singolo e favorendo un’interpretazione dinamica dell’art. 53 della Costituzione. In una prospettiva di valorizzazione del rapporto fiduciario tra fisco e contribuente, assume fondamentale importanza poter percepire, anche grazie al contributo ermeneutico dell’Erario, di aver adempiuto correttamente ai propri doveri tributari, al riparo da qualsiasi ripensamento amministrativo.
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Quante volte è accaduto nel giudizio costituzionale che il giudice relatore non ha redatto la decisione? E, soprattutto, quante volte non ha voluto redigerla? E, infine, si può ancora definire questa evenienza "rara"? È questa veramente una «ipotesi estrema in cui entrano in campo ragioni di coscienza giuridica o di coscienza senza aggettivi e si ritenga necessario, per ragioni di onorabilità (prossime alla tentazione di dimissioni dal Collegio) di dover far rilevare la propria estraneità ad una determinata decisione»? Oppure rimane una vicenda di cui è difficile tracciare le coordinate, costituendo solo una scoordinata, casuale e individualistica forma di dissenting opinion? Ferma tenendo la distinzione di questo fenomeno, istituzionalizzato, dal c.d. dissent, è opportuno fare una prima indagine di tipo quantitativo, che tuttora non è stata svolta in modo soddisfacente, giacché ogni volta è difficile orientarsi nella lettura delle decisioni della Corte. Ad un primo conto, salve omissioni, errori, dimenticanze, i casi ufficiali (cioè registrati e riscontrabili attraverso le indicazioni che si ricavano dall'epigrafe, ovvero dalla sottoscrizione della sentenza) sembrerebbero, dal 1988 ad oggi, 87 : non tantissimi, specie se paragonati alla quantità di decisioni rese dalla Corte nel periodo 1988-2020, pari a 14.691, ma nemmeno una quantité negligeable, specie se si considera che si tratta di un fenomeno stabile negli ultimi tre decenni (26 casi di sostituzione si sono verificati tra il 2010 e il 2020, 29 tra il 2000 e il 2009, 32 risalgono al periodo 1988-1999). Ma una lettura quantitativa non basta, se non è accompagnata da un'analisi concreta e puntuale dei casi, esaminando le diverse questioni e tenendo nel dovuto conto le caratteristiche dei Presidenti e, soprattutto, dei giudici coinvolti. È quello che il testo si propone di fare, limitandosi a riportare con pochissimi commenti passi delle sentenze della Corte e qualche citazione di dottrina ed evitando di esprimere giudizi sul merito della questione, per cercare di individuare, se possibile, i punti di dissenso (se effettivamente esistenti) tra l'originario relatore e la maggioranza della Corte: i risultati non sono insignificanti e sono commentati, nel loro complesso, nel capitolo conclusivo, in cui si farà inevitabilmente riferimento al delicato tema della dissenting opinion, rispetto al quale la (apparentemente piccola) vicenda della sostituzione del relatore nella redazione della decisione è strettamente connessa e si trova in qualche modo ai suoi margini.
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This book provides an overview of the innovative, arts-based research method of Body Mapping and offers a snapshot of the field. The review of body-mapping projects by Boydell and her colleagues confirms the potential research and therapeutic benefits associated with body-mapping. The book describes a series of body mapping research projects that focus on populations marginalised by disability, mental health status, and other vulnerable identities. Chapters focus on summarising the current state of the art, its application with marginalised groups, analytic strategies for body mapping, highlighting body mapping as a creation and a dissemination process, emerging body mapping techniques including web-based, virtual reality, and wearable technology applications, and measuring the impact of body maps on planning, practice and behaviour. Contributors and editors include interdisciplinary experts from the fields of psychology, sociology, anthropology and beyond.
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Il volume, che prosegue la pubblicazione della collana "Antropunti" promossa dal Museo delle Culture di Lugano per divulgare le attività di ricerca condotte dallo stesso, è dedicato alla tradizione della danza balinese. Nello specifico, il volume presenta ai lettori oltre sessanta opere - tra cui maschere, costumi e copricapi - che ne ripercorrono l'affascinante storia e presentano le sue sorprendenti caratteristiche e peculiarità. Tutte le opere sono appartenute a Cristina Wistari (Milano, 1945-2008) una fra le più celebri danzatrici balinesi.
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L’Atlante dei luoghi leggendari guida il lettore in un viaggio ideale da un capo all’altro della Terra alla scoperta di un prezioso patrimonio storico e archeologico, partendo proprio da quei luoghi dove la leggenda, il mito e la realtà si incontrano: si tratta di quei reami eterni, dal Giardino dell’Eden a Camelot ed Avalon, che, pur essendo ormai perduti, per secoli hanno affascinato esploratori, scrittori e artisti.
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The publication of Murdock's Ethnographic Atlas in 1967 marked the first time that descriptive information on the peoples of the world primitive, historical, and contemporary had been systematically organized for the purposes of comparative research. In this volume, Murdock has completely revised this work, selecting 563 societies that are mostfully and accurately described in ethnographic literature. The identification of each society gives its geographical coordinates and date, its identifying number in the Ethnographic Atlas, and an indication of whether it is included in the Human Relations Area Files or the Standard Cross-Cultural Sample. In addition, bibliographical references are offered for each society.The information and suggested research techniques will be of value to comparativists in anthropology, history, political science, psychology and sociology. Most importantly, it offers a simple method for choosing a valid sample of the world known societies for cross-cultural research.
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Le Regioni e gli Enti locali sono da tempo una componente naturale del panorama sociale europeo. Il nostro continente, infatti, molto più di quanto si possa dire per altre aree geografiche, presenta una forte connotazione territoriale, e questo in termini: sociali, culturali, etnici, economici ed anche politici. Questa ultima componente è stata, ed in parte lo è ancora, alla base di una forte conflittualità interna rinvenibile in molti Stati del vecchio continente. L'Unione europea si è inserita in questo delicato confronto svolgendo un ruolo duplice ed apparentemente contraddittorio. Da una parte, ha rafforzato le identità regionali e dall'altra, ne ha "irreggimentato" le dinamiche. Il risultato, raggiunto da ultimo con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona del 2009, è un'ulteriore emersione della componente territoriale nel percorso unionista, alla quale ha è corrisposto un conseguente consolidamento anche sul piano interno. Il volume "L'attuazione delle politiche dell'Unione europea a livello regionale e locale" indaga alcuni aspetti di questo interessate processo, che non sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva. I contributi presentati dimostrano come gli enti territoriali, oltre a proporsi quali attori - se non protagonisti, sicuramente non più semplici comparse - della Governance multilivello europea, svolgono compiti che appaiono indispensabili ad assicurare un'effettiva realizzazione degli obiettivi che le istituzioni europee puntano a raggiungere. Come risulta, in particolare, guardando alla politica ambientale ed energetica unionista e alla complessa azione europea volta ad innalzare la qualità della regolamentazione, sia sul piano europeo che su quello interno. Anche nel campo delle politiche a favore dell'occupazione e dello sviluppo economico, l'Unione, pur rimanendo priva di strumenti che le consentano di imporre percorsi comuni, trova nelle Regioni e negli Enti locali dei soggetti particolarmente attenti e ricettivi agli stimoli che provengono dall'Europa. Ambiente ed energia; Better regulation e trasparenza; politiche per l'occupazione, lo sviluppo e l'innovazione corrispondono alle tematiche sulle quali si sono incentrati gli studi e le attività didattiche durante i tre anni della Cattedra Jean Monnet (2017-2020), della quale questa opera costituisce il risultato finale.
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Il primo volume si occupa di tracciare un bilancio della ricerca stessa e di illustrare le prospettive che questa apre tracciando la visione d’insieme che emerge dal lavoro complessivo ed individuando i temi emergenti, dedicando in particolare una parte interamente alle sfide delle competenze per la salute e sicurezza sul lavoro.
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Since Bitcoin appeared in 2009, the digital currency has been hailed as an Internet marvel and decried as the preferred transaction vehicle for all manner of criminals. It has left nearly everyone without a computer science degree confused: Just how do you mine money from ones and zeros? The answer lies in a technology called blockchain, which can be used for much more than Bitcoin. A general-purpose tool for creating secure, decentralized, peer-to-peer applications, blockchain technology has been compared to the Internet itself in both form and impact. Some have said this tool may change society as we know it. Blockchains are being used to create autonomous computer programs known as smart contracts, to expedite payments, to create financial instruments, to organize the exchange of data and information, and to facilitate interactions between humans and machines. The technology could affect governance itself, by supporting new organizational structures that promote more democratic and participatory decision making. Primavera De Filippi and Aaron Wright acknowledge this potential and urge the law to catch up. That is because disintermediationa blockchains greatest assetsubverts critical regulation. By cutting out middlemen, such as large online operators and multinational corporations, blockchains run the risk of undermining the capacity of governmental authorities to supervise activities in banking, commerce, law, and other vital areas. De Filippi and Wright welcome the new possibilities inherent in blockchains. But as Blockchain and the Law makes clear, the technology cannot be harnessed productively without new rules and new approaches to legal thinking.
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