Ultimi arrivi

Protagoniste di buona parte del Novecento, a partire dagli anni Sessanta e Settanta le "masse" iniziano a perdere la loro centralità politica, insidiate da nuovo soggetto emergente, il "pubblico" formato dalla sterminata platea televisiva. Oggi i social media innescano la frammentazione del "pubblico" in una pluralità di segmenti privi di radicamento in una sfera comunicativa comune. Dopo esserci lasciati alle spalle la vecchia democrazia dei partiti, ci stiamo così allontanando anche dal modello della democrazia del pubblico. Forse ci troviamo già in una bubble democracy, un nuovo assetto in cui il "pubblico" si dissolve in una miriade di "bolle" in larga parte autoreferenziali e in cui vengono rafforzati i meccanismi di polarizzazione.
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Una raccolta di "casi e i materiali" è, per definizione, un lavoro umile. E pur tuttavia utile. Ciò vale in particolare per il diritto antitrust europeo che è costituito da una struttura normativa relativamente scarna, in relazione alla quale la Corte di giustizia e il Tribunale dell'Unione europea hanno però sviluppato una giurisprudenza vastissima, a sua volta integrata da un'ampia e importante rete di atti amministrativi della Commissione. Data l'ampiezza del materiale, le scelte qui effettuate sono state necessariamente draconiane e in parte arbitrarie, ma hanno comunque l'ambizione di illustrare al lettore i tratti più significativi della materia, sia dal punto di vista sostanziale che da quello procedurale. Esse sono state affinate e guidate dalle valutazioni, attente e pertinenti, dei miei studenti del corso di European Antitrust Law, che da diversi anni tengo presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Alma Mater. Anche grazie a questo vaglio, il materiale raccolto è piuttosto 'elaborato', nel senso che dello stesso sono riportate solo quelle parti che recano le soluzioni di diritto individuate dalle istituzioni europee, ovviamente mantenute nel loro contesto fattuale e giuridico. Inoltre, i testi sono stati sistematizzati in modo da agevolare una lettura non disarticolata della logica e dello sviluppo della materia. La raccolta è destinata principalmente agli studenti universitari che decidano di seguire un corso di diritto della concorrenza, ma potrebbe risultare utile anche al professionista interessato a cogliere direttamente dalla prassi applicativa gli elementi essenziali di una materia la cui conoscenza non può più essere appannaggio dei soliti 'divergenti' e sognatori europei, ma è divenuta necessaria anche per i solidi e concreti giureconsulti nazionali. Nell'art. 1, par. 4 della legge n. 287/90 si precisa che le norme italiane sulla concorrenza vanno interpretate alla luce dei 'principi dell'ordinamento delle Comunità europee in materia di disciplina della concorrenza'. In questa raccolta il giurista italiano trova quei principi. (dalla presentazione)
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L’autore trae spunto da alcune disposizioni di diritto penale sostanziale contenute nella recente legge spazzacorrotti, volte a stimolare la collaborazione-delazione cui seguono benefici vari: da quello più radicale della “non punibilità” di cui all’art. 323 ter c.p. a quello dei benefici penitenziari o a quello della attenuazione della durata delle sanzioni interdittive applicabili all’ente. La riforma si colloca nel solco di una politica-criminale populista d’emergenza – come quella intrapresa nei confronti del fenomeno della corruzione e della illegalità diffusa nella P.A. – che affianca a un complessivo inasprimento del sistema sanzionatorio meccanismi di carattere “premiale”, in presenza di una fattiva collaborazione da parte del reo. La disamina verte principalmente sulla nuova causa di non punibilità e l’obiettivo, in assenza di una espressa disciplina di raccordo con il processo penale, è quello di analizzare le numerose ...
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Il lavoro monografico esamina la posizione del collegio sindacale rispetto alla crisi dell’impresa. Nel primo capitolo, di carattere storico, sono illustrate le linee di evoluzione dell’organo di controllo, prendendo le mosse dalle teorie sulle origini dei sindaci; il capitolo accompagna dunque il lettore dalla prima definizione legislativa dei sindaci, riportata nel codice di commercio del 1882, all’emanazione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14). Il secondo capitolo esamina, invece, il tema delle competenze del collegio sindacale nelle società per azioni che, pur non trovandosi tecnicamente in una condizione di insolvenza, presentino profili di squilibrio e difficoltà; in tale parte della monografia ci si domanda se tra le pieghe del codice civile possa ravvisarsi un obbligo, in capo al collegio sindacale, di evitare che le difficoltà dell’impresa degenerino nell’insolvenza. All’interno del terzo capitolo l’attenzione si focalizza sul ruolo dei sindaci nelle s.p.a. che abbiano domandato al Tribunale l’apertura del concordato preventivo; in particolare, ci si confronta con le questioni operative poste dall’innesto di un organo esterno di vigilanza – il commissario giudiziale – in un tipo societario caratterizzato dalla presenza di un organo interno di controllo; il capitolo si conclude con alcuni cenni ai punti di intersezione tra la disciplina dei sindaci e le regole che presiedono al funzionamento degli accordi di ristrutturazione, del piano attestato e della convenzione di moratoria. L’ultimo capitolo analizza il profilo della prevenzione dell’insolvenza nella prospettiva comparatistica: in una prima sezione sono passati in rassegna sia sistemi debtors oriented (Germania e Spagna), attenti cioè a preservare l’autonomia della società debitrice nella gestione dell’insolvenza, sia sistemi creditors oriented (Portogallo e Slovenia), nell’ambito dei quali il ceto creditorio può sollecitare la società ad avviare trattative dirette alla rimodulazione dei debiti; la seconda sezione è dedicata allo studio del modello francese di prevenzione che, per le sue spiccate peculiarità, non è riconducibile alle legislazioni debtors o creditors oriented; nella terza sezione si analizzano, infine, le procedure d’allerta, disciplinate in Italia dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, cercando di evidenziare assonanze e dissonanze rispetto alla legislazione d’Oltralpe dalla quale esse sono tratte.
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Il quinto volume si occupa delle competenze e delle nuove professionalità per la tutela della salute e della sicurezza. Questo a partire da una analisi ragionata della letteratura italiana e internazionale e soprattutto grazie ad una analisi empirica nella forma di una mappatura delle figure chiave del sistema prevenzionistico in Italia. Mappatura che si occupa di individuare competenze e standard formativi e professionali per ricostruire poi le competenze del Responsabile della sicurezza 4.0 e di altre figure chiave del sistema prevenzionistico secondo uno standard certificabile.
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Contemporary Consumption, Consumers and Marketing: Cases from Generations Y and Z explores current consumer, consumption and marketing cases and issues, posing questions that complement, extend and challenge established marketing theory while keeping in mind megatrends such as climate crisis, economic inequality and digital connectivity. It also considers how such major changes affect consumer societies, cultures and individuals, especially those from Generations Y and Z. Each chapter is built around a theme that encapsulates current theoretical and professional debates around consumption, consumers and marketing. Examples and up-to-date case studies throughout the book explore how brands are adapting to current circumstances across Generations X, Y and Z and investigate the state of marketing at a time of flux.
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Contemporary Issues in Development Finance provides a comprehensive and up to date coverage of theoretical and policy issues in development finance from both the domestic and external finance perspectives, placing emphasis on addressing the gaps in financial markets. The chapters cover topical issues including microfinance, private sector financing, aid, FDI, remittances, sovereign wealth and trade finance, as well as sectoral financing of agricultural and infrastructural projects. Readers will acquire both breadth and depth in critical and contemporary issues in development finance from a philosophical and yet pragmatic development impact approach. The text ensures this by carefully integrating the relevant theoretical underpinnings, empirical assessments and practical policy issues into its analysis. The work is designed to be fully accessible to practitioners with only a limited theoretical economic background, allowing them to deeply engage with the book as useful reference material. Readers may find more advanced information and technical details provided in clear, concise boxes throughout the text. Finally, each chapter is fully supported by a set of review questions as well as cases and examples from developing countries, particularly those in Africa.
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Il volume esprime lo spirito e l’ambizione che stanno alla base della nuova serie I Tematici dell’Enciclopedia del diritto che con esso si inaugura e mostra le inedite opportunità che sono implicite nel nuovo format che si è scelto di dare all’opera, consentendo di superare il sacrificio della “compattezza” nella trattazione delle singole materie insito nella struttura enciclopedica. È il frutto di una riflessione organica collettiva compiuta da un rilevante numero di studiosi autorevoli, che sono tra i maggiori e più profondi conoscitori della materia contrattuale. Attraverso le cinquanta voci che lo compongono si è voluto offrire al lettore — studioso od operatore pratico, che comunque ambisca a mantenere consapevolezza degli strumenti sempre più complessi che caratterizzano oggi l’attività del giurista — un quadro dell’attuale stato della scienza giuridica italiana relativa a una categoria ordinante fondamentale del diritto civile e, in un momento in cui si comincia a discorrere di revisione di alcune parti del codice civile, in particolare del libro IV e della disciplina del contratto in esso contenuta, di fornire una base scientifica adeguata.
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L'opera affronta vari aspetti dell'attuale evoluzione del contratto collettivo di categoria nel sistema privato, sulla base di una riflessione teorica unita alla considerazione dell'evoluzione organizzativa ed economica dell'attuale impresa italiana. Sulla scorta della concezione civilistica, il contributo riflette sulle recenti e delicate dinamiche delle relazioni industriali, cercando la soluzione dei molti, relativi conflitti. Con attenzione per l'evoluzione della retribuzione fissata dall'accordo di categoria e per il raccordo con le intese aziendali e locali, lo studio si interroga sull'esattezza delle indicazioni giurisprudenziali e propone una complessiva visione del contratto nella moderna società, di fronte alla crisi dell'ordinamento intersindacale, alle proposte di intervento normativo e al fenomeno dei cosiddetti negozi "pirata".
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