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Technological advancement and globalization have dramatically impacted the business models of multinational enterprises (MNEs). They have opened new markets, enhanced international collaboration and increased the relevance of intangibles in value chains. All of this has undeniably contributed to more economic growth and global prosperity. It has, however, also substantially complicated the world of international tax law, posing complex challenges in day-to-day fiscal practice and causing public concern about aggressive tax planning and potential tax avoidance by MNEs. Difficulties become especially apparent where companies belonging to the same multinational group collectively develop their most valuable (intangible) business assets or centralize the performance of critical group services. MNEs often structure such intragroup collaboration in legal agreements that foresee a joint ownership of results and that allocate the cost of the shared activities in proportion to each participant’s anticipated benefits. These agreements are commonly referred to as cost contribution arrangements (CCAs) or cost sharing arrangements (CSAs). They are a pragmatic tool to allocate a significant part of the MNE’s costs and income among the participating group companies. At the same time, and for the same reason, they are also frequently found to play a critical role in tax planning structures. This study sets out to investigate why CCAs are accepted as a legitimate transfer pricing instrument, and it analyses the most relevant rules and regulations governing their tax and transfer pricing treatment. It further outlines how effective those rules are at facilitating bona fide CCAs as well as countering the use of CCAs for tax avoidance purposes.
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Questo volume affronta il tema della diffusione dell’odio on line, unendo due prospettive: il lavoro “sul campo” svolto insieme all’Associazione Vox-Osservatorio Italiano sui Diritti e lo studio scientifico condotto nelle aule universitarie; due anime diverse ma profondamente unite dal medesimo obiettivo, quello di promuovere una cultura tollerante, paritaria e fermamente contraria alla diffusione di forme di odio e discriminazione. La Costituzione, nata proprio con l’intento di reagire ad un drammatico passato di violenza e discriminazione, come dimostra l’attenzione prestata dai Costituenti all’elaborazione degli artt. 2 e 3 Cost., non può in alcun modo legittimare l’odio. È, quindi, nel principio di uguaglianza e nella tutela dei diritti inviolabili dell’uomo che va rintracciata la ratio delle misure volte a contrastare l’odio e le discriminazioni, nonché il limite alla libertà costituzionale di manifestazione del pensiero, di cui all’art. 21 Cost. La tesi di fondo appena descritta è riflessa anche nell’impostazione del volume, diviso in quattro sezioni. La prima sezione, dopo aver riportato i dati del progetto la Mappa dell’Intolleranza (Dott.ssa Silvia Brena), è dedicata ai principi costituzionali e sovranazionali che vengono in rilievo (Prof.ssa Marilisa D’Amico). Proprio questo capitolo della Prof.ssa Marilisa D’Amico apre la strada alle altre sezioni dedicate al linguaggio dell’odio come forma di discriminazione (Sezione II); al contesto normativo italiano (Sezione III); alle possibili modalità di intervento per contrastare l’odio, sia legislative (Sezione IV), sia psicologiche/comunicative (Sezione V).
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L'Almanacco di Filosofia e Politica, diretto da Roberto Esposito, intende costituire lo spazio aperto per una riflessione sulla politica - sul suo statuto, sulle sue crisi, sulle sue potenzialità - da un punto di vista filosofico. Non dunque ricerca storico-filologica sui concetti politici, né analisi empirica di carattere sociologico o politologico sulla cronaca politica. Ciò che l'Almanacco intende attivare è un'interrogazione rigorosamente filosofica sull'attualità. La domanda di fondo da cui nascono questi saggi riguarda la relazione tra la crisi globale della politica e i punti ciechi del pensiero contemporaneo. Quali paradigmi teorici hanno contribuito a provocare, o hanno reso possibile, tale cedimento? Ma scopo dell'Almanacco è soprattutto quello di elaborare nuove categorie capaci di riaprire un varco in un orizzonte apparentemente chiuso. Che contributo la filosofia può dare per inaugurare una nuova stagione politica? Il volume curato da Mattia Di Pierro e Francesco Marchesi, "Crisi dell'immanenza" - che ha per oggetto i concetti di potere, conflitto, istituzione -, consta di tre sezioni. La prima costituita da saggi di alcuni tra i più affermati filosofi contemporanei come Roberto Esposito, Donatella Di Cesare, Laura Bazzicalupo, Simona Forti, Christian Laval e Mario Tronfi; la seconda da interventi di studiosi più giovani riuniti in un progetto di ricerca collettivo; la terza da testi di autori ormai classici, quali Michel Foucault, Claude Lefort, Ernesto Laclau, inediti in italiano e concentrati sul rapporto tra politica e immanenza.
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Il presente testo si rivolge a tutti coloro che devono misurarsi con le tematiche e gli istituti inerenti all'affidamento e all'esecuzione dei contratti pubblici in caso di procedure concorsuali. Le recenti norme in materia di insolvenza, anche di derivazione europea, inquadrano le procedure concorsuali come uno strumento teso non solo a eliminare dal mercato le imprese che non siano più in grado di svolgere la propria attività, ma anche a garantire la conservazione delle aziende, intese quale complesso di beni facenti parte del tessuto economico. Anche l'attuale decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 risente di tale cambio di visione. Il c.d. nuovo Codice degli appalti presenta, infatti, meccanismi che, se debitamente sfruttati, consentono di mantenere sul mercato un'azienda anche laddove la stessa versi in uno stato di crisi. Seppure da angolazioni diverse, sia la normativa amministrativa che la normativa fallimentare guardano quindi al mercato nella complessa ricerca della tutela dell'interesse generale. L'impostazione dello scritto consente agli operatori di ambedue le discipline di trovare spunti utili e approfondimenti sul funzionamento degli strumenti messi in campo dal legislatore europeo e nazionale volti a consentire ad un operatore economico di essere affidatario ed utile esecutore di commesse pubbliche, anche in concomitanza di crisi di impresa. Nello specifico, sono affrontati gli istituti fallimentari inseriti all'interno del Codice degli appalti attraverso un'analisi sistematica delle relative disposizioni, anche con i riferimenti al nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
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Un libro in cui si cerca di dare una risposta a un interrogativo centrale per i giuristi di ogni tempo e di ogni luogo, ossia quale sia la fonte dell'ordinamento giuridico di riferimento. L'alternativa proposta è quella tra i sistemi di tipo monistico e invece quelli pluralisti. I primi, caratteristici del periodo seguente alla Rivoluzione Francese, è espressione del legalismo, per cui fonte del diritto è esclusivamente la legge. La realtà novecentesca ha poi iniziato ad aprirsi all'idea che il diritto abbia una sua matrice anche nella società, in un dialogo biunivoco con la legge, in questo senso il pluralismo delle fonti. L'autore ripercorre delle tappe fondamentali in questo passaggio da un sistema monista a uno invece pluralista, riportando anche contributi della dottrina che negli anni si è occupato della questione delle fonti del nostro ordinamento.
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L’obiettivo di questo Manuale, nato nell’Università ed arricchito dalla pratica, è offrire, con l’ausilio di dottrina e giurisprudenza, specie costituzionale ed europea, il quadro degli istituti di diritto dell’informazione e della comunicazione in Italia, a partire dagli artt. 21 e 15 Cost. (Parte I). Ciò costituisce premessa per inquadrare prima gli organi di governo del sistema (Parlamento, Governo ed Agcom) e la disciplina delle reti e dei soggetti di rete (Parte II); e poi la normativa settoriale (RAI; editoria; professione giornalistica; riparto di competenze tra Stato e regioni; disciplina antitrust; cinema; teatro; diritto d’autore) (Parte III).Uno dei motivi conduttori del volume è sempre stato la verifica dello stato di attuazione del principio pluralistico, risvolto positivo del diritto all’informazione. La rivoluzione digitale, il processo di convergenza multimediale e la rete Internet hanno condotto finalmente ad incrementare le potenzialità di accesso al sistema ma anche posto nuove sfide. Si pensi al passaggio al digitale terrestre; all’avvento delle piattaforme digitali; alla dissociazione tra soggetti che gestiscono reti di comunicazione elettronica (c.d. telco) e soggetti che agiscono al di sopra di esse (c.d. over-the-top), che ha condotto al passaggio da una decentralizzazione quasi atomistica degli attori operanti sulla rete Internet ad una centralizzazione in capo a poche piattaforme digitali globali, con la necessità peraltro di introdurre strumenti di autoregolamentazione o coregolamentazione per contrastare fenomeni quali la c.d. disinformazione, il discorso d’odio in Rete o i contenuti illeciti o nocivi per i minori.
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Il mercato ha assunto negli ultimi tempi un rilievo crescente quale fulcro dell'economia e della regolamentazione, suscitando l'interesse di studiosi delle varie discipline umanistiche. In questa prospettiva, il volume analizza e declina sotto più punti di vista il tema del mercato, da una prospettiva sociologica, economica, aziendale e giuridica, proponendosi di fornire un quadro ampio ed articolato del fenomeno, con il doppio intento di dar risposte al vivace dibattito dottrinario ed al contempo di stimolarne la continuazione. Grande è stata l'attenzione posta dagli Autori agli aspetti internazionali, non solo comunitari, del tema, non a caso introdotto proprio dall'esame del fenomeno della globalizzazione. Per questa edizione, gli aggiornamenti hanno dato atto dei riflessi sul mercato della emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.
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Il volume dà ordine e sistema alle più rilevanti norme giuridiche, interpretazioni giurisprudenziali e clausole contrattuali utilizzate nel mercato immobiliare. Analizza con ampio corredo di richiami giurisprudenziali e di clausole: contrattualistica delle acquisizioni immobiliari; contratti di finanziamento; titoli abilitativi; fiscalità immobiliare; contratti nazionali ed internazionali del diritto alberghiero; nuove norme in materia di stadi e impianti sportivi; fondi immobiliari; contratti di gestione dei centri commerciali. Al fine di garantire una comprensione ampia degli aspetti legali, gli autori del libro sono stati selezionati tra i più qualificati professionisti del mercato immobiliare degli ultimi decenni e capi uffici legali delle principali società del mercato di riferimento.
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Dopo una breve introduzione in cui vengono illustrate le figure degli intermediari finanziari e le loro differenze, l'autore ripercorre la disciplina applicaplicabile nel caso in cui essi si trovino in una situazione di crisi. La disamina si estende anche alle decisioni giurisprudenziali in materia, formando un quadro completo del regime cui gli intermediari finanziari in crisi sono sottoposti, al fine di proporne un'analisi critica mirata alla individuazione di soluzioni più adatte ed efficaci.
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