Ultimi arrivi

«Il percorso volto a dare attuazione al regionalismo differenziato, previsto all'art. 116, III comma della Costituzione, è stato contraddistinto da improvvise accelerazioni, seguite da battute d'arresto e da brusche inversioni di marcia dovute, oltre che all'endemica resistenza all'autoriduzione dei partiti politici e degli apparati amministrativi centrali, anche al rapido avvicendarsi dei diversi Governi insediati nei palazzi romani. Nel momento in cui si scrive, poi, un ulteriore elemento di criticità si è imposto con forza in un contesto già per sé intricato ed articolato: la pandemia provocata dalla diffusione del Covid-19. Essa ha accentuato la conflittualità tra i due livelli di governo già presente nella prassi quotidiana delle relazioni tra Stato e Regioni, tanto che da più parti si è giunti a mettere in dubbio non solo l'utilità di proseguire nel menzionato processo di differenziazione regionale ma addirittura l'opportunità stessa di mantenere in capo agli enti regionali funzioni, soprattutto in materia sanitaria, ad essi spettanti in base all'art. 117 della Costituzione...» (Dall'Introduzione)
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Una biografia professionale della giovane dottoressa, che segue il suo percorso di lavoro e lo sviluppo del suo pensiero dopo la laurea in medicina del 1896 fino ai primi anni della sua pedagogica scientifica, concentrandosi intorno al suo forte impegno sociale. Un libro per chiunque si interessi agli anni formativi di Maria Montessori.
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Anche nella sua quinta edizione questo libro mantiene un impianto ed un modo di svolgere gli argomenti trattati guardando a diversi interlocutori: gli studiosi della materia, i professionisti che in concreto vivono l’esperienza dell’arbitrato e gli studenti. Se a questi ultimi si offre un quadro del fenomeno arbitrale che possa rappresentare una buona base del loro futuro lavorativo, agli altri si cerca di offrire approfondimenti e spunti articolati su svariate questioni teoriche e pratiche. Così, cercando un punto di equilibrio tra le varie esigenze di lettura, se si ha particolare attenzione alla giurisprudenza, si evitano sovrabbondanti note di dottrina, ancorché non sia tralasciata la prospettiva sistematica, là dove da essa si possano trarre conseguenze applicative praticamente rilevanti.
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Sui gladiatori e sui giochi gladiatorii le fonti letterarie sono avare di notizie. Grazie alla Filologia Sperimentale di Davide Nardoni, l'orizzonte intorno alla vita ludica dei partecipanti si è arricchito di nuove importanti scoperte, dando vita alle morte parole dissepolte dal cimitero dei fossili per spiegarne i diacronici mutamenti verbali attraverso i secoli.
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Comment les économistes écrivent-ils l'économie ? L'économique est en effet un discours et l'économiste habite sa langue. Il n'est de faits ou de concepts dits économiques que dans et pour une structure d'énoncés qui forme un ordre du discours. Tous les concepts économiques se confondent avec la langue qui les dit et leur assigne ses limites. Ce que nous nommons questions ou problèmes économiques a toujours à voir avec les tensions, ambiguïtés ou même obscurités au sein du discours. Nous partons de ces postulats posés dans un travail antérieur (Tractatus economico-philosophicus). Nous consacrons plus particulièrement cet ouvrage aux figures du Sujet et du temps, dont l'irruption caractérise l'avènement de l'économique à l'époque moderne. Dire que "la consommation est ceci ou cela" n'est pas la même chose que dire "je consomme". Que signifie le verbe être lorsque nous disons que la consommation "est" ? Quel est le statut assigné par la langue économique au passé, au présent et au futur ? Nous proposons une lecture de trois oeuvres de Keynes, Friedman et Hayek. Marquées par des divergences apparentes, ces trois oeuvres constituent un processus d'apprentissage commun qui pose progressivement le Sujet comme structure temporelle d'action et le temps comme durée. Nous montrons que ce déploiement hésitant dans la langue donne une clé de la pensée moderne et des confusions qui la traversent. Car lieu de clarification, la langue est aussi force de résistance à ce qui doit ou peut être dit.
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Questo volume percorre gli itinerari del mondo della fiaba: dalla arcaicità della fiaba popolare si passa alla lettura delle molte forme, articolate e complesse, che essa assume nella fiaba d'autore, dal Seicento a oggi, mostrando anche il ruolo di critica e di utopia che viene ad essa attribuito, cercando somiglianze e differenze con la società di tutti i giorni, ora attraverso la via della critica ora attraverso quella della fantasia.
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Questo scarno libretto dice subito ciò che l'autore vuole che sia detto. Sin dalle prime righe ne è enunciato il filo conduttore: l'idea, anzi, per motivi etico-sociali, l'esigenza, di predicibilità del diritto. Come dire, la necessità di un scrittura delle regole che consenta, nei limiti del possibile, una sicura guida dell'azione: il diritto strutturalmente non identificabile con il comando diventa, in quanto realizzazione nei fatti di giustizia retributiva, comando. Su questa via si guarda all'istituto della capacità di intendere e di volere in diritto penale: certamente per quello che in proposito è espressamente sancito, andando però oltre il dictum. La ricognizione del reale non sembra sufficiente quando il reale non detta alla condotta tutti i canoni di riferimento: nel caso nostro più che alla condotta dei destinatari, alla condotta di quella particolare fascia di interpreti che sono i giudici. Con l'avvertenza che non si propongono soluzioni di merito; si formula solo l'istanza che l'ordinamento fornisca soluzioni "pubbliche" e, quindi, oggettive, sottraendo il discorso al privato, spesso quanto mai pregevole, ma sempre soggettivo.
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In questo lavoro si analizzano gli ostacoli linguistici, economici, sociali e religiosi che si frappongono all’inclusione finanziaria degli immigrati e si tenta, alla luce del diritto vigente e facendo riferimento ad esperienze comparatistiche, di individuare rimedi privatistici per tutelare tali consumatori. La tesi affronta il problema della gestione del rischio linguistico del consumatore immigrato con spunti di behavioural law and economics ed un’analisi comparatistica, per dedicarsi poi al problema dell’accesso al credito ed al conto corrente; da ultimo si sostiene l’ammissibilità dei contratti Shari’a compliant. Attraverso un’analisi sistematica il presente lavoro conclude per l’avvenuta codificazione nella legislazione settoriale della figura del consumatore vulnerabile: valorizzando tali indici normativi, nonché le clausole generali della buona fede e dell’obbligo di servire al meglio l’interesse del cliente anche in relazione ai sui suoi bisogni “particolari” (art. 120 septies t.u.b.), è possibile imporre agli intermediari obblighi di comportamento più rigorosi nei confronti di consumatori portatori di vulnerabilità specifiche, non riducibili alle note asimmetrie informative.
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