Ultimi arrivi

Da quasi cinquantanni l'Apologià della storia viene letta e riletta: scienza degli uomini nel tempo, comprensione del presente mediante il passato, e del passato mediante il presente - questo libro non è una filosofia della storia, ma il memento di un artigiano, che narra come e perché lavora lo storico, sino nell'umile e delicato dettaglio delle sue tecniche. Questa «edizione critica», in cui Étienne Bloch raccoglie (accanto alla redazione definitiva) gli schemi, i fogli di appunti e la prima redazione dell'opera, consente di rileggere l'Apologià nella sua forma integrale, di gustare l'opera nel momento in cui sta prendendo forma. Ma se, rileggendo Mare Bloch nell'originale, ci accorgessimo finalmente che questo libro di metodo è anche il prodotto di un rigoroso stile di pensiero e di scrittura? Il pensiero di Bloch è una fluente meditazione sulla realtà umana, sul tempo, sulla storia come conoscenza. Le pagine sul metodo critico, soprattutto, costituiscono un contributo importante a una logica del possibile che trova nella storia - scienza dell'uomo, della vita e della terra - il suo banco di prova e che fa di quest'opera un classico di storia della scienza, una testimonianza fra le più significative della rivoluzione scientifica del xx secolo.
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Comparso una prima volta nel XII secolo sui campi di battaglia e durante i tornei per fungere da segno di riconoscimento, lo stemma araldico si diffuse rapidamente nelle classi signorili, per poi estendersi gradualmente a donne, prelati, borghesi, ma anche, in alcune aree, ad artigiani, contadini, comunità civili e religiose. Alla fine del Medioevo l'intera società europea faceva uso degli stemmi. Allo stesso tempo segno d'identità, marchio di proprietà e ornamento decorativo, lo stemma compariva su molti oggetti, opere d'arte, edifici e monumenti. Le stesse chiese nel corso dei secoli divennero veri e propri «musei di stemmi». Ovunque la loro rappresentazione, rigorosamente codificata, diede vita a un'arte originale: l'arte araldica, che ebbe il suo culmine nel xv secolo.
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Dagli anni Cinquanta del secolo scorso, il grande storico inglese Arnold J. Toynbee (1889-1975) è stato spesso additato dai suoi critici come una sorta di profeta visionario. Nel suo sforzo poderoso e originale di costruire una macro-teoria delle trasformazioni politiche e internazionali, Toynbee ripercorre infatti vicende millenarie e vastissimi spazi geografici, così da poter disseppellire quelle fondamentali tendenze che contrassegnano il succedersi dei popoli e delle civiltà sulla ribalta della storia. A più di tre decadi di distanza dalla morte di Toynbee, tuttavia, le dinamiche della politica mondiale dopo la fine della Guerra fredda sembrano ridare attrattiva all'impresa teorica dello storico inglese e al suo tentativo di delineare un modello esplicativo generale del ciclo vitale delle civiltà. Toynbee e la sua opera acquistano allora una luce nuova e attuale. E da profeta, che molti suoi contemporanei giudicavano visionario, si trasforma in uno studioso che ha saputo leggere e interpretare in anticipo i più importanti mutamenti dell'ordine internazionale.
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Per la Cina, intesa nel suo insieme, il Novecento è stato molte cose: guerra e pace, lotta contro la miseria e l'arretratezza e per lo sviluppo e la modernizzazione, sforzo per recuperare l'identità perduta e per forgiarne una nuova, impegno per la rinascita della nazione cinese e per un suo ruolo centrale in ambito regionale e internazionale. Tuttavia, il Novecento è stato innanzitutto il secolo che ha visto precipitare e giungere al suo culmine la crisi, iniziata nel secolo precedente, della millenaria tradizione imperiale e prendere corpo e affermarsi le forme organizzative, i valori e gli ideali della Repubblica Cinese. Il volume analizza le tappe, gli eventi e le questioni principali che hanno segnato la storia della Cina durante il Novecento, muovendo dalla fine dell'Impero (1911) e giungendo fino ai giorni nostri e mirando soprattutto a mettere in luce le radici storiche del «miracolo cinese» cui oggi siamo di fronte, evidenziandone le conquiste e i successi, ma anche tutti i problemi e le contraddizioni. Questa nuova edizione è aggiornata e ampliata con tre capitoli dedicati all'analisi della politica interna ed estera della Cina contemporanea e al futuro di Taiwan, Hong Kong e Macao.
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For hundreds of years historians have used prose and narrative to convey history. This is about to change, thanks to new technology, digital scholarship, and computerized "visualization." Text itself has inherent limitations: The very use of words - their meaning and the connections among them - shapes and restricts how historians think and communicate ideas. The rise of the computer is radically altering how human beings receive and process information. Digital environments and virtual reality are adding a third dimension to communication and creating a new visual language. This visionary and thoroughly accessible book examines this entire revolutionary phenomenon and how historians will utilize the new medium of computers and the new language of visualization to transform our understanding of history. Drawing on familiar graphic models - maps, flow charts, museum displays, and films - the author shows how images can often convey ideas and information more efficiently and accurately than words. With emerging digital technology, these images will become more sophisticated, manipulable, and multidimensional, and provide historians with new tools and environments to construct historical narratives. Just as the transition from prehistoric cave paintings to the spread of literacy changed how people think and process information, so has - and will - the computer.
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À l’aube du 29 mai 1453, après un siège spectaculaire de presque deux mois, les troupes du sultan ottoman Mehmed II entraient dans Constantinople, mettant fin à l’empire millénaire de Byzance. Un monde basculait, et Constantinople devint capitale ottomane. L’événement fit à l’époque grande impression et fut par la suite surchargé de significations dans l’histoire universelle : on y voyait notamment, avec la consécration de la puissance ottomane, la fin du Moyen Âge et les débuts de l’époque moderne.Ce livre remet en perspective ce moment catalyseur, et de la façon la plus vivante qui soit : par les textes. Pour la première fois en français, il rassemble les sources grecques, ottomanes et occidentales, mises en contexte et éclairées à la lumière des derniers états de la recherche.
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The unfolding crisis in Ukraine has brought the world to the brink of a new Cold War. As Russia and Ukraine tussle for Crimea and the eastern regions, relations between Putin and the West have reached an all-time low. How did we get here? Richard Sakwa here unpicks the context of conflicted Ukrainian identity and of Russo-Ukrainian relations and traces the path to the recent disturbances through the events which have forced Ukraine, a country internally divided between East and West, to choose between closer union with Europe or its historic ties with Russia. In providing the first full account of the ongoing crisis, Sakwa analyses the origins and significance of the Euromaidan Protests, examines the controversial Russian military intervention and annexation of Crimea, reveals the extent of the catastrophe of the MH17 disaster and looks at possible ways forward following the October 2014 parliamentary elections. In doing so, he explains the origins, developments and global significance of the internal and external battle for Ukraine.With all eyes focused on the region, Sakwa unravels the myths and misunderstandings of the situation, providing an essential and highly readable account of the struggle for Europe's contested borderlands.
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Il volume analizza da un punto di vista prettamente istituzionale, religioso e liturgico, le molteplici relazioni diplomatiche tra il Papato e la dinastia mantovana dei Gonzaga in un'epoca di profondi mutamenti culturali ed ecclesiologici. Particolare attenzione è stata dedicata all'inserimento della famiglia principesca nella gerarchia romana, con dieci cardinali e un'elezione papale mancata di poco, e all'attuazione di un progressivo controllo delle istituzioni religiose mantovane e dei loro patrimoni. Altri contributi sono dedicati infine ai modelli di santità nella società aristocratica (in particolare a Luigi Gonzaga e Osanna Andreasi), a conflitti di interesse tra ambito laico ed ecclesiastico, ad aspetti artistici e letterari, alla diplomazia pontificia e a singole questioni prosopografiche.
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Studio che si propone di capire le strategie interpretative e discorsive utilizzate da negazionisti come Faurisson, Cohn-Bendit e Mattogno nella lettura di documenti storici, portando esempi di particolare rilievo (i diari di Anne Frank, il diario di Kremer, il rapporto Gerstein, le memorie di Rudolf Höss, le testimonianze dei deportati). Contiene in appendice il rapporto Gerstein in originale e l'indice analitico.
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