Ultimi arrivi

A Publio Cornelio Tacito si deve l'affresco storico più poderoso concepito in epoca imperiale. Di lui ignoriamo luogo e data di nascita precisi; sappiamo che scrisse mentre regnava Adriano. La sua potente ricostruzione si svolge dalla morte di Augusto all'avvento di Tiberio negli "Annales"; dalla morte di Nerone a quella di Domiziano nelle "Historiae". A queste e alle opere minori egli affida la visione lucida e dolente di un mondo che non può fare a meno di Roma - perché Tacito non intravvede la possibilità di un altro assetto sociale e politico che non sia il dominio romano - insieme allo sdegno e all'amarezza per essere costretto a constatare e a registrare per i posteri gli orrori e le mostruosità cui il potere (che contrappone alla virtus repubblicana) sembra inevitabilmente condurre
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Cosa conoscete di Cristoforo Colombo? Lo scopritore dell'America, acclamato e odiato (oggi come allora), è noto ai più come una specie di eroe romantico, un mozzo che "si è fatto da sé" e che da oscuro plebeo è diventato l'uomo più famoso della sua epoca. Possibile? No. Questo libro entra a gamba tesa nella diatriba colombiana, sostenendo una tesi coraggiosa: le travagliate vicende legali dei suoi discendenti insieme ai più recenti e fondamentali ritrovamenti d'archivio dimostrano in maniera chiara che il grande navigatore era un cavaliere cristiano di nobili natali. La sua famiglia era quella dei Colombo di Cuccaro, importante dinastia del Marchesato di Monferrato, con strettissimi legami con la Liguria. Un Colombo nobile, imparentato con le più blasonate famiglie della Repubblica di Genova e con alcune dinastie regnanti permette di capire meglio tutta la sua incredibile vicenda terrena, ma non solo: questo Colombo, ben più credibile del povero marinaio che ebbe la rarissima fortuna di servire due sovrani e che scoprì uno sconfinato continente per errore, aiuta a comprendere meglio anche la vera posta in gioco delle esplorazioni atlantiche ed anche della scoperta del Nuovo Mondo.
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Che cos'è il viaggio? Una presa di coscienza dell'altro, un'alterità che ci interpella e ci costringe al confronto, un'esperienza che non è possibile senza una frattura, un distacco da noi stessi. Viaggiare non è mai stato così facile come oggi, eppure raramente ci si interroga sul suo valore. Spesso il viaggio si riduce a un semplice spostamento, a una dislocazione dei consumi, e può indicare tanto una vacanza organizzata quanto i viaggi dei migranti. In questo libro, Franco Riva studia la fenomenologia del viaggiare e cerca di riportare al loro senso profondo le parole che la accompagnano: ospitalità, incontro, meraviglia, responsabilità, libertà. Questa edizione è arricchita da contributi legati alle forme di migrazione dei nostri tempi, allo scambio tra cibo e viaggio, all'animale viaggiante.
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L'attenzione per le culture politiche è una delle prospettive che più radicalmente ha rinnovato gli studi di storia dei rapporti di potere negli ultimi anni. In questa chiave, il libro rivisita i fenomeni di genesi della nuova statualità nei secoli XII-XV: andando oltre i funzionamenti istituzionali, i meri rapporti di forza, l'analisi si concentra sulle visioni - non necessariamente coerenti ma profondamente radicate - che i diversi attori sulla scena svilupparono dell'autorità legittima, del bene comune, della rappresentanza, della decisione. Protagonisti furono dunque non solo i giuristi al servizio della città, i duchi e i loro cancellieri, ma anche gli abitanti delle campagne, le comunità: ne scaturisce così un dibattito a più voci che l'autore ricostruisce prestando attenzione non unicamente alle ragioni dei vincitori. Dallo sviluppo dell'autonomia urbana alla stabilizzazione dello stato regionale il confronto sui valori e sulle idealità fu infatti sempre aperto e questo libro ne offre una ricostruzione complessiva.
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