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La conservazione programmata è la capacità di vedere i beni culturali nel tempo e governare le loro trasformazioni. Conoscenza, prevenzione, controllo, programmazione degli interventi, sostituiscono ad un'idea difensiva di restauro come ripristino o impedimento di qualsiasi cambiamento l'idea di conservazione come co-evoluzione tra uomo e patrimonio. Le pratiche della conservazione preventiva e programmata si pongono come un passaggio strategico per preservare il patrimonio architettonico del XX secolo. Il Novecento, particolarmente esposto per sue caratteristiche materiali, tecnologiche e formali ai rischi di un accelerato degrado, trova infatti nel controllo e nella cura la più efficace tutela delle sue autenticità. I saggi contenuti in questo volume presentano riflessioni, ricerche e casi internazionali riferiti alla conservazione di edifici e luoghi della modernità. Si delinea un quadro che rivela differenti contesti culturali della tutela ed inedite linee di continuità e di concordanza. Le riflessioni sui quadri legislativi e normativi, sugli impatti sociali e culturali, sulla sostenibilità energetica ed economica, sul ruolo della conoscenza, della diagnostica e del monitoraggio, evidenziano le potenzialità legate al passaggio dal restauro come evento eccezionale alla conservazione come conoscenza e cura costante.
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Negli sviluppi dell’avventura moderna cosa resta e cosa muta nelle categorie che identificano i luoghi, la casa e la città? All’origine del percorso di questo lavoro è l’idea di luogo come insieme dinamico di uomini e cose, esperienze e modi di pensare di un’epoca che si traducono nello spazio. Gli autori tracciano la nascita e le avventure dell’ordine moderno nel luogo primo della casa che, dal Rinascimento ai Lumi, si differenzia dalla promiscuità medioevale per divenire "spazio del sé", fino a essere, con l’Ottocento, barriera dell’intimità contro il mondo. Lo stesso cammino viene seguito dalle istituzioni che si specializzano e separano le esperienze umane, dividendole tra gli ordini del pubblico e del privato.La dissoluzione della modernità, delle stelle fisse dell’ordine, pone all’attenzione il tema odierno della "privatizzazione del pubblico" e "pubblicità del privato": nuovi modi di abitare dove lo spazio fisico e morfologico – la porta di casa – non sono più garanti dell’intimità, attraversati come sono dai messaggi dei media e dalle nuove forme di comunicazione.In questo cammino di ricerca si attinge alla storia come fonte di lettura delle architetture dello spazio. E, nella storia degli spazi come storia dei saperi e dei poteri, si rintracciano corpi e figure, diverse disposizioni e diversi rapporti che questi acquistano nelle avventure della modernità.
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A dieci anni dal violento terremoto che ha colpito L'Aquila e il territorio montano abruzzese, è possibile misurare gli effetti della ricostruzione sul sistema insediativo e relazionarli con gli strumenti e gli obiettivi dichiarati dall'azione pubblica nel corso del tempo. La ricerca esplora il modello L'Aquila di ricostruzione ed espone alcune sperimentazioni polisemiche che interessano prevalentemente la città pubblica. L'analisi comparativa tra alcune recenti ricostruzioni avvia alcune riflessioni sulla presenza o meno di una idea di città che qualifica e tematizza l'impegno di riorganizzare l'insediamento urbano colpito dal sisma. In seguito, è esplorato il modello di ricostruzione L'Aquila con i suoi effetti sulla città. Si espongono infine alcune sperimentazioni progettuali polisemiche che riguardano la città pubblica, la ricostruzione sociale e la ridefinizione partecipata degli assetti urbanistici. Il volume è corredato da un video scaricabile gratuitamente dall'area Biblioteca multimediale del sito www.francoangeli.it o dal canale youtube della Franco Angeli edizioni.
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