Ultimi arrivi

Ariane Mnouchkine e il Théâtre du Soleil stanno traghettando nel nuovo secolo l’arte, la cultura, la pedagogia e le prassi creative dei teatri d’ensemble del secondo Novecento, e con le loro tournée, cui assistono centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, realizzano su vasta scala il sogno di lunga durata di un teatro d’arte e popolare. Nelle loro creazioni sceniche e nelle loro modalità di lavoro e di vita si lasciano attraversare e abitare dalle questioni scottanti della contemporaneità: l’epopea degli esodi e delle migrazioni transnazionali, la vulnerabilità delle nostre esistenze nell’Europa di oggi, la riproposta del pensiero utopico come risorsa collettiva per il nostro presente.Questo libro presenta e discute, anche con un ricco apparato di immagini, gli straordinari spettacoli creati nell’ultimo decennio (“Le Dernier Caravansérail”, “Les Éphémères”, “Les Naufragés du Fol Espoir”), e indaga i peculiari processi creativi, l’etica, l’estetica e la politica espressi dalla compagnia. Il libro restituisce infine l’identità corale del Théâtre du Soleil dando voce ai suoi diversi protagonisti: oltre ad Ariane Mnouchkine, la drammaturga Hélène Cixous, l’assistente alla regia e codirettore Charles-Henri Bradier, la collettività degli attori e l’équipe organizzativa. Collabora al volume Béatrice Picon-Vallin, direttrice di ricerca del Centre national de la recherche scientifique per la sezione “Arts du Spectacle”.
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Parafrasando Artaud, Il teatro e il suo Sud coglie nel teatro italiano un lato oscuro, un “doppio” che non è solo il vivace meridione, quanto quel groviglio di ingenti risorse creative e linguistiche mortificate dalla pochezza politica e culturale che spesso sovrintende allo spettacolo del nostro paese. Il libro parla di questa vicenda, ripercorrendo gli snodi storici, economici e politici che hanno segnato l'invisibilità e il declino di un genere oppresso dalla burocrazia e dai vincoli della pubblica amministrazione e le profonde contraddizioni di un territorio diviso tra tragiche miserie e ostentate nobiltà. Corredato di materiali e di un catalogo degli artisti, il saggio esemplifica con forza la labirintica e controversa presenza del teatro nel Sud e, al contempo, la sua ineliminabile necessità culturale nel panorama nazionale. Con la brillante parafrasi artaudiana, l'autrice ci consegna un dilemma a due corni e ci invita a riflettere sulle luci e sulle ombre di un teatro tuttora vitalis-simo ma che ha smarrito nei meandri dello Stato lo slancio utopico del Novecento e la libertà delle proprie origini.Luciana Libero, giornalista, studiosa e critico teatrale, è stata direttore artistico di iniziative e festival sul teatro contemporaneo in diverse città italiane. Ha promosso gruppi e aree di ricerca come nel caso degli autori napoletani del “Dopo Eduardo”, ha curato saggi e monografie sulla drammaturgia contemporanea e si è occupata inoltre di politiche e legislazione dello spettacolo. Vive e lavora a Roma.
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Ce livre a pour objet le croisement des cultures dans le travail théâtral contemporain. Lieu bien incertain que ce croisement où passent en coup de vent les cultures étrangères, les discours étranges et les mille effets artistiques de l’estrangeté, car jamais l’humanité n’a autant contemplé et manipulé les diverses cultures du monde, jamais elle n’a su aussi mal que faire de leur intarissable babil, de leur mélange explosif, de l’inextricable collage de leurs langages. Lieu pourtant stratégique, car à un tel croisement, la mise en scène théâtrale est peut-être aujourd’hui le dernier refuge et le plus rigoureux laboratoire : elle interroge toutes ces représentations culturelles, les donne à voir et à entendre, se les figure et se les approprie par le truchement de la scène et de la salle. En s’élargissant à l’échange interculturel, la pratique théâtrale — d’Artaud à Wilson, de Brook à Barba, d’Heiner Müller à Mnouchkine — confronte et interroge des traditions, des styles de jeu et des cultures qui ne se seraient jamais rencontrés sans ce soudain appel d’air. Au cœur de cette problématique interculturelle, on trouvera une analyse de la mise en scène, notamment celle des classiques et celle dite « postmoderne », la traduction pour la scène, la théorie et les cultures minoritaires, la thématique de la catastrophe dans la dramaturgie contemporaine franco-allemande, la mise en scène multi-culturelle. L’actuel débat sur les cultures et leurs échanges a trouvé sur la scène contemporaine un terrain où se vérifient immédiatement les hypothèses et les expériences de l’interculturalisme.
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Le théâtre classique chanté et le théâtre moderne parlé chinois restent mal connus en Europe malgré la venue des troupes de l'opéra de Pékin. Ce petit ouvrage se propose de faire la synthèse de l'histoire et de l'esthétique du théâtre chinois, depuis les origines jusqu'à nos jours.
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La storia del teatro de l'Oeuvre, un teatro senza pareti e senza una compagnia regolare che si legò a un repertorio simbolista. Con testi di Aitken, Cathé, Covegal, Giret, Godel e Roth
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Fondé par Jacques Copeau le 23 octobre 1913, ce théâtre reprend vie en avril 1993 sous l'égide de la Comédie-Française. Histoire du lieu et de son architecture, et histoire du théâtre et des principales représentations.
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