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Il volume intende fornire "una traccia" ed elementi utili per tutti coloro che si approcciano alla gestione tecnica amministrativa dell'Università, con una logica diversa dalla manualistica tradizionale. Il testo affronta alcuni temi quali la peculiarità della governance dell'università italiana, l'assetto organizzativo dipartimentale, il ciclo della programmazione e il piano della performance, non tralasciando alcuni aspetti prettamente gestionali quali il controllo di gestione e il bilancio. Economia e gestione dell'Università nasce dalla lunga esperienza di direzione dell'autrice nella pubblica amministrazione italiana, approdata alla Direzione generale di una Università statale da oltre un anno. Il libro è stato pensato per poter fornire "una traccia" ed elementi utili per tutti coloro che approcciano la gestione tecnica amministrativa dell'Università, con una logica diversa dalla manualistica tradizionale. Il testo affronta alcuni temi quali la peculiarità della governance dell'università italiana, l'assetto organizzativo dipartimentale, il ciclo della programmazione ed il piano della performance, senza tralasciare alcuni aspetti prettamente gestionali quali il controllo di gestione e il bilancio. L'autrice nella realizzazione del testo è stata coadiuvata da Martina dal Molin e da Cherubino Profeta, che ha affrontato il tema della assicurazione di qualità, mentre il contributo di Ines Fabbro è incentrato sulla figura del direttore generale dell'università. Il libro affronta inoltre il tema della necessità, per una Università moderna, di saper utilizzare i mezzi di comunicazione e in particolare i social network, grazie al contributo di Diego di Donato e Stefania Milani. L'ultimo capitolo riporta riflessioni sulla gestione dell'università e l'utilizzo di strumenti tipici della gestione aziendale.
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Una biografia professionale della giovane dottoressa, che segue il suo percorso di lavoro e lo sviluppo del suo pensiero dopo la laurea in medicina del 1896 fino ai primi anni della sua pedagogica scientifica, concentrandosi intorno al suo forte impegno sociale. Un libro per chiunque si interessi agli anni formativi di Maria Montessori.
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Gli atenei possono diventare performanti nella loro organizzazione tecnico amministrativa? Se sì, come si può ottenere tale risultato, tutt'altro che scontato in organizzazioni complesse quali sono le università? In seguito all'approvazione della legge 240/2010, nelle organizzazioni universitarie la figura del direttore generale ha sostituito quella del direttore amministrativo, spostando l'attenzione su una dimensione più manageriale e meno concentrata sui tecnicismi giuridici. Si è quindi aperta una nuova fase per le università. L'ANVUR - Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca - ha spinto a predisporre un piano integrato che, partendo dalle strategie di ateneo, costruisca una programmazione declinata su performance, anticorruzione e trasparenza, per migliorare le procedure di lavoro e agevolare il raggiungimento degli obiettivi. In questi anni il sistema universitario ha vissuto una forte spinta alla competitività, che ha portato al conseguimento di performance di buon livello nonostante una significativa riduzione del personale. L'implementazione della riforma universitaria è andata di pari passo con la riforma complessiva della pubblica amministrazione dettata dai ministeri Brunetta e Madia, e la costituzione dell'ANAC - Autorità nazionale anticorruzione - ha portato nel nostro paese un'attenzione molto forte ai comportamenti dei singoli, in chiave di lotta alla corruzione e di azioni trasparenti, che hanno investito le organizzazioni nel loro complesso. La necessità di avviare un percorso di stretta relazione fra performance, anticorruzione e trasparenza ha caratterizzato in questa fase le università pubbliche. Un processo virtuoso che sta coinvolgendo gli atenei italiani, e di cui questo volume dà conto, facendo riferimento anche a sperimentazioni messe in atto per garantire la crescita qualitativa e quantitativa dei servizi.
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I cambiamenti che caratterizzano le università dell'ultimo decennio non stanno solo comportando una crisi del vecchio modello di formazione ma stanno anche generando un "movimento di professionalità" dei protagonisti che la abitano. In particolare, anche a seguito dell'introduzione del sistema di assicurazione della qualità, la professionalità docente è stata costretta a rimettersi in gioco, a ripensare le sue stesse competenze trovandosi in un guado spaesante tra tradizione e innovazione, tra crisi e progetto, resistenza e nuova riflessività professionale. A partire da tali considerazioni, il volume propone una disamina del concetto di qualità e di benessere connessi al contesto universitario e una rilettura pedagogica del sistema AVA che, nella misura in cui riuscisse a superare le evidenti derive funzionalistiche e tecnocratiche, potrebbe invece rivelarsi uno spazio di "locus of control" generativo di professionalità consapevoli e di benessere organizzativo. La seconda parte del volume rende conto di una ricerca dell'Università di Foggia dal titolo "Total quality management in ambito universitario: il benessere organizzativo nella prospettiva del sistema AVA" condotta con un campione di docenti sulla percezione della qualità della loro vita professionale e delle possibili ripercussioni sulla qualità della didattica per giungere alla definizione di aree di intervento e di indicatori per la promozione e la tutela "buon lavoro".
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Bari, 27 gennaio 1957. Terminata la guerra, con l’intento di dare slancio e vitalità alla locale Università, si inaugura la rinata Casa dello Studente “Angelo Fraccacreta”, primo campus barese destinato ad accogliere studenti provenienti dalle regioni limitrofe, ma anche dalle vicine Grecia e Albania. L’architetto Achille Petrignani l’aveva progettata in altezza, con un piccolo teatro, accanto all’edificio della Facoltà di Economia che ospitava i corsi di Lettere e di Ingegneria.Si trattò di un’operazione di promozione culturale dell’istituzione che avrebbe formato le giovani generazioni protagoniste del boom economico degli anni Sessanta. Anni ricchi di aspettative e speranze di una Bari che nell’autunno 1957 vide nascere il primo Centro Universitario Teatrale, poi CUT Bari. Proprio nella “Fraccacreta” i giovani del CUT, guidati da Egidio Pani, trovarono lo spazio per lavorare a idee e progetti: il primo corso italiano di Storia del teatro, nell’anno accademico 1957-1958, affidato a Mario Sansone, la messinscena de L’Astrolo di Giovanni Battista della Porta, la ricca serie di discussioni sulla drammaturgia e lo spettacolo videro impegnati Pino Panza, Franco Carofiglio, Michele Mirabella, Rosanna Carenza. I saggi di Quando l’università portò Bari in Europa e l’Europa a Bari abbracciano la vicenda congiunta delle due istituzioni universitarie dal 1957 al 1990, provando a ricostruirne propositi, attività, ruolo nella vita intellettuale di Bari e di tutta Europa, che in quel periodo vide il CUT barese e i suoi allestimenti ospiti di prestigiosi festival europei, da Nancy a Erlangen, da Zagabria a San Sebastiano.
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Nelle dodici lezioni di questa "Scuola elementare del teatro" tenute a MIlano nell'estat del 1986, Kantor, il regista della "Classe Morta" , ha condensato i segreti della sua pratica di maestro del teatro contemporaneo. Ne è nato un vero e proprio manuale, ricco di rabbiosa poesia e fedele alle intuizioni delle avanguardie storiche, ma segnato dalla personalità eversiva e solitaria di questo imprevedibile e appassionato insegnante.
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Le università sono chiamate a preparare il futuro, formando i giovani, plasmando la futura classe dirigente, seminando innovazione. Una missione fondamentale, in un mondo nel quale la conoscenza è divenuta risorsa-chiave per lo sviluppo civile ed economico. Al riguardo, quali sono le prospettive del sistema universitario italiano? Di fronte alle sfide che incombono e che spingono inevitabilmente a una progressiva differenziazione, quali tipi di strategia gli atenei possono perseguire? La forma di governance prevista dalla riforma dell'università italiana è adeguata o merita qualche revisione? Come dovrebbero evolversi l'autonomia universitaria e il dialogo tra il ministero e gli atenei? Quali modelli di organizzazione interna possono rendere più efficace ed efficiente l'azione degli atenei? Quali luci ed ombre caratterizzano l'attuale sistema di finanziamento statale dell'università? Quali caratteristiche presentano gli atenei statali sotto il profilo economico e finanziario, e quali leve possono favorirne una gestione equilibrata? Per contribuire a rispondere a queste e ad altre domande critiche, il volume propone linee guida finalizzate a migliorare la capacità degli atenei di creare valore pubblico, nel pieno rispetto dei valori e delle motivazioni che sono alla base della loro stessa esistenza.
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