Ultimi arrivi

Come se Sindbad fosse tornato a percorrere i mari, in un ipotetico viaggio immaginario d'isola in isola, dall'estremo limite d'Oriente a quello d'Occidente, e poi fin oltre le Colonne d'Ercole. Più che il viaggio, le isole. Isole flottanti, sfuggenti, fosche, splendenti, rifuggite, seducenti, ossessive, miraggi affioranti sull'acqua cui a caso o con stenti o nolenti si approda. Isole mirabili giacché sempre si lasciano scorgere e sempre ridondano di meraviglie: mirabili in duplice senso.Ricercando queste isole nasce un testo "inventato", ovvero costruito da un arabista che sfoglia le fonti medievali, talora manoscritte, che coprono un arco di tempo dal IX al XV secolo, redatte in lingua araba da geografi e viaggiatori che alternano a preziose informazioni storiche e geografiche, non meno preziose affabulazioni fantastiche. Come un plagiario d'altri tempi poco rispettoso dell'integrità delle opere altrui, e libero da crucci accademici, vi ritaglia proprio quei frammenti, letterariamente pregevoli, ma scientificamente marchiati come inattendibili o fantasiosi, e con quelli propone, dietro il velo della sua personale traduzione, un testo, quasi un racconto, inesistente ma plausibile, così come inesistente è la parola coniata per indicarlo: Isolario. Ovvero, un repertorio di mirabilia localizzate nel sito più propizio, quello dell'isola, la cui sfuggente geografia ha da sempre e ovunque stimolato fantasie e visioni.
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Lo studio e l'esercizio di trovare l'origine di un toponimo sono assai antichi. Scientificamente la materia è invece analizzata solo dalla seconda metà del XIX secolo e ha un "padre" nel linguista piemontese Giuseppe Flechia, che avviò un filone di ricerca di notevole interesse per la storia linguistica e culturale d'Italia. Questo è il primo volume, opera di Alberto Manco, del censimento di toponimi, di etnici e altre occorrenze prevalentemente detoponimiche, ossia derivate da toponimi, dell'Italia antica reperiti - con le cautele del caso - nell'ambito delle regiones dell'età augustea. Il volume è introdotto da un saggio del lavoro complessivo, non solo per il perfezionamento delle parti già in cantiere, ma anche delle implementazioni che la presente opera, di per sé, richiederà. Infatti, il libro fotografa solo una parte della raccolta di dati effettuata e della loro elaborazione e per questa prima parziale uscita riporta i nomi inizianti per A ricavati da alcuni noti repertori che si possono considerare tra i punti di riferimento per quel che concerne la toponomastica dell'Italia antica. A essi se ne aggiungono altri e saranno pubblicati in successivi volumi. La continuazione dell'iniziativa si accompagnerà anche con integrazione di mappe e riferimenti alle fonti antiche.
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