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Aristotele, "il maestro di color che sanno", secondo la celebre formula dantesca, per molti secoli è stato considerato il Filosofo, e quasi il simbolo stesso della ragione umana. Ancor oggi, le prospettive aperte dallo Stagirita mantengono un'intatta vitalità: se la sua logica e la sua epistemologia sono state riscoperte nella loro grandiosa architettura, le sue analisi ontologiche sono tornate al centro del dibattito filosofico. Varie correnti dell'etica contemporanea hanno posto in luce la straordinaria attualità del pensiero pratico di Aristotele, mentre un'attenzione sempre più viva si proietta anche sulle sue indagini di filosofia naturale. In tale quadro, la presente introduzione alla filosofia aristotelica «può essere collocata sullo stesso piano degli studi più importanti su Aristotele degli ultimi decenni» (H. Flashar) e rappresenta uno strumento prezioso per quanti cercano un accesso filologicamente rigoroso e filosoficamente affidabile ai testi dello Stagirita. Emerge dal libro la complessa immagine di un filosofo criticamente aperto a tutte le vie del pensiero e attento, in parallelo, a coniugare l'ispirazione strutturale con un approccio fortemente problematico ai temi di volta in volta affrontati.
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In this stunning act of synthesis, Abraham Edel captures the entire range of Aristotle's thought in a manner that will prove attractive and convincing to a contemporary audience. Many philosophers approach Aristotle with their own, rather than his, questions. Some cast him as a partisan of a contemporary school. Even the neutral approach of classical scholarship often takes for granted questions that reflect our modern ways of dissecting the world. Aristotle and His Philosophy shows him at work in asking and answering questions. Abraham Edel fashions a sound comparative way of using current analysis to deepen our understanding of Aristotle rather than argue with or simply appropriate him. Edel examines how Aristotle's basic ideas operated in his scientific and humanistic works, what they enabled him to do, what they kept him from doing, and what in turn we can learn from his philosophical experimentation. The purpose of this volume is twofold: to provide a comprehensive introduction to Aristotle's thought, and to throw fresh light on its patterned and systematic character. First, tracing the pattern in Aristotle's metaphysical and physical writings, he then explores the psychology, epistemology, ethics and politics, rhetoric and poetics. In the process, Edel discusses the way interpretations of Aristotle are built up and how different philosophical outlooks-Catholic, Hegelian, Marxian, linguistic, naturalistic, and pragmatic-have affected the reading of Aristotelian texts and ideas. The new introduction probes the general problem of interpreting a philosophy, and suggests how working through the different interpretations can contribute to a fuller understanding. This methodological self-consciousness makes Aristotle and His Philosophy markedly different from other studies of Aristotle. Martha C. Nussbaum of Brown University has described Edel as having "philosophical sensitivity and good sense throughout. His scholarship is comprehensive, but handled with grace and clarity."
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Il volto è una mappa sulla quale sono tracciati i segni dell'anima. La fisiognomica è l'arte che ci insegna a individuarli e ad interpretarli. A cavallo tra scienza e antropologia, la fisiognomica è una disciplina antichissima, che ha trovato nel corso dei secoli varie applicazioni nella medicina, nella psicologia e nella criminologia. Grazie alle numerose illustrazioni, questo libro svela le potenzialità di un metodo di analisi che ha trovato, in tempi a noi vicini, inaspettati utilizzi perfino nell'omeopatia
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Per il pensiero liberale una «politica della verità» è un'assurdità e un pericolo, il principio di una società dogmatica, paralizzata da un potere totalitario e ingiusto. È davvero così? La teoria sviluppata in questo libro rovescia l'ipotesi. Uno sguardo più attento al ruolo del vero e del falso nelle nostre vite ci fa capire che oggi il destino della libertà e della giustizia è inestricabilmente legato al concetto di verità. Ma si tratta di guardare alla verità in un modo diverso: considerando anzitutto il suo speciale potere in democrazia, in cui le credenze (vere, false, incomplete o distorte) dei cittadini orientano le stesse condizioni della vita pubblica. Contro la proliferazione del falso e dell'insensato, una nuova politica della verità deve tutelare, per tutti noi, il diritto alla verità non soltanto in relazione al bisogno di sapere, ma anche al bisogno di essere garantiti in quei beni e valori critici che si legano a un uso razionale delle conoscenze
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