Ultimi arrivi

Edgar Morin propone il racconto di un'opera-vita, una vita che ha nutrito nel corso del tempo l'opera, che a sua volta ha alimentato la vita. È l'avventura di trent'anni di scrittura del Metodo, che questo volume integra con un capitolo fondamentale: "Per una razionalità aperta", inizialmente previsto nel piano generale dell'opera ma rimasto finora inedito. Attraverso questo cammino della vita nella mente e della mente nella vita, il libro traccia la via per una rifondazione dell'umanesimo con le idee del Metodo.
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La grandezza di Descartes, oggi, coincide con la notorietà del suo metodo: scritto in francese e pubblicato nel 1637, il "Discorso" ebbe una grande influenza sulla cultura dell'epoca e su quella dei secoli successivi. Il filo conduttore è autobiografico, l'impostazione semplice, l'argomentazione chiara; è "solo una storia o, se preferite, una favola", ma con questa "favola" Descartes fonda il pensiero scientifico moderno: in queste pagine si concentrano gli elementi essenziali di quella "logica della scoperta" che lo condurranno a risultati straordinari nella matematica e nella scienza, e che costituiscono il nucleo del pensiero razionalista moderno. La traduzione di Emilio Mazza restituisce ai lettori di oggi tutta la potenza innovativa del testo, mentre l'introduzione di Carlo Borghero ci aiuta a contestualizzare l'opera a il suo autore.
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Building on the early leadership of Frigga Haug in her groundbreaking Female Sexualization: A Collective World of Memory (1987), this book provides a collection of contemporary perspectives on memory-work from researchers in Australia, Canada, Germany, New Zealand, Norway, and the United States, and from the disciplines of education, marketing, sociology, psychology, masculinity studies and social work practice. With respect to the method itself, the authors considered emerging issues and describe the ways in which they have altered or appropriated the method, researcher voice and authority, and consistency between the aims of memory-work and their research.
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L'aumento dell'infertilità e delle nascite pretermine, le nuove tecniche di procreazione assistita, le famiglie omogenitoriali, la monogenitorialità, la maternità surrogata sono solo alcuni dei grandi temi che riguardano la perinatalità. Temi che implicano questioni bioetiche, legislative, sociali e antropologiche, ma soprattutto psicologiche, con effetti importanti sui soggetti direttamente (genitori e figli) e indirettamente (operatori sanitari) coinvolti. Date queste premesse, non c'è da stupirsi che la psicologia perinatale stia diventando uno degli ambiti in maggiore evoluzione, che richiede necessariamente una riflessione sulle sfide in atto, le opportunità da cogliere e le ripercussioni psichiche. Siamo veramente pronti ad accogliere i diversi percorsi che conducono alla nascita, le sofferenze del soggetto e gli effetti che esse causano in noi?
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A partire dagli anni Settanta del Novecento, il tema della donazione del corpo si è imposto come ambito di riflessione delle scienze umane. Si sono così moltiplicati studi antropologici, filosofici, sociologici e giuridici, dove l'argomento più indagato è stato quello della donazione degli organi, nel tentativo di rispondere alle molteplici domande che da esso derivano. Come si ridefinisce, oggi, la frontiera tra vita e morte? Che tipo di oggetti sono «gli organi»? Che relazioni esistono tra donatori e riceventi? Che ruolo assume lo Stato nella forma di scambio rappresentata dalla donazione degli organi? Nel perimetro delle relazioni umane, quale elemento - collettivo o individuale - deve assumere una preminenza etica e ontologica? Come interpretare le ragioni del consenso o dell'opposizione a questa forma di dono del sé? I saggi raccolti in questo volume ricompongono una pluralità di sguardi, offrendo al lettore un percorso intellettuale volto a evidenziare tanto le problematiche quanto gli interrogativi scientifici, politici ed esistenziali connessi a questo nuovo oggetto sociale.
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Oggi più che mai la comunicazione è un tema di grande attualità. I suoi processi, infatti, incidono profondamente sulla nostra vita e la modificano in modo radicale: per rendersene conto basta accendere la televisione, aprire un giornale, collegarsi a internet. Oggi più che mai, tuttavia, l'agire comunicativo richiede di essere definito, regolato, orientato. Bisogna far emergere i criteri in base ai quali sia chi comunica sia chi fruisce della comunicazione compie determinate scelte. Il volume intende chiarire che cosa significa comunicare bene e motivare all'assunzione, in ambito comunicativo, di alcune scelte piuttosto che di altre. In altre parole, esamina come e perché comunicare, e soprattutto come e perché comunicare bene. Ne risulta un libro non solo per gli addetti ai lavori - giornalisti, comunicatori, web editor -, ma per chiunque, in vario modo, è coinvolto nei processi comunicativi e si interroga sui loro scopi, condizioni e conseguenze.
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