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"... an important contribution to the study of recent Chinese literature." -- Choice"This fine, scholarly survey of Chinese literature since 1949... discusses such trends as modernism, nativism, realism, root-seeking and 'scar' literature, 'misty' poets, and political, feminist, and societal issues in modern Chinese literature." -- Library JournalThis volume is a survey of modern Chinese literature in the second half of the twentieth century. It has three goals: (1) to introduce figures, works, movements, and debates that constitute the dynamics of Chinese literature from 1949 to the end of the century; (2) to depict the enunciative endeavors, ranging from ideological treatises to avant-garde experiments, that inform the polyphonic discourse of Chinese cultural politics; (3) to observe the historical factors that enacted the interplay of literary (post)modernities across the Chinese communities in the Mainland, Taiwan, Hong Kong, and overseas.
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Questo libro tratta di nodi di cui è difficile sottacere l’importanza. Il riso, una capacità propria ed esclusiva della specie umana; il riso che, associato a un’altra facoltà tipicamente umana, il linguaggio articolato, transita nel comico, nell’insieme di procedimenti atti a suscitarlo. L’importanza della sessualità per definire i lineamenti di una cultura – con gli annessi comportamenti prescritti o proscritti, ammessi o interdetti, in pubblico e in privato, fra intimi o fra estranei – motiva il territorio, cangiante e di estensione variabile, dell’osceno, nelle cui molteplici manifestazioni è riconoscibile un’aria di famiglia. Il sacro, colto nei testi della letteratura medievale e sotto la forma della religione, insieme istituzione, linguaggio, ideologia e rito. Ma il riso, al pari dell’osceno, può fare capolino fra i comportamenti e le rappresentazioni proscritte e interdette dal territorio sacro, eppure in qualche modo coinvolto, come la sfera sessuale del pari, in quanto latore di una potenza parallela. Sono proprio le intersezioni inattese, gli attraversamenti pericolosi, fra questi tre complessi, il comico, il sacro, l’osceno, che specialmente percorrono questo libro, perché è proprio nelle zone di passaggio, di confine, di incrocio, che si verificano quei fenomeni in grado di riconfigurare le norme, i comportamenti, le aspettative, i pregiudizi del mondo ordinario, illuminando con nuove luci e prospettive quanto una cultura dà per scontato. E dove la mente moderna indaga accorda disunisce, la civiltà medievale ci impone di rimescolare di nuovo ciò che riteniamo distinto una volta per tutte.
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Utile manuale di letteratura, buona critica, di impronta tradizionale, ma allo stesso tempo assai diversa dai manuali contemporanei. L'autore espone i concetti in modo chiaro e completo, aggiungendo ad essi tutte le spiegazioni dei diversi dibatti letterari: infatti, oltre alle biografie e alle opere di molti grandi critici della letteratura, Luigi Russo espone anche le spiegazione ritenute "accademiche", utilizzate cioè dagli storici per giustificare i risvolti artisti della nostra letteratura; queste delucidazioni sono, tuttora, utili per comprendere a fondo la storia della critica letteraria, assente dai testi scolastici odierni. Un libro lavorato e frutto di anni di insegnamento. Il manuale di Luigi Russo approfondisce, come era solito fare negli 50-60, anni della prima edizione del libro, il periodo che va dalle origini della lingua italiana e romanze in genere (1200), all'ottocento, secolo dei romantici e dei loro oppositori. Conclude il manuale un breve sunto del novecento, nel quale si presta attenzione alla letteratura nazionale ed europea fra le due grandi guerre
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Ce dictionnaire est dédié aux représentations artistiques et, au premier chef, littéraires, dun espace topique le jardin ainsi quaux principaux motifs qui lui sont corrélés : en particulier celui des fleurs. Le lieu et lépoque concernés lEurope des XVIIIe et XIXe siècles correspondent à un moment où la production des traités paysagistes, lessor de lhorticulture, de la botanique, la création technique des jardins dhiver et autres serres et le développement des parcs publics notamment à Paris, avec les travaux dHaussmann , donnent au jardin sous toutes ses formes un nouvel essor. Or le roman ou la poésie, qui mettent à lhonneur un nouveau personnel (bouquetières et artistes florales), nous en apprennent davantage que les nomenclatures ou les essais sur la façon dont sont « habités » ces lieux de sociabilité, ces espaces intimes, et sur celle dont ces codes symboliques sont pratiqués. Aussi bien sinterroge-t-on dans ce volume, qui ne vise à nulle exhaustivité, sur la partition entre parcs et jardins, sur lopposition de la ville et de la campagne, sur les notions dordre et de désordre, de limite et de fusion, sur le concept dintimité dans la sphère privée ou de démocratisation dans le domaine public. Dans loptique qui est la nôtre, le jardin est plus quun simple thème, il est conçu comme un objet spéculatif et conceptuel, qui permet de penser ou de repenser les genres et les esthétiques. On trouvera donc aussi bien des entrées par auteur, lieu, ou par nom de fleur, que des articles sur les contes, les fables ou lidylle, le domaine pictural ou musical.
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Empire of Pleasures presents an evocative survey of the sensory culture of the Roman Empire, showing how the Romans themselves depicted their food, wine and entertainments in literature and in art.This fascinating journey envelops the reader in a world devoted to the titillation and fulfilment of the senses, allowing them to recapture the Empire as it was sensed and imagined by those who lived in it. It will fascinate and entrance anyone with a love of the classical world
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