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Gli Articoli di Smalcalda o Articoli di Schmalkald (in lingua tedesca Schmalkaldische Artikel) sono una sintesi di dottrina luterana, scritta da Martin Lutero nel dicembre 1536, per una riunione della Lega di Smalcalda del febbraio 1537, in preparazione per un Concilio ecumenico previsto della Chiesa Cattolica. Essi contengono in particolare un'elencazione degli insegnamenti e delle pratiche della Chiesa Cattolica Romana che i luterani rifiutano. Gli argomenti sono Redenzione, Messa, papato, Venerazione delle reliquie, le indulgenze e argomenti simili. Il linguaggio è chiaro e comprensibile. Gli Articoli di Smalcalda sono stati firmati da 43 studiosi importanti, tra gli altri, Filippo Melantone, Johannes Bugenhagen, Johannes Agricola, Justus Jonas e Georg Helt.
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I Concili e la Chiesa è un chiarimento storico-teologico rivolto agli evangelici, sullo sfondo di una cristianità lacerata, in merito al dibattito su quel concilio di riforma promesso ma al contempo osteggiato da Roma in cui all'epoca Lutero non sperava più. Che cos'è un concilio? In che misura vincola i credenti? E, più in generale, quale peso va attribuito alla tradizione ecclesiastica all'interno della fede? Per rispondere a questi interrogativi, Lutero considera i Padri della chiesa, esamina i quattro "concili principali", ossia Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia, e conclude con una sintesi di ecclesiologia imperniata sulle caratteristiche costitutive della chiesa cristiana, le notae ecclesiae. Nonostante la complessità delle questioni analizzate, la posizione di Lutero conserva una fondamentale coerenza, il cui fulcro è costituito dal ruolo fondante della "Parola di Dio": solo a partire dall'annuncio della salvezza nascosta nella croce è infatti possibile distinguere l'essenziale della fede dagli elementi accessori e valorizzare le diverse tradizioni delle chiese senza diventarne prigionieri affinché «restino tanto leggere, che non le si senta».
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Il volume presenta un collettivo lavoro di ricerca, pluriennale e interdisciplinare, sul significato del Concilio Vaticano I nella storia contemporanea. I saggi di trentasei studiosi di differenti Paesi consentono di collocare le tematiche conciliari nel contesto storico dei profondi mutamenti culturali, ecclesiali, teologici, filosofici, sociali e politici della modernità ottocentesca. Giovandosi di distinti apporti disciplinari e sensibilità scientifiche, l'opera affronta il rapporto del concilio con la modernità sotto tre principali profili: l'interazione della Chiesa con i moderni processi sociali e istituzionali che sollecitarono l'iniziativa conciliare; l'esigenza pontificia e dei padri conciliari di una collegiale comprensione delle minacce che parvero incombere sulla comunità cattolica e di giungere a formulare proposte positive per vitalizzare il cattolicesimo nella società moderna; la percezione e la ricezione dell'evento conciliare dal Vaticano I al Vaticano II, ripensando i rapporti con gli Stati e ridando dinamismo (come istituzione e come formazione sociale) al corpo ecclesiale nella società post-rivoluzionaria. Individuare nel Concilio Vaticano I una tappa importante nel confronto della Santa Sede con la modernità significa, così, ridisegnare periodizzazioni e quadri interpretativi di ampio respiro.
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Lutero redasse questo breve trattato, di intento conciliativo, quando già conosceva la bolla Exsurge Domine con cui Leone X gli intimava la ritrattazione delle sue tesi, pena la scomunica. Nulla di tale conflitto traspare tuttavia dalle sue pagine, in cui si parla unicamente della fede come radice della libertà e dell'amore come spazio in cui viverla. Tra le più limpide e alte espressioni del pensiero luterano nonché del messaggio della Riforma, la Libertà del cristiano è probabilmente lo scritto di Lutero che più ha influenzato le coscienze e la storia, non solo cristiana, dell'Occidente.
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This collection brings together lawyers and theologians in the U.S. and Europe to reflect on Lutheran understandings of the political use of the law by secular governments. The book furthers the intellectual conversation about how Lutheran insights can be used to develop jurisprudence and specific solutions to legal issues in which there is strong conflict. It presents the basic theological and interpretive assumptions of the Lutheran tradition as they may inform the creation of legislation and judicial interpretation at local, national and international levels. The authors explore Luther’s conception of the foundations of modern secular law and understanding of vocation. The work discusses the application of Lutheran theological principles to contemporary issues such as the war on terror, native land rights, property law, family law, church and state, medical experimentation, and the criminal law of rape, providing ethical insights for lawyers and lawmakers.
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«I contributi raccolti in questo volume per il 70º genetliaco di mons. Libero Gerosa non solo costituiscono una eloquente testimonianza della stima e dell'amicizia di coloro che, colleghi collaboratori discepoli o semplicemente amici, condividono con lui la passione per il Diritto canonico, ma dimostrano inconfutabilmente l'ampiezza del ruolo che questa disciplina è in grado di svolgere a servizio della Chiesa e della Società. Con la fondazione dell'Istituto Internazionale di Diritto Canonico e Diritto Comparato delle Religioni nel 2001, mons. Gerosa ha arricchito la Facoltà di Teologia di Lugano, di cui è stato Rettore per due mandati dal 2000 al 2008, di un centro di studi di fama internazionale. Alla scuola di mons. Eugenio Corecco, canonista lui stesso,Vescovo di Lugano e Fondatore della Facoltà di Teologia, l'Istituto DiReCom, sapientemente diretto fino ad oggi da mons. Gerosa, ha grandemente contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del Diritto canonico come disciplina teologica indispensabile alla concretizzazione della missione della comunità ecclesiale, formando in tal senso numerosi allievi provenienti da molti paesi. Inoltre, con una coraggiosa e geniale interpretazione dei segni dei tempi, mons. Gerosa ha saputo volgere lo sguardo al di là dei limiti confessionali: aprendo gli studi alla dimensione giuridica delle religioni in quanto tali ha mostrato come il Diritto canonico possa essere motore di ricerche interdisciplinari a tutto campo e contribuire così al dialogo interreligioso e alla costruzione di una convivenza civile giusta e rispettosa. La Facoltà di Teologia di Lugano, cui associo i miei sentimenti personali, è grata e fiera dell'impegno e del successo di questo suo amato Collega e Maestro, ed è unanime nell'augurare ancora numerosi anni di proficuo e sereno lavoro». (Prof. Dr. René Roux Rettore della FTL)
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