Ultimi arrivi

Nel volume si analizza la materia dei contratti bancari, anche a seguito delle novità introdotte dalle recenti discipline in materia di: contratti di credito immobiliare ai consumatori (d.lgs. n. 72 del 2016), servizi di pagamento (d.lgs. n. 218/2017), attuazione della MIFID II (d.lgs. 129/2017), interventi di sostegno alle piccole e medie imprese nella crisi da pandemia (d.l. 43/20 c.d. “liquidità”, conv. in l. 40/2020), antiriciclaggio (d.lgs. 125/2019), revisione della disciplina del sistema stragiudiziale delle controversie denominato Arbitro Bancario Finanziario (Delibera Cicr del 20/7/2020 e disposizioni della Banca d’Italia del 12/8/2020). L'analisi si concentra su vari aspetti: rapporti dei contratti bancari con la disciplina della concorrenza e del mercato; tematiche della trasparenza; antiriciclaggio; rapporti che hanno come protagonista il consumatore della contrattazione on line; nuovi scenari di “fintech”. Sono quindi indagate le diverse operazioni bancarie, da quelle tradizionali di raccolta del risparmio e di esercizio del credito fino a quelle ricomprese nella categoria dei cc.dd. servizi bancari. Ampia è la trattazione riservata alla disciplina dei crediti speciali e a peculiari forme di finanziamento, nonché alle disposizioni di derivazione comunitaria come quelle in tema di credito al consumo, di credito immobiliare ai consumatori, ai servizi di pagamento. Particolare attenzione è dedicata a talune forme di garanzia, tipiche della prassi bancaria e ai nuovi “marciani” e ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie.
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Authoritarian populist parties have advanced in many countries, and entered government in states as diverse as Austria, Italy, the Netherlands, Poland, and Switzerland. Even small parties can still shift the policy agenda, as demonstrated by UKIP's role in catalyzing Brexit. Drawing on new evidence, this book advances a general theory why the silent revolution in values triggered a backlash fuelling support for authoritarian-populist parties and leaders in the US and Europe. The conclusion highlights the dangers of this development and what could be done to mitigate the risks to liberal democracy.
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La pandemia ha reso maggiormente evidenti le numerose vulnerabilità dei territori italiani. Proprio per questo il Rapporto sull'economia dei territori, il primo dell'Osservatorio D4I - realizzato dal gruppo Impact della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Intesa Sanpaolo per monitorare l'evoluzione del nostro Paese - si è concentrato sull'impatto socioeconomico del Covid-19. Il volume è articolato in tre parti. La prima parte definisce il quadro concettuale e metodologico del progetto e riassume i principali risultati ottenuti. La seconda parte approfondisce le conseguenze economiche generate nei territori italiani dalla pandemia, affiancando all'analisi a livello nazionale e regionale delle variabili macroeconomiche più tradizionali anche indicatori legati alla mobilità. La terza parte, infine, si pone l'obiettivo di analizzare come le caratteristiche strutturali dei diversi territori li rendano più o meno pronti per le sfide che il new normal pone. Chiude il volume un quadro di sintesi che fornisce un primo posizionamento dei territori rispetto alle dimensioni che, nell'approccio di D4I, ne determinano la resilienza: la coesione sociale, la sostenibilità ambientale e la sicurezza territoriale, la solidità economica.
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Il Parmigiano Reggiano più simile a quello creato tanti secoli fa dalla sapienza dei monaci emiliani? È il Parmesan prodotto nel Wisconsin, in USA. E quella meraviglia dolce e succosa, coccolata dal sole e dall'aria della Sicilia, che si chiama pomodoro di Pachino? È un ibrido prodotto in laboratorio da una multinazionale israeliana delle sementi. Per non dire del Marsala: fu inventato, commercializzato e prodotto su larga scala da un commerciante inglese che aggiunse alcool al vino al solo scopo di conservarlo meglio durante il trasporto verso la madrepatria. E tutto quel gran sbattersi per definire il vino DOC, DOP o IPG in base a presunte e millenarie tradizioni dei vigneti? Un nobile intento che però finge di non sapere che nella seconda metà del 1800 un parassita distrusse tutte le vigne presenti sul territorio italiano ed europeo. Dovendo ripartire da zero, i nostri viticoltori usarono obbligatoriamente viti non autoctone e innesti vari. Alberto Grandi, professore dell'Università di Parma, svela quanto marketing ci sia dietro lo strepitoso successo dell'industria gastronomica italiana. I tantissimi prodotti tipici italiani, gran parte dei piatti e la stessa dieta mediterranea sono buonissimi, ma le leggende di storia e sapienza che li accompagnano sono invenzioni molto più recenti, scaturite dalla crisi industriale degli anni Settanta: è in quel momento che imprenditori e coltivatori italiani si alleano per inventare una presunta tradizione millenaria del nostro cibo e il conseguente storytelling per sostenerla. «Denominazione di Origine Inventata» è un libro che farà arrabbiare - ma forse anche ragionare - tutti coloro che sono fideisticamente innamorati del grande mito della tipicità italiana.
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Il volume affronta il tema dell’effettività delle regole e delle decisioni amministrative quale elemento fondante dello stato di diritto. Come il contesto pandemico e il PNRR hanno messo in evidenza, decisioni e regole effettive sono essenziali per costruire relazioni di fiducia tra cittadini e istituzioni. Ma per conseguire maggiore effettività occorre oggi un profondo ripensamento dell’organizzazione e dell’attività amministrativa: processi decisionali basati su evidenze empiriche, attenzione agli individui reali (stakeholders e decisori pubblici), verifica dei risultati raggiunti e supporto di cittadini e imprese, uso consapevole delle nuove tecnologie. Attraverso la lente dell’effettività gli autori rileggono cruciali sistemi di regolazione amministrativa quali la fiscalità, l’ordine pubblico e la sanità: una ricognizione preziosa e attuale per gli studenti che a diversi livelli affrontano insegnamenti di diritto amministrativo sostanziale, ma anche per i funzionari pubblici e gli amministratori che si interrogano sullo svolgimento delle loro funzioni.
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Il volume raccoglie 62 pronunce che rappresentano significativamente i principi fondamentali, gli istituti e le regole del diritto amministrativo sostanziale e processuale; fornendo - anzitutto agli studenti - uno strumento che consente di cogliere la sostanza di quanto nei manuali viene descritto in termini generali e, in definitiva, i modi concreti in cui il diritto amministrativo opera e interviene sulle situazioni reali. La suddivisione degli argomenti ricalca, in via di massima, lo schema seguito nelle trattazioni manualistiche. Per ogni argomento si esaminano una o due decisioni, rese in sede giurisdizionale o anche consultiva. La struttura di ciascun contributo è così articolata: il quadro generale; la vicenda; la sentenza o il parere; il commento; la bibliografia di riferimento. Nei contributi in cui vengono esaminate due decisioni, lo schema "la vicenda - la sentenza (o il parere) - il commento" si ripete per entrambe. IL QUADRO GENERALE tende precisamente a collocare la singola pronuncia nel contesto dei principi e delle regole che la riguardano, anche con rinvio ad essenziali riferimenti di dottrina. Segue, quindi, LA VICENDA, vale a dire la descrizione dei fatti da cui trae origine la controversia. I fatti sono talora noti, riferendosi a vicende importanti, oggetto di attenzione da parte dei media; in altri casi, sono invece eventi di minore importanza, capitati a cittadini comuni in circostanze ordinarie. Si tratta, comunque, di casi che si presentano particolarmente idonei ad evidenziare profili rilevanti del diritto amministrativo. Nella parte concernente LA SENTENZA o IL PARERE, poi, viene riportato un estratto della pronuncia del giudice (Consiglio di Stato, T.A.R., Cassazione, Corte costituzionale) che risolve la questione. Infine, IL COMMENTO tende a fornire qualche elemento per collocare la pronuncia nel contesto più generale della giurisprudenza, segnalando se l'orientamento adottato si presenti, rispetto ai precedenti, pacifico o quanto meno prevalente, o se sia all'opposto minoritario o, ancora, se si tratti di un caso privo di precedenti. Al termine di ogni contributo, nella BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO è fornito un elenco essenziale delle opere bibliografiche richiamate nel testo, secondo il modello di citazione "all'americana".
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La mancata costituzionalizzazione di una emergenza ha indotto la letteratura giuridica ad interrogarsi circa l'aspetto del fondamento e delle modalità tramite le quali viene esercitato il "Potere" e quali siano le caratteristiche e la sembianza di quest'ultimo durante la vigenza di una situazione emergenziale. Se questa riflessione dottrinale risulta essere corretta, è altrettanto necessario evidenziare che la stessa Carta costituzionale italiana disciplina talune situazioni straordinarie e speciali per effetto di una disciplina specifica. L'aspetto saliente che emerge dal lavoro attiene alla considerazione che l'impianto emergenziale dovrebbe allinearsi, almeno secondo la disciplina che si rinviene nella Costituzione italiana, al concetto stesso di democrazia, amalgamandosi anche con quest'ultimo: il potere dell'emergenza, in altri termini, per essere riconosciuto come legittimo, deve essere esercitato all'interno del concetto di legalità per consentire l'espulsione dalla discussione politica di qualunque ideologia che sia contraria all'assetto democratico. L'"epifania" di un'emergenza sanitaria - la quale, appalesandosi nella sua dinamica dettata dalla natura, diventa anche fenomeno giuridico - si innesta in un terreno gius-pubblicistico già connotato da una endemica crisi delle fonti del diritto.
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Il manuale "Diritto della sicurezza sociale" oltre all'esposizione dei principi generali del sistema previdenziale e assistenziale ispirati all'idea della sicurezza sociale e della tendenza alla completa attuazione di quest'ultima, riferisce la disciplina legislativa delle varie forme di tutela previdenziale e la relativa problematica tenendo conto delle soluzioni date dalla giurisprudenza costituzionale e ordinaria. Il manuale, dunque, tiene conto, da un lato, della tendenza alla universalizzazione della tutela destinata a realizzare, in attuazione del principio costituzionale di solidarietà (secondo comma dell'art. 3 Cost.), la liberazione dal bisogno anche per chi non è lavoratore al fine di garantire lo sviluppo della persona umana e l'effettivo godimento dei diritti civili e politici. D'altro lato, il manuale si caratterizza per essere opera destinata agli studenti, utile però anche agli operatori del diritto, ma non si limita a rendere conto della disciplina legislativa nella sua costante evoluzione e della giurisprudenza. Ed infatti, propone anche una ricostruzione concettuale dei singoli istituti nel tentativo di superare la farraginosa complessità della legislazione per fornire quelli che potrebbero essere strumenti utili alla sua interpretazione. A ciò si aggiunga che il manuale è arricchito da riferimenti bibliografici utili non solo agli studenti che hanno interesse ad un approfondimento critico di istituti particolari, ma anche per quanti sono impegnati nella redazione di tesi e di tesine. Edizione interamente riveduta e aggiornata, anche alla luce delle novità del d.lgs. 21 dicembre 2021, n. 230 e della legge di Bilancio 2022 (l. 30 dicembre 2021, n. 234).
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Il volume rappresenta un efficace strumento di comprensione dei fondamenti del complesso diritto vivente delle amministrazioni pubbliche. La nuova edizione propone un itinerario didattico rinnovato e si aggiorna agli ultimi sviluppi della materia. Le frequenti esemplificazioni, i riferimenti ai testi normativi e alla giurisprudenza, unitamente ad un'ampia bibliografia, fanno del manuale anche una base solida per nuove e diverse vie di approfondimento. L'edizione digitale offre infine risorse che agevolano una fruizione personalizzata del testo.
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