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Political psychology is a dynamic subfield at the intersection of psychology and political science. The specific relationship between politics and social psychology has been steadily evolving in recent years, making it a compelling and exciting area of study. The chapters in this reader were written by leading scholars in the areas of political science and social psychology. Both contemporary and classic articles are compiled, demonstrating the ever-changing nature of political psychology and offering comprehensive coverage of social psychological research into the processes that have governed local and global affairs in the postmodern world. Topics covered include authoritarianism, political leadership, public opinion, decision-making, prejudice, intergroup relations, terrorism, and revolution.
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Respinta la tradizionale concezione «strutturalista», che voleva i precetti formali osservati solo in quanto «dati», cosí come la piú moderna teoresi «neo-formalista», che viceversa tende, almeno nella sua versione meno evoluta, a sovraccaricare i vestimenta di «funzioni» a questi non pienamente co-essenziali, il volume, facendo leva sull'argomento storico, getta le basi per un rinnovato esame del formalismo testamentario, additando due direttrici epistemologiche trans-epocali e inter-agenti: l'una - «esterna» - volta a marcare le peculiarità dell'atto mortis causa rispetto alle diverse figure negoziali; l'altra - «interna» - preordinata invece ad evitare qualsivoglia cesura tra il «contenente» le ultime volontà e il loro mutevole «contenuto».
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Il volume si occupa del decreto ministeriale n. 106/2020 sul funzionamento del Registro unico nazionale del terzo settore, di cui offre un ampio e approfondito commento per articoli affidati a professionisti ed accademici specializzati nella materia. Il decreto costituisce un atto di fondamentale importanza per il terzo settore e il suo diritto. Esso è infatti destinato ad influenzare notevolmente l'esistenza quotidiana degli enti del terzo settore, soprattutto nei loro rapporti con gli uffici pubblici che gestiscono il Registro. Da qui la necessità di dedicare ampio spazio all'esegesi delle sue disposizioni anche in rapporto alle norme del Codice del terzo settore. Per questa ragione, il volume non offre ai lettori soltanto un'analisi attenta del decreto ministeriale in oggetto, ma consente altresì di affrontare, in prospettiva sistematica, delicate questioni che l'interpretazione ed applicazione del nuovo diritto pone quotidianamente agli enti del terzo settore. Tra le principali, come ci si iscrive al RUNTS, quali sono gli effetti dell'iscrizione, come si mantiene la qualifica di ETS, come ci si relazione con gli Uffici del RUNTS.
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This comprehensive book adopts a nuanced yet straightforward approach to analysing the complex phenomenon of international tax competition. Using the ongoing international efforts of the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) and the European Union (EU) as a basis for its analysis, it explores the mixed effects of tax competition and offers an effective approach that takes account of the asymmetrical global context. Providing a history of the OECD’s work on tax competition to date, Chidozie George Chukwudumogu argues against conventional efforts to merely restrict international tax competition, putting forward a wide regulatory approach that is more appropriate and considerate of the inequality of the states involved. The author further explains and simplifies complex terms and principles of international tax policy, demystifies common assumptions about tax competition, and identifies commonalities beyond the often polarizing debates on the topic. The Regulation of Tax Competition will be a crucial resource for academics, researchers and students with an interest in international tax law and policy. Policymakers in both international organisations such as the OECD and EU and in national governments will also benefit from awareness of the arguments explored in this book.
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Alors que l’on croyait en avoir fini avec le fait religieux sous la poussée d’une modernité occidentale qui semblait en avoir fortement réduit l’impact social, la religion occupe à nouveau une place centrale dans l’actualité française. Au cœur de discussions et polémiques, elle figure également à l’agenda politique, les autorités publiques cherchant à redéfinir aussi bien les conditions d’exercice de la liberté religieuse et ses limites que le point d’équilibre à trouver pour garantir la neutralité religieuse de l’État dans la société. Dans ce contexte, les diverses religions relisent leurs traditions et l’actualisent, suscitant des réactions diverses en leur sein.Cet ouvrage présente les données les plus actuelles sur les reconfigurations contemporaines du religieux en France : net décrochage du catholicisme, progression des « sans religion », pluralisation accentuée, essor de certaines croyances, brouillage des frontières entre religieux et non-religieux… Congédiant l’idée selon laquelle plus de modernité signifierait moins de religion, il vient également montrer que, bien au contraire, l’ultramodernité contemporaine, pénétrée d’incertitudes, entraîne de profonds bouleversements du religieux qui ont des conséquences politiques, sociales et culturelles dont on ne mesure pas encore suffisamment l’ampleur.
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La predisposizione di una disciplina sulle scelte di fine-vita per pazienti affetti da patologie irreversibili - terminali o meno - che sia condivisa da tutti si connota per una particolare complessità. Ad imporre una riflessione profonda non partecipa solo il rango dei diritti che devono ricondursi ad armonia, ma anche la circostanza che il modus di concepire tali diritti coinvolge le più intime sfere della coscienza. Occorre, allora, evitare esasperazioni emotive e tendere ad una soluzione che appaia soddisfacente sotto il profilo dogmatico e politico-criminale. Dunque, la rigidità della disciplina sulla tutela penale della vita, prevista dal codice del 1930, negli articoli 579 e 580 c.p., deve ripensarsi alla luce delle mutate esigenze della realtà e dell'evoluzione della coscienza sociale, recepite, seppur parzialmente, dalla legge in materia di disposizioni anticipate di trattamento, n. 219 del 2017. Non solo va considerata la trasformazione del retroterra culturale e giuridico, di cui è espressione la Costituzione del 1948, ma anche che le conquiste del progresso medico-scientifico consentono oggi un prolungamento della vita umana ben oltre i limiti che il legislatore del 1930 avrebbe potuto immaginare e che determinano, finanche, un mutamento delle concezioni di vita e di morte. Da un lato, è la medicina ad indurci - consentendo uno straordinario rallentamento dell'esito infausto delle patologie terminali - a concepire la morte come processo oltre che come evento; dall'altro, è la centralità della persona nell'ordinamento a negare cittadinanza ad un dovere di vivere ad ogni costo di sofferenza e a restituirci una rinnovata importanza della dimensione biografica della vita rispetto a quella biologica, riconoscendo il valore dell'atto di chi ne disponga per preservare l'integrità della propria coscienza nei confronti di sé stesso e nel ricordo che, di sé stesso, lascia. Così, nell'attuale panorama normativo il riconoscimento del diritto dell'ammalato ad autodeterminarsi nella morte rivendica il proprio spazio sia, sul piano dei diritti del singolo, come libera espressione della personalità individuale, sia, sul piano dei doveri collettivi di solidarietà, come rifiuto dell'abbandono sociale della sofferenza.
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Con la legge 26 novembre 2021, n. 206 ("Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”) il Parlamento ha delegato all'esecutivo una penetrante riforma del processo civile di cui certamente la materia familiare e minorile è stata resa destinataria degli interventi di maggior rilievo, che hanno interessato non solo i profili relativi al rito, ma anche il delicato tema ordinamentale costituito dal superamento del dualismo degli organi giurisdizionali attualmente impegnati e dall’introduzione del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Il volume raccoglie vari contributi di Autori impegnati nella ricerca, con l’occhio vigile ai problemi applicativi presenti nel passato e nel presente, esaurendo le varie aree tematiche interessate dalla riforma del processo contenzioso e delle vie alternative alla giurisdizione (la competenza, l’atto introduttivo e le preclusioni, la domanda riconvenzionale di divorzio, il curatore speciale del minore, le misure provvisorie, i poteri del giudice, l’epilogo del giudizio, l’attuazione delle misure, l’appello e il ricorso per cassazione, il procedimento sulla responsabilità genitoriale, il procedimento speciale di convalida ex art. 403 c.c., il rilievo della violenza nel processo, il coordinatore genitoriale, i servizi socio assistenziali, la negoziazione assistita e la mediazione familiare, la separazione e il divorzio condiviso), nonché in apertura, un’introduzione generale alla legge delega e, in chiusura, un capitolo dedicato al tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Una trattazione essenziale per la comprensione della riforma, in attesa degli articolati che saranno introdotti dai futuri decreti legislativi.
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En 1681 Carlos II autorizó la impresión de la recopilación de las Leyes de Indias. Constaban de 9 libros en 4 tomos que compilaron las fuentes del derecho de indias por materias, con arreglo a un criterio cronológico. Una compilación como ésta generó problemas porque envejeció con rapidez; en 1714 el Consejo de Indias advirtió a Felipe V que, por el volumen de la obra legislativa, se debían añadir dos libros más, y que existía confusión sobre la prelación de fuentes y sobre el derecho vigente. El 9 de mayo de 1776 Carlos III ordenó la formación de un Nuevo Código de Indias que se conoce como la Segunda Carolina. La Corona designó una Junta de Ministros- Consejeros que, entre 1776 y 1820, tuvo 4 secretarios. Sobre sus métodos de trabajo, procedimiento de toma de decisiones y sobre las biografías y semblanzas de los 4 secretarios trata la magna obra de José María Vallejo García Hevia, en tres tomos y con un extenso apéndice documental, con un total de más de 2.000 páginas. El trabajo expone cómo en 1792 Carlos IV promulgó el Libro I, pero no permitió publicarlo. Este Libro trataba de cuestiones eclesiásticas desde una perspectiva de defensa de las regalías de la corona, y el autor entiende que la no publicación obedeció a un deseo de no provocar el enfrentamiento con la iglesia. En 1799 la Junta cesó en sus funciones, y las retomó entre 1815-1820 cuando ya se había iniciado el proceso emancipador.Church and Crown.
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Esule nel 1580 dall'Italia per motivi religiosi, Alberico Gentili (San Ginesio 1552 - Londra 1608) viene nominato da Elisabetta I regius professor di civil law a Oxford nel 1587. Risalgono agli anni 1582-83, subito dopo la pubblicazione della sua prima opera, alcuni dissensi con Jean Hotman e con gli ambienti umanistici inglesi: dissensi che sono destinati a cessare in ragione delle sue successive scelte metodologiche. Il rapporto fra diritto, teologia e religione e l'individuazione degli ambiti di competenza del teologo e del giurista sono i principali argomenti oggetto di dibattito, in un'epoca segnata da una forte intolleranza religiosa. Temi e problemi che emergono, nel ventennio 1585-1605, dalle opere a stampa e manoscritte, da alcuni testi autografi e dall'epistolario, in parte inedito, intercorso fra il giurista italiano e il teologo puritano.
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Il lungo dibattito dottrinale e giurisprudenziale sul modello claims made, rappresenta una lente privilegiata per osservare l'evoluzione dei modelli contrattuali assicurativi a fronte di danni completamente nuovi nel panorama risarcitorio. I numerosi dubbi sollevati a più riprese sulla validità, meritevolezza o adeguatezza della clausola sembrano testimoniare la volontà di reagire negativamente ad un sistema nuovo, non incasellabile nelle categorie tradizionali, e palesano l'esistenza di divergenze ancora attuali in merito alla definizione dei concetti fondanti del diritto delle assicurazioni di responsabilità civile. In particolare, i dubbi più difficili da fugare sono quelli relativi alla definizione del concetto di sinistro, nozione che nel lavoro è oggetto di una rilettura alla luce delle nuove esigenze fattuali.
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