Ultimi arrivi

Le acquisizioni societarie costituiscono un argomento vasto ed affascinante: quasi sempre al centro di articolate architetture finanziarie. È una materia, per sua natura, interdisciplinare. Intorno al tavolo della trattative, almeno di quelle più variegate, si siedono in molti: dagli avvocati (chiamati a negoziare le varie clausole) alle società di revisione, ai dottori commercialisti (per i profili più squisitamente contabili e di finanza); dai tributaristi, magari esperti di fiscalità internazionale, ai consulenti del lavoro (per i temi concernenti il personale); dagli istituti bancari, coinvolti per finanziare l'operazione, agli esperti di diritto antitrust, trattandosi di un'operazione di concentrazione. L'eterogeneità del tema è confermata dalla presenza sia di studiosi appartenenti a differenti ambiti disciplinari (il diritto commerciale, il diritto privato comparato, il diritto dell'economia, il diritto tributario, il diritto del lavoro e il diritto processuale civile), sia di valenti professionisti portatori di competenze diverse (avvocati, notai, dottori commercialisti, partners di società di revisione, giuristi d'impresa). Le variegate sfaccettature delle operazioni di acquisizione societaria sono trattate in modo approfondito, ma concreto, con un puntuale e costante riferimento alle clausole contrattuali elaborate dalla prassi.
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Est-il possible d’évoquer les sciences sociales au Maghreb en faisant l’impasse sur Berque, Bourdieu, Geertz et Gellner qui ont, chacun à sa manière, tenté de comprendre le fait social maghrébin dans sa totalité anthropologique. Cette vision a constitué une rupture avec la perception de leurs prédécesseurs et n’a pas manqué d’opérer une révolution symbolique dans les pratiques scientifiques dans les universités occidentales. Qu’en est-il de cet héritage dans les universités du Maghreb ? Des chercheurs de plusieurs régions sont conviés à discuter de l’apport de ces œuvres aujourd’hui datées mais qui n’ont pas épuisé leur pertinence, du fait de la dimension macro-sociologique qui témoigne de l’indifférenciation des pratiques sociales. On peut encore aujourd’hui mesurer l’incapacité du politique à s’émanciper de la religion et de l’économie à se débarrasser de la tutelle du politique. Les évolutions actuelles des sociétés maghrébines ont besoin d’éclairages divers qui renvoient non seulement à la compréhension du passé mais aussi à une possible projection dans l’avenir. De ce point de vue, le colloque de Lyon réunissant des chercheurs d’horizons divers (anthropologie de la culture, de la religion, du politique, etc…), ne clôture pas un cycle, mais s’inscrit dans une étape postérieure à l’œuvre de Bourdieu, de Geertz, de Gellner et de Berque, nécessaire pour penser les sociétés maghrébines dans leur historicité et leurs contradictions. Les interrogations demeurent cependant encore nombreuses et ouvertes tant sur le passé que sur le présent de cet univers, à la fois attaché à sa culture ancestrale et traversé par des courants politiques provenant autant de l’Occident que du monde musulman.
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Il libro affronta alcune delle questioni di maggiore interesse per professionisti (soprattutto avvocati e commercialisti), magistrati e consulenti d'impresa, ma può costituire anche un valido supporto per gli studenti nell'ambito della didattica universitaria avanzata. Si va infatti dai temi, attualissimi, della sostenibilità della gestione e della adeguatezza degli assetti aziendali all'analisi degli aspetti cruciali del nuovo diritto della crisi (composizione negoziata e concordati). Non mancano approfondite riflessioni sulle novità di diritto societario, mentre uno spazio particolare è riservato alla responsabilità della banca per concessione abusiva di credito, alla luce dei più recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali. Il volume si segnala, oltre che per la varietà dei problemi affrontati, per il taglio pratico dell'indagine, nonché per la notoria competenza degli autori, maturata soprattutto "sul campo".
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Simone Aliprandi esplora il tema della proprietà intellettuale nell’era dell’intelligenza artificiale generativa e di una nuova idea di creatività portata da questa dirompente tecnologia. Il libro si interroga sul concetto di autorialità e sulla possibilità che le macchine svolgano buona parte delle attività creative tradizionalmente riservate all’essere umano, lasciando quest’ultimo in un ruolo di mero controllore degli output. Attraverso un’interessante riflessione dottrinale, il commento di casi giurisprudenziali e l’analisi dei termini d’uso delle principali piattaforme, l’autore offre una panoramica delle principali problematiche emergenti in materia di diritto d’autore e tutela delle opere. Il libro, scritto con il consueto approccio divulgativo, è destinato non solo ai giuristi ma a tutti coloro che sono interessati alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale nel campo della creatività. Completano il tutto un’appendice di documenti e un’ampia bibliografia.
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Il libro raccoglie i risultati di cinque anni di ricerche etnografiche a San Siro, uno dei quartieri di edilizia residenziale pubblica più grandi di Milano. Lo studio muove da una concezione relazionale dello spazio urbano per interpretare la violenza strutturale che colpisce i margini del capoluogo lombardo, tra le pieghe delle retoriche del suo sviluppo, della sua "rinascenza" e della sua rigenerazione. Accanto a ragazzi di "seconda generazione", anziani "abbandonati", comitati in lotta, associazioni, politici e funzionari, Barrio San Siro sviluppa un'analisi multilivello che collega le pratiche quotidiane alle politiche locali, regionali e nazionali. Al pari di altri quartieri periferici milanesi, San Siro emerge - pagina dopo pagina - come una configurazione socio-spaziale multiculturale, al tempo stesso epitome di condizioni globali, incrocio di interessi divergenti di attori sociali e istituzionali, risultato di una storia locale sfociata in un presente post-fordista e neoliberale. Una narrazione critica e riflessiva, una monografia che, da un limite urbano, elabora la propria idea di antropologia della città.
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La biobanca quale raccolta di materiali biologici umani offre alla ricerca medica un numero fino a pochi anni orsono inimmaginabile di reperti omogenei per certe caratteristiche e di informazioni da essi desumibili. Talora, si pensi alle banche di sangue cordonale, offre altresì elementi che possono essere utilizzati in ambito terapeutico. Si tratta, quindi, di una risorsa caratterizzata da una peculiare finalizzazione solidaristica. Ma quanto essa mette a disposizione è straordinariamente delicato: perché se ne potrebbe far uso per gli scopi più diversi; perché è in grado di fornire conoscenze sensibili sulla salute del donatore e dei suoi consanguinei; perché potrebbe suscitare interesse da punti di vista del tutto differenti rispetto a quello sanitario. Gli elementi biologici umani sono espressione dell'identità di un individuo e ne portano i caratteri. Ciascuno, pertanto, ha il diritto e il dovere di sovrintendere al loro utilizzo, prestando il proprio consenso sulla base di un'adeguata identificazione dell'ambito di ricerca presente e futura (o di gestione per fini terapeutici) cui siano destinati o escludendo tipologie di utilizzo ritenute inaccettabili. Tale responsabilità non viene meno solo perché si renda irriconoscibile, mediante procedure di anonimizzazione, il rapporto tra un certo materiale biologico e l'individuo da cui proviene. Quel rapporto, del resto, deve poter essere ricostruito ai fini della comunicazione di dati che abbiano interesse sanitario...
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Gli ultimi anni del XX secolo hanno visto la fine dell'ordine politico, economico e sociale, che si era formato nell'immediato secondo dopoguerra. Forse quello che giunge a conclusione è un sistema storico più ampio, quello dell'Occidente industrializzato, o addirittura quello degli Stati nazionali. Attraverso un approccio storico comparato, gli autori combinano l'analisi storica, lo studio delle dinamiche economiche e finanziarie e del mutamento sociale, per ricostruire le analogie e le differenze tra la nostra epoca di transizione e due analoghe transizioni del passato: quella dall'egemonia olandese all'egemonia britannica nel XVIII secolo, e quella dall'egemonia britannica all'egemonia statunitense a cavallo tra XIX e XX secolo.
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La responsabilità di diritto civile ha la sua causalità giuridica. Questo significa che c’è una causalità civile, non tributaria della causalità penale. Alla costruzione della causalità civile vuole contribuire questo volume, mostrando come la causalità in quanto istituto giuridico serva il sistema di responsabilità di cui è parte, e la stessa grammatica della causalità civile dipenda e si costruisca su questa funzione. Questo libro si occupa anche dei problemi comuni alla causalità civile e alla causalità penale, e con alcune necessarie, e interessanti, incursioni della causalità tout court. L’esplorazione della causalità civile si risolve, inevitabilmente, in un percorso attraverso la responsabilità civile a partire dalla causalità, che mentre è plasmata dagli istituti giuridici, d’altro canto conferisce loro un’ossatura, una struttura. La causalità scientifica e lo scopo della norma emergeranno, così, come i pilastri su cui la causalità civile è costruita.
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Il Codice per la didattica e lo studio nasce con l’obiettivo di rendere più agevole e dinamica, per lo studente universitario, la simbiosi tra Manuale e Codice. La scelta qui operata è quella di offrire uno strumento che non si riduca a mera parafrasi degli articoli, ma ponga in evidenza i profili ed i problemi di maggior rilievo che connotano le disposizioni annotate. L’opera è fruibile anche da altri studiosi od operatori del diritto i quali cerchino uno strumento di pronta consultazione, utile nelle più diverse circostanze: nella preparazione concorsuale, nelle dinamiche dell’udienza o dell’attività professionale, in ogni occasione in cui l’esigenza di poter consultare un’opera agile e immediata renda questo Codice preferibile ad altri volumi dallo sviluppo più articolato.
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Il Codice, curato dal Prof. Cesare Glendi, è una raccolta ragionata di tutte le disposizioni normative relative al diritto processuale tributario e amministrativo, concepita per semplificare e migliorare la conoscenza degli addetti ai lavori (non solo avvocati ma di tutti i difensori abilitati). Una struttura semplice e maneggevole dove gli articoli di legge sono riportati per intero nei testi di volta in volta vigenti, gli articoli del D.Lgs. 5461992 sono corredati da segnalazioni di massime giurisprudenziali delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Il testo è completato da un ricco indice analitico che traccia una ampia trama di richiami, estesa a tutta la normativa di base e a quella complementare. Il volume è aggiornato con la ''Riforma Cartabia'' e con le misure previste dalla ''Tregua fiscale''.
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