Ultimi arrivi

Il teatro italiano conosce negli anni '60 un fiorire di iniziative e di sperimentazioni tutte nuove, tutte all'insegna di un rinnovamento radicale che investe non soltanto le forme e i contenuti, ma il modo stesso e i luoghi e le intenzioni del proporsi al pubblico. Dalle cantine romane al formarsi delle prime cooperative, alla creazione di circuiti alternativi e decentrati, fino ai tentativi dí incontro con le istituzioni (province, regioni), l'itinerario di un'evoluzione «difficile» si ricostruisce da sé, attraverso le testimonianze dirette, momento per momento, spettacolo per spettacolo, di quanti - a partire da Carmelo Bene - ne sono stati e ne sono protagonisti. Non dunque un ripensamento a posteriori o un tentativo di storicizzazione, ma la ricostruzione dall'interno, e fino allo ieri più immediato, di una vicenda quanto mai aperta e pniblematica.Carmelo Bene, Carlo Quartucci, Mario Ricci, Leo e Perla, il Teatro dei 101, la Comunità Teatrale dell'Emilia Romagna, Giancarlo Nannì, Carlo Cecchi, l'Ouroboros, Vasilicò, Memè Perlini, Giorgio Marini, il Carrozzone di Firenze, Remondi e Caporossi, Simone Carelia: ovvero l'avanguardia italiana dai tempi eroici e dissacranti dell'underground all'ultima negazione del teatro concettuale. E poi, «per un catalogo del teatro di ricerca», un'ampia documentazione degli altri gruppi più rappresentativi, estesa anch'essa dagli anni '60 fino alle nuove generazioni e alle ultimissime proposte. A completare il discorso, una serie di strumenti di consultazione, dal rendiconto dettagliato dell'attività di ciascun gruppo, all'identificazione di quegli spettacoli «altri», italiani e stranieri, che hanno costituito dei punti di riferimento per il Nuovo Teatro, alla ricostruzione bibliografica del discorso critico che si è sviluppato in questi anni.
Cerca a catalogo altri titoli simili
Il rigoroso libro storiografico traccia la parabola dell’influenza di questo sofisticato genere sulla produzione teatrale e cinematografica internazionale, negli anni a cavallo dei due conflitti mondiali. Una vicenda complessa, scandita dal successo senza precedenti di un gran numero di autori, per lo più ebrei, emigrati in seguito alla promulgazione delle leggi razziali. Dall’Ungheria agli Stati Uniti, all’Italia, dove domina la scena teatrale nel ventennio fascista, la commedia ungherese diventa ben presto un fenomeno storico di eccezionale portata, contribuendo in maniera determinante all’elaborazione di quel linguaggio “comico” internazionale che ha la sua punta di diamante nel magico tocco di Ernst Lubitsch
Cerca a catalogo altri titoli simili
"Il film parlato si sforza oggi di combinare scene visivamente mediocri ricche di dialogo con lo stile tradizionale e completamente diverso di una ricca azione muta. Rispetto all'epoca del muto si nota un'impressionante decadenza del livello artistico, sia nei film di media qualità che nelle opere di eccezione, e una tale tendenza non può essere totalmente attribuita alla sempre crescente industrializzazione. Può apparire sorprendente che si crei oggi un tale numero di opere fondate su un principio che rappresenta, se confrontato con le pure forme disponibili, un così radicale impoverimento artistico. Ma come meravigliarci di una tale contraddizione in un'epoca come la nostra in cui, anche sotto tanti altri aspetti, si vive una vita irreale senza riuscire a raggiungere la vera natura dell'uomo e delle manifestazioni che gli competono. Se nel cinema accadesse il contrario non sarebbe forse un'incoerenza magari felice, ma ancor più sorprendente? Possiamo tuttavia consolarci pensando che le forme ibride sono assolutamente instabili. Tendono a trasformarsi, passando dalla propria irrealtà a forme più pure, anche se questo significa tornare al passato. Al di là dei nostri tentativi e dei nostri errori esistono forze interiori che, alla lunga, permettono di superare cadute e deficienze, dirigendo l'operare umano verso la purezza del buono e del vero." Con uno scritto di Guido Aristarco
Cerca a catalogo altri titoli simili
Japan boasts one of the world's oldest, most vibrant and most influential performance traditions. This accessible and complete history provides a comprehensive overview of Japanese theatre and its continuing global influence. Written by eminent international scholars, it spans the full range of dance-theatre genres over the past fifteen hundred years, including noh theatre, bunraku puppet theatre, kabuki theatre, shingeki modern theatre, rakugo storytelling, vanguard butoh dance and media experimentation. The first part addresses traditional genres, their historical trajectories and performance conventions. Part II covers the spectrum of new genres since Meiji (1868–), and Parts III to VI provide discussions of playwriting, architecture, Shakespeare, and interculturalism, situating Japanese elements within their global theatrical context. Beautifully illustrated with photographs and prints, this history features interviews with key modern directors, an overview of historical scholarship in English and Japanese, and a timeline. A further reading list covers a range of multimedia resources to encourage further explorations
Cerca a catalogo altri titoli simili