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La tradizione mitologica dell'India è vasta e magnifica quanto il Paese in cui è nata, oltre cinquemila anni fa. È popolata da trentatré milioni di figure tra dèi, demoni e guerrieri, ma in realtà sono circa sessanta i personaggi che determinano la fisionomia del culto induista. Sono loro i protagonisti di queste affascinanti pagine dense di storia antica: misteriosi dei antropomorfi dalle molteplici braccia e feroci animali deificati che con decisioni e capricci plasmano il mondo degli uomini. I miti indiani non è solo un'antologia di testi interessanti e sconosciuti ai più, ma anche una finestra che guarda alle radici di un popolo e di una cultura remoti. È una guida inconsueta per chi, viaggiando in India, voglia appropriarsi in modo più intimo dell'anima di un Paese che Tiziano Terzani definiva "il punto di partenza di tutto. Dove il divino è nella quotidianità della gente, nei gesti". È uno strumento per avvicinarsi all'arte indiana, poiché ogni deità è presentata con una o più illustrazioni. È una lettura che offre spunti lontani, capaci di arricchire la nostra conoscenza interiore. Il volume, che si completa con un glossario e una raccolta di testi in sanscrito, è stato pubblicato per la priva volta nel 1982; e ancora oggi è uno dei testi più completi sul tema mai usciti in Italia e rappresenta la prova che la mitologia non è soltanto fantasia popolare, ma anche poesia e verità; è pensiero religioso, non pura e semplice idolatria
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Il primo, grande viaggiatore a percorrere i tracciati carovanieri della via della seta fu il monaco cinese Faxian, che si recò in India tra il 399 e il 414 alla ricerca dei sacri testi buddhisti. Partito da Chang’an con altri quattro monaci, raggiunse Dunhuang e successivamente, seguendo il tracciato meridionale della via carovaniera, transitò per Khotan attraversando quindi il Pamir: superate le Montagne Nevose, giunse infine nell’India settentrionale, dove visitò i principali centri buddhisti e si trattenne per cinque anni, trascorsi i quali fece ritorno in Cina per via mare, imbarcandosi a Ceylon e proseguendo poi alla volta di Giava e, infine, della Cina. Il suo viaggio è dunque di grande interesse perché fu in pratica il primo a compiere un itinerario completo via terra e via mare. Altri monaci seguirono le sue orme, recandosi in pellegrinaggio in India per visitare i luoghi sacri della predicazione del Buddha: tra tutti, il piú celebre è Xuanzang (602-664 d.C.), grande traduttore di testi buddhisti che viaggiò per oltre quindici anni tra l’Asia Centrale e l’India. Secondo i resoconti tradizionali Xuanzang, preparato da ottimi maestri, meravigliava i condiscepoli per il proprio sapere. Era già piuttosto famoso quando, avendo constatato che i testi disponibili contenevano notevoli divergenze, decise di recarsi in India per procurarsi direttamente le fonti originarie
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