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Indice: Capitolo I - L’editto relativo all’in ius vocare. 1. L’editto de in ius vocando. 2. Il divieto di in ius vocare de domo e la citazione di Aulo Ofilio (D. 47, 10, 23)3. In ius vocare sine permissu praetoris. 4. I rimedi contro i terzi (D. 2, 7, 2 e 4)5. Quadro conclusivo. - Capitolo II - L’editto de postulando. 1. I brani paolini riferibili al de postulando. Lenel alla controprova di Cuiacio, Rudorff e Kruger. 2. Excursus : le limitazioni alla postulatio stabilite dall’Editto. 3. D. 3, 2, 14. 3.1. Segue : il commento lemmatico di Paolo. 3.2. Segue : rettifica della collocazione leneliana di Paul. 5 ad ed. D. 50, 17, 109 (fr. 145 L.). 3.3. Segue : il curatore [i ]propter infirmitatem (D. 3, 1, 4). 4. Proposta ricostruttiva. - Indice delle fonti. - Indice degli autori
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Il volume assolve alla necessità di un codice aggiornato ed agile di Costituzioni, che sia utile per il docente ma soprattutto per il discente. L'obiettivo, infatti, è quello di incoraggiare gli studenti ad una lettura diretta dei testi costituzionali stranieri per compararli tra loro e con quello italiano, anche al fine di scoprire analogie e differenze. Nonostante la diversità delle loro origini e storie, le Costituzioni, specialmente quelle europee, condividono sempre più un patrimonio comune: le differenze lessicali degli articoli, la varietà delle proposizioni normative, la pluralità delle formule organizzative del potere, sono state infatti temperate dalla comunanza dei principi e valori costituzionali che, soprattutto con riferimento ai diritti fondamentali di libertà, orientano scelte e decisioni degli organi costituzionali. In questo volume sono stati selezionati i testi costituzionali secondo una convenienza didattica; abbiamo cioè scelto quelle Costituzioni che, tendenzialmente, sono di maggiore utilizzo nell'ambito di un corso di diritto pubblico comparato. Ad esse sono state aggiunte la Costituzione degli Stati Uniti d'America - punto di riferimento obbligato per il comparatista - nonché la storica Costituzione della Repubblica di Weimar, particolarmente significativa ai fini della comparazione, sia per l'aspetto della forma di governo, sia per i diritti e le libertà fondamentali.
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Il saggio che qui si presenta apprezza appieno la duplice dimensione del principio di capacità contributiva, sia come fondamento del prelievo e necessario raccordo tra fattispecie imponibile e soggettività tributaria, sia come strumento di governo per poter garantire i diritti sociali e la tutela dei valori contemplati dalla Costituzione attraverso la spesa pubblica. In questo ambito, affrontati i diversi temi della valenza giustificatrice e dell’apporto definitorio del principio di capacità contributiva nel campo dei tributi e ricostruiti gli orientamenti della dottrina e della giurisprudenza costituzionale, l’Autore affronta il delicato tema del raccordo tra art. 53 della Costituzione e della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che, come è noto, ha elevato a rango costituzionale il principio dell’equilibrio finanziario, impegnando i diversi soggetti attivi del prelievo (Governo centrale ed Enti territoriali). Più precisamente, il nuovo comma 1 dell’art. 97 Cost. richiede che tutte le amministrazioni pubbliche “in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”. Il nuovo art. 119 Cost. riconosce agli enti territoriali l’autonomia di entrata e di spesa seppure “nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci” e nella “osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.”.
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Il libro è stato pensato e scritto lasciandosi condurre dalla convinzione che, nella ricostruzione storico-giuridica, non siano solo le regole e i loro immediati contesti a costituire l’oggetto di una ricerca specialistica. Lo storico del diritto è, in fondo, un archeologo dei modelli istituzionali e questi si collocano, il più spesso criptati, dietro e sotto le regole o – è lo stesso – le nostre fonti giuridiche che costituiscono, nella maggioranza dei casi, gli unici dati di indagine. Ma una qualsiasi regola ha le sue ragioni socio-politiche, vicine o lontane, e il pieno intendimento di esse, come di un intero sistema, non può prescindere almeno dal tentarne l’individuazione. Nel libro si è provato di saggiare questo allargamento di prospettiva domandosi perché lo ius romanum abbia insistito, dall’inizio alla fine, nel riconoscimento della capacità patrimoniale della donna, laddove è evidentissimo il desiderio sociale di prescinderne, con la conseguente predisposizione di una molteplicità di rimedi giuridici volti a congelarla e quasi ad annientarla. In questa prospettiva si è ipotizzato che la capacità giuridica della donna costituisca una sorta di “rottame” di lungo corso, trasmesso ai romani fin dalla fondazione della città da antichissime culture preciviche e tollerata probabilmente per il noto conservatorismo istituzionale, a cui forse si aggiunge anche il modo complicato che il sistema romano classico aveva di essere, e di essere costruito, attraverso il modulo ricorrente della regola e della sua vanificazione mediante molteplici eccezioni, rese efficaci mediante complicati formalismi processuali. Questa capacità di facciata della donna romana sarà trasmessa anche alle esperienze successive dell’Europa continentale, e giungerà sino a noi anche se sarà corroborata da una progressiva immissione di realismo in connessione con l’emancipazione femminile avvenuta soprattutto nel Novecento. Quel modello, la donna capace – e non capace – si dimostra ancora radicato nella società e probabilmente esso esprime a livello giuridico una certa tipologia della relazione tra uomo e donna che assegna a quest’ultima, per dirla con la nostra Costituzione (art.37) una “essenziale funzione familiare”, nel contesto della quale essa sembra contare, anche per la società generale, per la sua funzione riproduttiva entro e per la famiglia. E’ un tratto che emerge con particolare durezza nel contesto della Roma antica; un tratto oggi attenuato, ma presente e determinante. L’invenzione e la costruzione di assetti sociali e, quindi, giuridici radicalmente alternativi a livello del rapporto tra maschile e femminile implica necessariamente il ripensamento del modo della funzione riproduttiva della donna.
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Il volume, aggiornato ai due Decreti Semplificazioni (D.L. 76/2020 convertito in L. 120/2020 e D.L. 77/2021 convertito in L. 108/2021), alla Legge Europea 2019-2020 (L. 238/2021), al Bando tipo n. 1 di ANAC (adottato con la Determinazione n. 773/2021), al Decreto Sostegni-ter (D.L. 4/2022 convertito in L. 25/2022), fornisce al lettore tutta la modulistica per poter attuare nuovi e vecchi istituti giuridici, nell’ambito delle procedure Aperte, Ristrette, Negoziate – tanto nel sopra soglia che nel sotto soglia, con riferimento al criterio del minor prezzo e dell’offerta economicamente più vantaggiosa – relative agli appalti di servizi e di forniture. Un focus specifico è dedicato alle procedure conseguenti al Decreto Semplificazioni II: affidamenti diretti sotto i 139.000 euro, affidamenti mediante procedure negoziate di valore pari a 139.000 euro sino a 214.999,99 euro, procedure finanziate con fondi del PNRR e PNC. Particolare attenzione è riservata alle procedure minori e ai micro-acquisti: affidamenti diretti sotto i 5.000 euro e affidamenti diretti sotto i 40.000 euro, anche mediante ODA del Mercato elettronico. La modulistica è completata da facsimili dedicati anche alle fasi di progettazione e programmazione dell’appalto, nonché dai modelli necessari per un esaustivo espletamento della procedura di gara nel rispetto degli obblighi di legge quali, ad esempio: anomalia dell’offerta, trasparenza, nomina della commissione di gara, nomina del Rup, comunicazione di aggiudicazione, comunicazione di non aggiudicazione, comunicazione di esclusione, verbali di gara e così via. Il formulario riporta inoltre i modelli riguardanti la fase di esecuzione dell’appalto, tra i quali: applicazione di penali, cessione del credito d’appalto, contestazione di grave inadempimento, recesso dal contratto, risoluzione, verifica di conformità e proroga contrattuale. Con riferimento alle procedure sotto soglia vengono rese disponibili, oltre al regolamento completo di delibera di approvazione, la modulistica per la creazione dell’albo dei fornitori e quella per la ricerca dell’operatore economico mediante pubblicazione dell’avviso di manifestazione di interesse. I modelli relativi a ciascuna procedura sono preceduti da una parte illustrativa/descrittiva (completa di relativa tabella riepilogativa) che ne delinea le principali peculiarità, nonché le disposizioni che disciplinano la preinformazione, le modalità di pubblicazione dei relativi bandi a livello nazionale ed europeo in caso di superamento della soglia comunitaria, le modalità di pubblicazione per gli appalti sotto soglia, le regole inerenti alla disponibilità elettronica della documentazione di gara, i tempi da accordare agli operatori economici per la presentazione delle offerte. Una flow chart riassuntiva ripercorre l’iter procedimentale di ciascuna procedura di aggiudicazione.
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Il presente manuale, aggiornato alle importanti novità introdotte dal “Decreto Semplificazioni II” (D.L. 31/05/2021, n. 77, convertito in Legge 29/07/2021, n. 108) e al Decreto “Misure urgenti in materia di crisi d’impresa” (D.L. 24/08/2021, n. 118), ha l’obiettivo di fornire al RUP una guida per il corretto svolgimento delle procedure d’appalto, sia quelle tradizionali sia quelle semplificate introdotte dal “Decreto Semplificazioni I” e successivamente integrate dal “Decreto Semplificazioni II”. Il “Decreto Semplificazioni II” è intervenuto a riformare la materia degli appalti pubblici con l’obiettivo di introdurre nuovi livelli di semplificazione, con particolare attenzione agli appalti finanziati con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e del PNC (Piano nazionale per gli investimenti complementari al medesimo PNRR). Il “Decreto Semplificazioni II” interviene inoltre a prorogare la maggior parte delle disposizioni introdotte dal primo Decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020, convertito in Legge 11/09/2020, n. 120) e anche a migliorare i livelli di trasparenza degli appalti e a risolvere nodi giuridici particolarmente problematici come quello relativo al limite del subappalto. L’opera, fornisce risposte a dubbi ed incertezze interpretative, suggerendo soluzioni per gestire le procedure di gara sotto soglia e sopra soglia comunitaria nel rispetto della nuova disciplina vigente. Gli argomenti trattati nel manuale sono articolati in tre parti che ripercorrono le fasi salienti dell’attività di approvvigionamento di una pubblica amministrazione. Nello specifico, la prima parte è dedicata agli adempimenti concernenti la fase di gara, la seconda all’eventuale richiesta di accesso agli atti e al possibile contenzioso che potrebbe insorgere tra imprese e stazione appaltante, la terza alle problematiche inerenti alla corretta gestione del contratto stipulato.Una particolare attenzione viene dedicata agli aspetti preparatori della gara, dato che gli stessi rivestono una rilevanza preponderante per un miglior successo dell’intera procedura di approvvigionamento. La trattazione degli argomenti è spesso corredata da schemi esemplificativi e riassuntivi.Il manuale, caratterizzato da un taglio fortemente operativo, contiene la modulistica necessaria per un esaustivo espletamento sia della procedura di gara tradizionale sia delle procedure introdotte dai due Decreti Semplificazioni e, in particolare, i modelli per gestire gli affidamenti diretti di valore inferiore a 139.000 euro e le procedure negoziate di valore pari a 139.000 euro fino al sotto soglia, appalti finanziati con i fondi del PNRR e PNC. La modulistica è suddivisa in singole sezioni, corrispondenti alle principali procedure che la stazione appaltante può decidere di intraprendere, e contiene, inoltre, i facsimili utilizzabili per assolvere gli oneri imposti dalle disposizioni di legge comuni a tutte le procedure d’appalto.
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Su Carl Schmitt giurista e filosofo "nazista" - per convinzione o per opportunismo - molto si è scritto, ancora negli ultimi anni. Poco, tuttavia, si è fatto per prendere sul serio, come merita nella sua drammaticità, il suo tentativo di pensare la novità che il nazismo avrebbe potuto presentare per la teoria del diritto e dello Stato. Non si tratta allora di "giudicare" Schmitt, di condannarlo o di riabilitarlo, di nazificarlo o di denazificarlo. Il presente volume intende, diversamente, fornire una ricostruzione analitica ed accurata del modo in cui egli aderì al nazionalsocialismo, del contesto in cui maturò tale decisione, dei compiti che assolse, della collaborazione che fornì, interrogando i testi schmittiani del periodo 1933-1934 non nel loro semplice coinvolgimento politico con il regime, ma in ciò che hanno tentato di pensare, poiché in essi proprio il nazismo è, in un certo senso, "in questione", e non è mai semplicemente un "fatto" cui aderire. La lettura di Schmitt deve allora poterci aiutare a ereditare le domande che, nel confronto con il nazionalsocialismo, egli ha affrontato, e che segnano ancora la nostra contemporaneità giuridica e po
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Le nuove tecnologie hanno determinato un cambiamento della vita individuale e delle relazioni sociali. Il loro impatto sul diritto, che è strettamente collegato all'esperienza umana, è stato inevitabile. Il presente volume - che rientra nell'attività di ricerca del Team «DIGITS (Data and Information in the Global Information-Tecnology Society: Rights, Liability and Remedies)» nell'ambito del Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Verona «Diritto, Cambiamenti e Tecnologie» e scaturisce dalla collaborazione con studiosi di varie Università italiane - indaga l'impatto delle nuove tecnologie sul diritto costituzionale, assumendo tre punti di osservazione. Il primo è quello della comunicazione, che è profondamente mutata con l'avvento di Internet. La rete ha, infatti, creato spazi di libertà e offerto opportunità inimmaginabili fino al secolo scorso. Tuttavia, essendo dominata dalle grandi multinazionali americane della tecnologia, rappresenta anche una minaccia per le libertà individuali e per la sovranità degli Stati. Di qui il problema - affrontato dagli autori - di una regolamentazione dei servizi digitali, anche con l'obiettivo di affermare una sovranità digitale europea. Il secondo è quello dei diritti, con riferimento, tra gli altri, al diritto al lavoro e al diritto allo studio, che nel corso della pandemia sono stati garantiti, per quanto possibile, proprio grazie all'impiego delle nuove tecnologie. Il terzo è quello dei processi decisionali nell'ambito della sfera pubblica, ragionando gli autori sul voto elettronico e sullo scenario futuribile di una democrazia diretta, oltre che sul possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale per le decisioni della Corte costituzionale.
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