Ultimi arrivi

La pandemia ha reso maggiormente evidenti le numerose vulnerabilità dei territori italiani. Proprio per questo il Rapporto sull'economia dei territori, il primo dell'Osservatorio D4I - realizzato dal gruppo Impact della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Intesa Sanpaolo per monitorare l'evoluzione del nostro Paese - si è concentrato sull'impatto socioeconomico del Covid-19. Il volume è articolato in tre parti. La prima parte definisce il quadro concettuale e metodologico del progetto e riassume i principali risultati ottenuti. La seconda parte approfondisce le conseguenze economiche generate nei territori italiani dalla pandemia, affiancando all'analisi a livello nazionale e regionale delle variabili macroeconomiche più tradizionali anche indicatori legati alla mobilità. La terza parte, infine, si pone l'obiettivo di analizzare come le caratteristiche strutturali dei diversi territori li rendano più o meno pronti per le sfide che il new normal pone. Chiude il volume un quadro di sintesi che fornisce un primo posizionamento dei territori rispetto alle dimensioni che, nell'approccio di D4I, ne determinano la resilienza: la coesione sociale, la sostenibilità ambientale e la sicurezza territoriale, la solidità economica.
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Il Parmigiano Reggiano più simile a quello creato tanti secoli fa dalla sapienza dei monaci emiliani? È il Parmesan prodotto nel Wisconsin, in USA. E quella meraviglia dolce e succosa, coccolata dal sole e dall'aria della Sicilia, che si chiama pomodoro di Pachino? È un ibrido prodotto in laboratorio da una multinazionale israeliana delle sementi. Per non dire del Marsala: fu inventato, commercializzato e prodotto su larga scala da un commerciante inglese che aggiunse alcool al vino al solo scopo di conservarlo meglio durante il trasporto verso la madrepatria. E tutto quel gran sbattersi per definire il vino DOC, DOP o IPG in base a presunte e millenarie tradizioni dei vigneti? Un nobile intento che però finge di non sapere che nella seconda metà del 1800 un parassita distrusse tutte le vigne presenti sul territorio italiano ed europeo. Dovendo ripartire da zero, i nostri viticoltori usarono obbligatoriamente viti non autoctone e innesti vari. Alberto Grandi, professore dell'Università di Parma, svela quanto marketing ci sia dietro lo strepitoso successo dell'industria gastronomica italiana. I tantissimi prodotti tipici italiani, gran parte dei piatti e la stessa dieta mediterranea sono buonissimi, ma le leggende di storia e sapienza che li accompagnano sono invenzioni molto più recenti, scaturite dalla crisi industriale degli anni Settanta: è in quel momento che imprenditori e coltivatori italiani si alleano per inventare una presunta tradizione millenaria del nostro cibo e il conseguente storytelling per sostenerla. «Denominazione di Origine Inventata» è un libro che farà arrabbiare - ma forse anche ragionare - tutti coloro che sono fideisticamente innamorati del grande mito della tipicità italiana.
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Economia degli intermediari finanziari affronta in modo puntuale ed esaustivo i temi riguardanti il ruolo degli intermediari finanziari e le loro modalità di gestione, la struttura dei mercati e le caratteristiche tecniche degli strumenti finanziari, nonché le principali problematiche della regolamentazione finanziaria. Dato il continuo aggiornamento degli aspetti legislativi e istituzionali, il presente manuale costituisce un valido punto di riferimento non solo per gli studenti universitari, ma anche per i professionisti della disciplina. I numerosi e approfonditi apparati didattici, integrabili con ulteriori supporti online, rendono il testo un utile strumento per comprendere la complessa realtà del sistema finanziario.
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Il manuale spiega il funzionamento dell’unione monetaria europea nel contesto dei profondi cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni a livello economico e politico. Come nelle edizioni precedenti ci si concentra sui costi e sui benefici di un’unione monetaria e si mettono a fuoco i motivi per cui l’incompletezza dell’Eurozona determina costi aggiuntivi e crea problemi di sostenibilità. Si analizza in che modo la Banca centrale europea sia stata progettata per condurre un’unica politica monetaria e si dedica ampio spazio alle questioni dell’indipendenza politica e della responsabilità della BCE. In questa nuova edizione si sposta lo sguardo in avanti e si affronta anche la necessità di un’unione politica e di bilancio per garantire la sostenibilità della zona euro.
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Il manuale offre una presentazione lineare ed essenziale dei concetti fondamentali dell’economia, optando per una esposizione che attinge a esempi sia tratti dalla vita quotidiana sia riferiti ad avvenimenti rilevanti a livello nazionale e internazionale. In questa nuova edizione il testo, ampiamente aggiornato, mantiene un tono semplice e colloquiale che aiuta lo studente che si accosta per la prima volta allo studio dell’economia politica a cogliere l’interrelazione stretta tra astrazione teorica e realtà empirica. Ogni capitolo è arricchito da un riepilogo per fissare i concetti fondamentali e da domande di autoverifica.
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Gli studenti del ventunesimo secolo dovrebbero dedicarsi allo studio della teoria economica per tre buone ragioni. La prima è che lo studio dell'economia aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo. Perché è così difficile trovare un appartamento in affitto nelle grandi città? Perché le linee aeree applicano una tariffa preferenziale a chi viaggia durante i fine settimana? Perché il tenore di vita di molti paesi africani è così basso? Perché alcuni paesi europei hanno adottato una valuta comune? Queste sono alcune delle domande alle quali un corso di economia politica può dare una risposta. La seconda buona ragione è che dedicarsi allo studio dell'economia può fare di ciascuno di noi una persona meglio "equipaggiata" ad affrontare la vita. Ogni giorno si devono prendere infatti un gran numero di decisioni economiche: si deve decidere quanti anni dedicare all'istruzione, quanta parte del reddito consumare e quanta risparmiarne, come investire i risparmi. In futuro ci si potrebbe trovare a gestire una azienda e a dover decidere quali prezzi applicare ai propri prodotti. Lo studio dell'economia non renderà automaticamente più ricchi, ma potrà offrire strumenti utili per facilitare gli sforzi di ognuno. La terza ragione per studiare l'economia è che fornisce una comprensione più profonda di quali sono i veri limiti della politica economica.
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The volume investigates the global transition to modern taxation from the 18th century to today. Modern taxation refers to the broad-based tax instruments that allowed for the emergence of big government as we know it today, including, most prominently, income taxes and general consumption taxes. The volume draws on a new historical dataset of tax introduction worldwide to map the global spread of modern taxes descriptively and to explore its correlates analytically. It makes four contributions to the literature. First, it corrects a pervasive Western bias in historical political economy and fiscal sociology. Most of this literature focuses heavily on the tax policy of advanced democracies in Europe. The chapters of this volume explore how far Western theories and insights travel to non-Western contexts. Second, the volume mitigates a recency bias in much of the macro-quantitative literature in comparative political economy and public finance. The chapters investigate whether insights travel across time from recent to more distant periods of observation. Third, the volume compensates for the substantive preoccupation of extant research with the personal income tax and the VAT by extending the analysis to other important tax instruments: the corporate income tax, the inheritance tax, non-VAT sales taxes, and social security contributions. Finally, the volume goes beyond the prevalent methodological nationalism in fiscal sociology and comparative political economy. It shows that non-sovereign tax introductions were common in colonial and imperial settings and compares analytically how the logic of these non-sovereign introductions differed from sovereign ones.
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Il potere politico è stato democratizzato molto tempo fa, ma l'economia non è mai stata democratizzata. Questo progetto storico sta muovendo i primi passi, e ognuno di noi può avere un ruolo nel promuovere il nuovo sistema i cui fondamentali principi etici sono la comunità e la sostenibilità. La nostra economia sta letteralmente distruggendo il pianeta in cui viviamo. Le risorse naturali che consuma sono più di quelle che la Terra è in grado di rigenerare. Stiamo demolendo l'unica casa che abbiamo, eppure restiamo intrappolati in un sistema destinato a perpetuare questa distruzione. La nostra è un'economia "creata dall'un per cento per l'un per cento", come l'ha definita Joseph Stiglitz, un'economia estrattiva, concepita in modo da permettere a un'élite finanziaria di massimizzare il proprio profitto senza curarsi dei danni arrecati ai lavoratori, alle comunità e all'ambiente. In questo libro, Marjorie Kelly e Ted Howard ci mostrano che sta però emergendo un'economia nuova, creata dalle persone per le persone, che mira a soddisfare i bisogni essenziali di tutti, a tenere in equilibrio il consumo umano con la capacità rigenerativa della Terra, a rispondere alle esigenze della gente comune, a condividere la prosperità indipendentemente dalle diversità: un'economia democratica. Costruirla significa riprogettare le istituzioni e le attività fondamentali (imprese, investimenti, sviluppo economico, occupazione, acquisti, banche, uso delle risorse) in modo che i meccanismi di base dell'economia siano posti al servizio del bene comune. Cambiare tutto significa che ognuno ha un ruolo da svolgere, e Kelly e Howard raccontano non solo le storie di attivisti e di leader di base, ma anche di insospettabili fiancheggiatori dell'economia democratica, storie in cui i semi di un futuro al di là del capitalismo d'impresa germinano nei servizi di approvvigionamento ospedalieri, negli uffici dei fondi pensione e persino in qualche sala di consiglio d'amministrazione. La strada per un sistema fondato sulla comunità, la democrazia e la giustizia rimane incerta, ma leggendo le parole di Kelly e Howard la percorreremo insieme. Questo è solo il primo passo.
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